miradoc
Utente
nickely, continui ad evadere il problema principale da me segnalato, vale a dire l'estrema complessità e costo energetico della liquefazione dell'Idrogeno. Per rispondere alla tua ultima domanda, ritengo che una resistenza all'urto che si comporta come da grafico citato indichi chiaramente che il materiale, già rigido a temperatura ambiente, diventa di estrema fragilità a bassa temperatura. Per dirla tutta, dubito fortemente che si sia potuto testarlo a 12°K. come si afferma possa essere impiegato (viene già impiegato per i componenti di alcune macchine coinvolte nel ciclo Linde). In ogni caso non si tratta del problema principale. Puoi senza dubbio costruire un serbatoio sferico fatto a dewar, con il vessel interno in PE-UHMW, ma non so valutare quando verrebbe a costare un simile contenitore. Perché vuoi complicarti la vita? Stai sul semplice. Ritengo che l'uso dell'Idrogeno come vettore energetico si diffonderà solo se la relativa tecnologia di produzione e stoccaggio sarà semplice, sicura e di basso livello. Certamente puoi trovare applicazioni di nicchia in cui Idruri ed altre diavolerie da laboratorio sembrano offrire prestazioni miracolose, ma siamo ancora ben lontani dall'impiego di massa. Viceversa, l'Idrogeno compresso, stoccato all'esterno dell'abitazione non presenta più rischi e difficoltà di un qualsiasi gas infiammabile. Tieni conto che la quantità in gioco è quella necessaria a consentire di coprire il fabbisogno elettrico dell'abitazione quando non c'è il sole (un massimo di 12 kWh, equivalenti a circa 80 MJ =circa 0,56 kg di Idrogeno usato in cella a combustibile con rendimento del 50%). Come vedi, le quantità per risolvere il problema della discontinuità di produzione da PV sono veramente piccole. Anche immaginando di usarlo per applicazioni di mobilità, la quantità di Idrogeno che si può produrre con un impianto PV domestico è limitata, a meno che non si decida di installare un impianto sovradimensionato. Quello che rende attraente l'abbinamento impianto PV /Idrogeno è che l'eccesso stagionale di energia elettrica può essere trasformato e conservata per uso successivo a breve termine, anche se ovviamente il rendimento complessivo della trasformazione non supera il 30% nella migliore delle ipotesi. La scelta di questa strada deve essere motivata dalle possibilità che si aprono (ad esempio quella della mobilità locale, che risulta essere massima nel periodo di massima produzione), non certo dalla convenienza rispetto a soluzioni più semplici (tipo gli accumulatori di energia elettrica tal quale).