Double PP

dandb

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Double PP
Non sono molto bravo a postare disegni ed immagini quindi cercherò di descrivere
la configurazione che ho immaginato per un ipotetico DPP
Inanzitutto per semplificare l'idea di base di un DPP è come pare ovvio di creare un doppio PP
Quindi prendiamo 2 PP e li si affianchino in modo da avere i 4 magneti tutti orientati parallelamente
lungo un asse verticale e disposti in modo da formare un ipotetico quadrato
circa come le torri di un castello.
occorre adesso "collegare" i 2 PP in una unica struttura omogenea.
guardando i 2 PP lateralmemte e ruotandoli insieme attorno all'asse verticale si osserva la
perfetta simmetria della configurazione geometrica, in pratica
è come osservare il castello girandoci attorno, noteremo
un lato delle mura
la torre
un lato delle mura
la torre
un lato delle mura
la torre
l'ultimo lato delle mura.
pertanto sarà sufficiente aggiungere altre 4 bobine, che rappresentano
i due lati delle mura che ancora mancano.
Ora
si considerino quindi 2 ipotetici quadrati disposti parallelamente e distanziati tra loro di una distanza D
pari all'altezza dei magneti.
su ogni angolo disponiamo un magnete e su ogni lato disponiamo una bobina di controllo.
Pertanto si avranno complessivamente 4 magneti e 8 bobine.
Su ogni angolo infine ci sono le espansioni polari.
Deviando il collegamento "cablaggio" delle bobine e l'alimentazione dovrebbe essere
possibile deviare i flussi dei 4 magneti da ipoteticamente 0,5T ciascuno alternativamente su un
solo angolo in modo da concentrare il flusso e avere 3 angoli a 0T e 1 angolo a 0,5*4=2T

Per semplificare ulteriormente lo schema si può arrivare a immaginare
2 torroidi sovrapposti o diciamo allineati sullo stesso asse e distanziati di una distanza pari
all'altezza dei magneti.
Tra i due torroidi quindi disponiamo i 4 magneti equidistanziati cioè a 90° tra loro rispetto all'asse verticale
e con asse di magnetizzazione tra loro paralleli e paralleli all'asse dei torroidi.
Negli spazi liberi tra magnete e magnete disponiamo le 8 bobine.
In corrispondenza dei 4 magneti si creino le 4 espansioni polari che chiudono il flusso magnetico tra il torroide superiore
e il torroide inferiore.

in attesa di considerazioni
un saluto e un augurio a tutti di buon lavoro.
 
ecco il magnifico castello DPP

ecco il magnifico castello DPP

Visualizza allegato schema DPP.bmp

con qualche fatica sono riuscito ad inserire
l'immagine che credo sia un pò più esplicativa.

sembra proprio un bel castello....no?

la struttura va "vista" in senso verticale

quindi si può ipotizzare il collettore superiore e il collettore inferiore

e invece della forma a quadrato considerarli dei torroidi.......

ma fare quel disegno mi sarebbe stato troppo troppo difficile

forse qualcuno ha più dimestichezza con i programmi di grafica

non ho indicato le espansioni che ovviamente sono ai quattro angoli

il polo superiore Nord e il polo inferiore Sud.
 
2T

2T

E a cosa serve?

sinceramente pensavo di essere stato esauriete

ma lo ripeto.

se con un PP si raddoppia il flusso

don un DPP si dovrebbe quadruplicare.

se con 0,1 T si evia il flusso (anzi è più corretto dire si sbilancia)

e si va da 0,5 a 1T

con un DPP si dovrebbe andare da 0,5 a 2T

però ancora aspetto di capire se l'alimentazione delle bobine

che determina lo sbilanciamento si determina a causa della corrente inviata alle bobine

cioè se lo stacco "se così possiamo dire"

avviene quando si supera la soglia I di corrente che genera un certo flusso

oppure a causa del transitorio ossia del passaggio brusco della risalita della corente
da 0 al valore massimo a cui si stabilizza dopo 5 costanti di tempo.

al momento non mi interessa affrontare il discorso della frequenza

ma solo il primo stacco quando si applica la tensione.

purtroppo i dati ...pur cercando non ne trovo

sono tutti approssimati e confusi

c'è chi di ce 3V 9V 2A 10A 70V......
ale' ale'!!


qualcuno che ha effettivamente avuto la fortuna e la possibilità di realizzarlo

puo' aiutare questa pecorella smarrita?
 
miodio neodimio

miodio neodimio

ma scusa rimango sconcertato da questa affermazione.


se te avessi un motore che ha al suo interno un campo magnetico

molto intenso serve più o meno corrente

per avere le stesse prestazioni?

un filo percorso da corrente iimerso in campo magnetico è sottoposto
alla forza di Lorenz in proporzione all'intensità del campo magnetico.

altrimenti perchè usare magneti al neodimio

basterebbe la semplice ferrite, o no?

io non sono una sapienza ma questo mi sembra basilare.
 
forza di Lorentz

forza di Lorentz

E dopo che (mettiamo) hai quadruplicato il flusso, torno a ripeterti: a cosa serve?

una precisazione:

innanzitutto volevo porgere le mie scuse ad endymion perchè credo di essere stato troppo sgarbato

avendo dato per scontato che conosce la forza di Lorentz

in generale non è detto che chiunque possa conoscerla

io stesso la conosco per uno studio autodidatta quindi potrei commettere degli errori

devo inoltre chiedere scusa ai molti lettori che anche non interagendo direttamente

hanno dovuto sorbirsi molti errori di battitura, che ho notato avere compiuto, purtroppo

è solo causa della fretta eccessiva che mi perseguita, vi porgo ancora le mie scuse

cercando ovviamente di strare molto più attento, altrimenti mi rendo conto che

possa diventare poco comprensibile il testo e i concetti.


Per quanto riguarda la forza di Lorentz

è data da:

F= qv x B


è un prodotto scalare tra vettori
dove q è la carica v il vettore velocità B il campo magnetico.

non approfondisco le questioni di matematica vettoriale, dandole per scontate, almeno quelle più semplici.

ora qv = i ossia la corrente


quindi si può anche semplificare la formula in

F= i x B

i vettori i e B per avere il massimo valore di F devono essere tra di loro perpendicolari

in tale caso i tre vettori sono mutuamente ortogonali.

quindi ponendoci in tale caso ossia quello più vantaggioso ossia la configurazione geometrica migliore



il valore di F dipende unicamente dai valori in modulo di i e B


ora generalmente B è determinato da un campo magnetico permanente come quello dovuto ai magneti permanenti

mentre i è la corrente che introduciamo nel motore e che determina la forza....che poi diventa.... una coppia.


pertanto aumentare B determina che per ottenere la stessa forza serve meno i.



questo in sintesi.
poi
se vogliamo vedere come ottenere B o introdurre i problemi di saturazione dei materiali che non permettono di usare alti valori di B

è un altro discorso.

in generale il nucleo di una bobina è di lamierini di silicio per possa essere attraversato da un valore di B più basso

perchè più di tanto non si riesce ad ottenere dai magneti al neodimio con la tecnologia attuale.

ma l'ideale sarebbe non utilizzare nessun nucleo ossia usare nuclei in aria o meglio i conduttori di rame immersi direttamente nel campo magnetico B diretto senza mu relativa per intendersi
ed avere pero valori di B già alla sorgente elevati,


si avrebbero così :

1) motori più leggeri e veloci perchè manca il peso dei nuclei
2) motori a più alto rendimento perchè le correnti sarebbero inferiori
con tutti i vantaggi che ciò determina ossia
meno effetto joule
meno perdite magnetiche nei nuclei ecc... ecc....ecc....


inoltre credo che
tali tecnologie esistano e tuttavia ne veniamo privati continuandoci a vendere la fuffa.
tanto la si compra tanto qualcuno paga sempre.

e a me questo sembra tutto molto ........(mi censuro da solo)!
 
x dandb
Mi pare che il trasformatore non si fa cosi.
Quando io andavo alla scuola di perito elettrotecnico, il professore mi aveva insegnato che il trasformatore monofase di tipo semplice è composto da 2 bobine separate elettricamente, ma non separate magneticamente.
 
x dandb
Mi pare che il trasformatore non si fa cosi.
Quando io andavo alla scuola di perito elettrotecnico, il professore mi aveva insegnato che il trasformatore monofase di tipo semplice è composto da 2 bobine separate elettricamente, ma non separate magneticamente.


Purtroppo non sono avvezzo a formalismi e fronzoli.

1) Perchè tiri in ballo il trasformatore?
2) Chi ha parlato di trasformatore?
3) Trasformatore di cosa?

Scusami non vorrei farti perdere tempo ne essere scortese, inoltre io sono più ignorante di te in materia, siccome non so cosa sia un trasformatore monofase di tipo semplice

però conosco il trasformatore detto volgarmente di corrente/tensione

e credo a sommi capi si conoscerne il funzionamento.

Se vuoi puoi aiutarmi mettendo a disposizione le tue conoscenze per definire il problema del PP che ancora è incompleto.
Te ne sarei grato .

Mancano da calcolare o verificare
il valore dell'induttanza, la corrente la tensione ecc ecc e dargli una collocazione all'interno del ragionamento sul PP.

Forse vale più che mai il detto che chi fa per se fa per tre.
Anche se in questo caso vorrei si sbagliarmi, ma fino ad ora ho avuto solo tante domande e nessuna risposta.

comunque vorrei risponderti,
ma non so cosa sia un ...trasformatore monofase semplice....

forse è una equazione algebrica del 1° ordine applicata alla fisica?
puoi riformulare la domanda con un modello matematico-fisico?

Ti posso fare io una domanda?
quale è lo scopo della tua domanda-affermazione

perchè pare una domanda celata da una affermazione

ti pare o non ti pare?

ti rispondo:

non è un trasformatore è un DPP ossia un double parallel path
 
la forza di Lorentz è data da:
F= qv x B
è un prodotto scalare tra vettori
dove q è la carica v il vettore velocità B il campo magnetico.
Guarda che non è un prodotto scalare. Come potrebbe un prodotto scalare restituire un vettore???
non approfondisco le questioni di matematica vettoriale, dandole per scontate, almeno quelle più semplici.
Infatti, mi pare che tu abbia bisogno di un ripassino...
ora qv = i ossia la corrente
Altro errore: non ci siamo con le dimensioni. [q*v] = coulomb*metro/secondo, invece = coulomb/secondo. Da cui segue ovviamente che coulomb*metro/secondo ? coulomb/secondo.
quindi si può anche semplificare la formula in
F= i x B
Ok, volevi scrivere la II legge elementare di Laplace, però hai sbagliato nuovamente le dimesioni. Infatti, tesla*ampere = kilogrammo/secondo^2 ? newton.
l'ideale sarebbe non utilizzare nessun nucleo ossia usare nuclei in aria o meglio i conduttori di rame immersi direttamente nel campo magnetico B diretto senza mu relativa per intendersi ed avere pero valori di B già alla sorgente elevati,si avrebbero così:
Io, invece, vedo solo del gran flusso disperso e delle riluttanze più alte... Non è così?
 
prodotto vettoriale

prodotto vettoriale

per BesselKn

ti chiedo enormemente scusa.....

non so perchè ho scritto scalare............
ho cannato ovviamente è un prodotto vettoriale

per il resto verificherò

comunque una carica elettrica in movimento è una corrente spero che su questo
non ci siano dubbi?


...Infatti, mi pare che tu abbia bisogno di un ripassino...

eccolo il ripassino

http://www.fis.unical.it/Mat_didattico/falcone/fisica2cap7.pdf




forse q è una densità di carica

perchè non tornano le dimensioni verificherò.
 
Ultima modifica:
Per Besselkn

ti rigrazio per avermi fatto notare gli errori

come si può vedere a pagina 6 e 7 del pdf che ho allegato

posso risponderti

la legge di Lorentz si applica alla singola carica elettrica in movimento

mentre la differenza con la seconda legge di Laplace

è che occorre effettuare la sommatoria delle singole forze agenti su tutte le cariche

del conduttore immerso nel campo.

avevo quindi OMESSO che

passando da F=qvX B a F=iL X B

occorre tenere conto della lunghezza del conduttore che è immerso nel campo.

detto ciò

mi scuso per le imprecisioni e le sottovalutazioni

comunque io spero che come vorrai confermare il mio ragionamento non cambia di una virgola.

se si condidera lo scalare L=1 (unitario) ecco....


vedi che tutto torna in ogni caso

il ragionamento che facevo era quello di evidenziare come la forza

sia essa di Lorentz e poi quella di Laplace

dipendano da i e da B sostanzialmente.

spero che concorderai.

grazie.
 
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