CITAZIONE (SGF @ 1/4/2008, 23:34)
(Per qualcuno a cui verra l'idea geniale...) adesso non cominciamo con le menate di produrre idrogeno dal fotovoltaico eolico idroelettrico ecc. per elettrolisi, chi spara menate del genere sappia che non a capito niente, prima si informi sui costi...cosi trova la risposta da solo.
Sono un po sconcertato da quanto dici.
Sicuramente produrre energia ha i suoi costi, ma secondo te se venissero fatti degli ingenti investimenti, per aumentare abnormemente la produzione di energia elettrica, da utilizzare per soddisfare il fabbisogno nazionale, ed eventualmente produrre idrogeno per elettrolisi non sarebbe conveniente?
Nella mia zona nel raggio di 10 km ci stanno 5 fiumi su uno dei quali 60 anni fa è stata costruita (e poi abbandonata) la prima centrale idroelettrica che dava luce alla mia città.
Oltre a questo considera che l'Italia è un paese prevalentemente a vocazione agricola, e si potrebbe ricoltivare l'abnorme quantità di terreni agricoli abbandonati per produrre biocarburante ( biodiesel oppure etanolo)
Considera le biomasse assolutamente abbondanti causa boschi su alpi ed appennini.
Considera anche il fotovoltaico molto avvantaggiato alle nostre latitudini.
Dopo aver dato uno sguardo all'Islanda, considera il geotermico, ASSOLUTAMENTE SOTTOVALUTATO E IGNORATO nella nostra cara Italia.
Considera la possibilità di produrre energia dallo smaltimento di rifiuti: termovalorizzatori di ultima generazione, torcia al plasma, fermentazione per la produzione di metano.
Tutto questo potrebbe permetterci di diventare iperproduttori di energia elettrica utilizzando e sfruttando risorse dai costi irrisori: Rifiuti urbani, calore della terra, sole, fiumi, biomasse, ci permetterebbe di staccarci dal petrolio, e permetterebbe di far rimanere in Italia le cifre investite.
Oltre a questo considera l'enormita di denaro che si risparmierebbe, nel vedere diminuite tutte le patologie dovute all'inquinamento, partendo dalle semplici allergie fino ad arrivare ai tumori.
Quando si parla di energia si dovrebbe considerare il complesso, che senso ha acquistare o produrre energia a costi accettabili e convenienti, quando a fronte di presunte convenienze e presunti risparmi, lo stato italiano spende cifre elevatissime per curare i danni e le conseguenze dall'utilizzo di queste stesse?