Copia/incolla di una considerazione (per me molto valida):
IL GRAVE ERRORE DEL GOVERNO SUL SUPERBONUSIl governo, col superbonus del 110%, sta dando un messaggio sbagliato di ingiustizia sociale. Al di là delle risorse limitate messe in campo che faranno saturare la misura in pochi mesi, c'è da porsi una domanda: perché consentire a tutti di ristrutturare casa gratis? Se l'obiettivo dell'efficienza energetica non è solo quello ambientale, ma anche quello macroeconomico di impulso alla ripartenza, non sarebbe stato meglio prevedere l'accesso al meccanismo basato sull'indice ISEE? Un intervento basato anche solo su 3 misure (pompa di calore, fotovoltaico e solare termico) fa risparmiare alla famiglia almeno 3.000 € l'anno. Ora, chiediamoci quali saranno gli effetti di questo risparmio annuo: la famiglia con un reddito annuale di 100.000 €, molto probabilmente, lascerà questo risparmio parcheggiato sul conto corrente, mentre la famiglia con un reddito di 20.000 €, quasi sicuramente, spenderà questi 3.000 € in beni e servizi cui non poteva accesso prima. Mandare il figlio al doposcuola, iscrivere la figlia in palestra, qualche uscita in più in pizzeria, un viaggio, etc. Parliamo di macroeconomia, di moltiplicatore keynesiano di spesa, che moltiplica per "n" volte gli effetti sulla crescita economica.
Non si tratta di fare gli indovini: basta scomodare le reminescenze universitarie di chi ha studiato su un manuale del Prof. Federico Caffè: ogni dirigente ministeriale dovrebbe averlo fatto ed anche i politici, ma non tutti, purtroppo. Si tratta della propensione al consumo, che varia a seconda delle fasce di reddito: è più alta nelle fasce basse e viceversa. Dare una corsia preferenziale ai cittadini con un ISEE basso non sarebbe stato solo un atto di giustizia sociale, ma avrebbe dato anche un fortissimo impulso alla ripresa del PIL.
Inoltre, la politica del "dare tutto gratis a tutti" ha tagliato le gambe a decine di migliaia di agenti commerciali, di fatto esclusi da tali misure: le società fornitrici (di progettazione fotovoltaica, termica, di edilizia, etc.) non hanno più bisogno di agenti commerciali che, faticosamente, portano loro contratti: hanno già la fila davanti alla porta! Inoltre, la gratuità delle misure spingerà le autorità ad irrigidire i controlli e i sospetti ex-post su interventi già effettuati, facendo da una parte frenare molti operatori, preoccupati delle possibili conseguenze future, dall'altra attiverà o i soliti grandi gruppi (Eni, Enel, Edison) o chi, tra i piccoli, non ha niente da perdere e vede nel 110% l'Eldorado da sfruttare per 2 anni per poi chiudere l'attività ed evitare i controlli successivi.
Sarebbe bastato avere l'umiltà di chiedere un parere a chi è sul campo tutti i giorni. Sarebbe bastato:
1) ridurre da 10 a 5 anni le detrazioni
2) re-introdurre la cessione del credito e lo sconto in fattura
3) consentire più girate del credito, anche a banche e intermediari finanziari
4) mantenere le stesse aliquote di detrazione per le fasce di reddito più alte
5) prevedere una maggiorazione della aliquota di detrazione del 20% solo per le fasce di reddito con un ISEE inferiore, per esempio, a 20.000 €, anche per consentire una più efficace lotta al triste fenomeno della povertà energetica
6) prevedere una garanzia statale sui prestiti bancari alla famiglie (contrariamente ad una srl che può scomparire l'anno successivo, la persona fisica non scompare per sua scelta e si vedrà trasformare l'eventuale debito verso la banca in cartella esattoriale, in caso di mancata restituzione del debito)
La gratuità degli interventi farà solo aumentare i costi e non consentirà un salutare confronto tra diversi preventivi: se è tutto gratis, che importanza ha un preventivo più caro del 20%? è sempre tutto gratis!
Il Superbonus che vorrebbe essere gratis, alla fine, di gratuito ha ben poco: un eventuale controllo postumo delle autorità potrebbe revocare le agevolazioni, facendo cadere tutto il peso sul cittadino, obbligato a restituire il 100% dell'intero importo, magari con maggiorazioni e interessi, in presenza di presunta co-responsabilità. E come si potrà dimostrare la situazione ex-ante, se sono stati poi realizzati interventi ex-post che hanno cancellato ogni traccia di quanto c'era prima?
E in caso di reale aggravio dei costi di cantiere in casi limitati e circoscritti, come si potrà dimostrare ex-post questo aggravio?
Infine, il Superbonus ha svegliato l'istinto di tanti mercenari che, da altri settori, si sono azzuffati nella mischia, con operazioni commerciali molto discutibili, che prevedono l'esborso di somme di danaro da parte dei clienti, a titolo di acconto e di cauzione. Chi ci dice che tali somme verranno restituite in assenza dei requisiti di accesso al superbonus? La misura arricchirà sicuramente tanti studi legali.
Non ultimo, questa misura, IN QUESTO MOMENTO, anziché fomentare la crescita, sta in realtà paralizzando tutte le filiere dell'edilizia e delle rinnovabili, costrette ad attendere anche in casi di contratti già conclusi da mesi. Le aspettative sono troppe e le cocenti delusioni (per i clienti) sono dietro l'angolo.
Ed infine, funzionerà sicuramente come spot elettorale: ma, per fronteggiare le conseguenze del Covid, avevamo bisogno di questo o di altro?