CITAZIONE (gymania @ 22/3/2007, 23:37)
Per me è la traduzione letterale del vero concetto di progresso.
Grazie, ma è un concetto difficile da far comprendere purtroppo. Molto spesso si ripiega su una visione un pò ingenua e naif di semplice "si stava meglio quando si stava peggio" che è forse poetica e romantica, ma tralascia tutti i (tanti!) problemi che i nostri nonni e bisnonni affrontavano quotidianamente.
Invece il trucco è capire che questo è davvero un nuovo progresso. Una nuova fase di sviluppo umano che l'Europa sta iniziando a promuovere, grazie all'intuito di pochi.
Io sono convinto che quando i primi agricoltori hanno iniziato a coltivare l'energia solare sfruttando la fotosintesi clorofilliana delle piante per produrre cibo siano stati lungamente sbeffeggiati dai numericamente preponderanti "cacciatori-raccoglitori". Forse c'era anche allora qualcuno che li guardava faticare pensando con sufficienza che raccogliere bacche o catturare un coniglio era "economicamente più conveniente". Ma la storia ha chiarito chi aveva ragione.
Ora la società umana si trova di nuovo a questo bivio. La società industriale (che molti chiamano semplicisticamente "capitalistica" confondendo una connotazione ideologica con una sociale) è una società di "caccia e raccolta" dove le risorse, energia in primis, si scavano e si strappano alla terra e agli altri e il più forte piglia tutto. Ce ne siamo resi conto, ma ancora non riusciamo a trovare soluzioni. Alcuni pensano al "business as usual" eterno, illudendosi che tanto non cambierà nulla, tanto si troverà sempre un nuovo pozzo, una nuova tecnica di sfruttamento, ecc. Altri sognano delle impossibili conversioni di massa tipo francescano, con rinuncia generalizzata da parte dei cittadini dei paesi industrializzati all'attuale stile di vita e condivisione mondiale delle risorse.
La risposta sta nell'imparare a coltivare l'energia che ci è necessaria per mantenere l'attuale livello di vita dei paesi avanzati (che stanno in Europa comunque
), senza inutili sprechi ma senza insensati ritorni al carretto.
Basta retribuire adeguatamente chi ci fornisce energia (pulita e rinnovabile) e troveremo legioni di volontari disposti a fuggire dalle città per ritrovare ritmi più naturali.
Il problema è che per molti questa visione è inconcepibile. Passare la giornata senza andare a "lavorare" e avere lo stesso un reddito dignitoso? Inconcepibile! (peccato che nessuno se ne faccia più nulla di quel "lavoro"). Pagare di più l'energia per garantire un giusto reddito a chi la produce? Inconcepibile! Peccato che poi si spenda molto di più in tasse per garantire finti lavori del tutto inutili o per curare le malattie provocate dalla produzione centralizzata (che però costa poco e arricchisce di molto pochi...
)
Problema di vastità inimmaginabile, ammetto, ma chi è giovane dovrebbe pensarci e agire... anche gli animali ci ringrazierebbero.