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energia e coltivazioni


Relativamente alla normativa che ho indicato raccomando di tenere monitorata l'opera del Parlamento.

C'è un progetto di codice agricolo che contiene alcuni articoli dedicati alle biomasse. Non dovrebbero esserci grosse modifiche, se non l'atto a cui far riferimento. Anche se non è detto nulla in merito ad esso. Dopo un enorme lavoro da parte di studiosi della materia agricola, in questo momento è fermo, in attesa di sapere la sorte che avrà.

Luiss
 
CITAZIONE (luiss @ 12/6/2007, 18:02)
Mi permetto di fare presente che per capire quali siano le coltivazioni in grado di produrre biomasse sarebbe bene guardare anche al dettato normativo.
2. In particolare, costituiscono biomasse:
d) le colture agricole e forestali dedicate

A questi sono destinate forme di aiuto, sia nazionali che comunitarie. In particolare, a livello CE, il regolamento 1782/2003, sulla riforma della Politica Agricola Comune, prevede esplicitamente che le la produzione di biomasse da fonti agricole va aiutata e finanziata.

Ciao!
^_^


Luiss​

Luiss: è questo punto che contesto, che vengano finanziate qesto tipo di colture. Per assurdo un agricoltore o rimane legato al contributo o entra nel libero mercato. Potrebbero trasformarsi in un biofurbi....
 
L'agricoltura si sta lentamente avicinando al libero mercato...per una serie di ragioni, a mio parere condivisibili, è sempre stata un'attività "privilegiata" rispetto a quella commerciale, proprio per far fronte alle particolarità dell'attività.

Oggi questi privilegi stanno venendo meno e la disciplina dell'attività agricola si sta avviciando sempre più a quella commerciale.

Da un altro punto di vista, che possiamo definire "interno", la questione dell'incentivazione di particolari colture, nella specie quelle per produzione energetica, vengono incentivate per una serie di motivi.
In primis per cercare di spostare le produzioni verso queste "nuove" forme di agricoltura, onde contrastare il grave problema delle eccedenze, senza dover costringere ad un set aside (messa a riposo dei terreni) obbligatorio, sostenendo così l'agricoltore e, contemporaneamente, sfruttando tali terreni per biomasse.
Un altro motivo potrebbe ravvisarsi nella necessità di produrre energie rinnovabili onde far fronte bagli impegni assunti all'atto della ratifica del protocollo di Kyoto.
Altro motivo, che per molti potrebbe sembrare trascurabile, ma nei fatti non lo è, è la questione dello smaltimento delle scorie che avviene attraverso la combusione delle biomasse, ovviamente in questo caso non si tratta di coltivazioni all'uopo destinate, bensì di scarti provenienti dall'agricoltura (sterpaglie, reflui).

Questa è la mia idea, certamente opinabile.
:)


Ciao!

Luiss

Luiss
 

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