F.F. che farne?

pchiara

Member
Un saluto a tutti e complimenti per la competenza e la determinazione.
Premetto che non sono specialista nel settore ma leggendo i vari threads mi e' venuto un dubbio:
la sperimentazione fin qui illustrata e' mirata alla doverosa comprensione dei fenomeni in giuoco ma qualora si decidesse di asportare calore dalla cella per alimentare ad esempio un ciclo Rankine non ci sarebbe il rischio di alterare le reazioni in conseguenza dell'asportazione della quantita' di calore da trasformare in lavoro esterno?
O si ritiene di utilizzare qualche altro accorgimento per estrarre energia dalla reazione?
Potrei insomma avere un'idea di come si intende utilizzare il frutto di tanto lavoro?
Ringrazio e saluto tutti.
 
CITAZIONE (pchiara @ 10/12/2004, 20:47)

Potrei insomma avere un'idea di come si intende utilizzare il frutto di tanto lavoro?
Ringrazio e saluto tutti.

Caro pchiara

Questo tipo di domanda è stata fatta altre volte in passato, abbiamo sempre risposto che è prematuro porsi questo problema ora, prima dobbiamo capire come e perchè funziona questa reazione, poi potrebbe saltare fuori che si deve sviluppare una nuova teoria fisica, per spiegare questa ed altre reazioni giudicate strane; cosa farne di queste reazioni viene in un tempo successivo, comunque nulla vieta che tu ti sprema le meningi e ci dici a noi come utilizzare queste cose, non aspettate sempre che siano gli altri a porgervi un reattore nucleare domestico su di un piatto d'argento.

Saluti

Renzo Mondaini (Ravenna)

Edited by remond - 12/12/2004, 10:54
 
il calore prodotto scalda dell'acqua che diventa vapore che fa girare una turbina attaccata ad una dinamo che fa venire l'ulcera al direttore dell'enel
tongue.gif
 
x remond
ringrazio per la solerzia ma e' proprio con questo spirito che faccio la domanda in quanto ad esempio la catena descritta da nitc presuppone un COP nella reazione da 5 a 10 per autosostenere il sistema e la mia perplessita' e' che se si estrae calore (cosa necessaria per non limitarsi ad un approccio puramente accademico) il sistema possa destabilizzarsi e che quindi sia necessario anche nella fase di studio "imparare" ad estrarre energia proprio per mettersi in condizioni verosimili di utilizzo.
A presto.
 
Ciao Chiara,
perchè serve un Cop da 5 a 10 per autosotenere il sistema?
In base a cosa hai raggiunto questa convinzione?
Immagino tu presupponga di utilizzare dei sistemi di conversione del calore in energia elettrica con efficenze che vanno dal 20 al 10%, mi sbaglio?
Hai tenuto conto del gas eventualmente prodotto che può essere recuperato e utilizzato in un normale motore o cella a combuistibile?

X Remond,
la nuova fisica, chimica e matematica esiste già e spiega perfettamente questi fenomeni, chiedi a Phitio che sta traducendo molto materiale al riguardo.
Ciao
Armando
 
Infatti Armando,
per autosostentamento mi riferivo all'efficienza complessiva di una ipotetica catena che alimenti batterie in grado di fornire energia elettrica al sistema, sia che esse siano ricaricate da un ciclo in grado di sfruttare il calore generato dalla reazione che da un motore termico o fuell cells in grado di bruciare il gas prodotto.
In entrambi i casi (meglio con le fuel cells se si riesce a trattenere idrogeno) le catene di trasformazione sono "lunghe" ed l'efficenza complessiva potebbe risultare vicina a quella che ho scritto.
Forse con una cella ben coibentata proprio con l'accoppiamento con un generatore termoacustico puro si otterrebbero rendimenti interessanti..........
Un visione sistemica forse consentirebbe di cogliere le sinergie tra nuove metodologie che viste singolarmente potrebbero non essere cosi' promettenti. Questo lo affermo in termini metodologici e non riferito allo specifico.
A presto.
 
Ciao Chiara,
mi leggi il pensiero?
Sono perfettamente d'accordo, soprattutto per quanto riguarda la termoacustica.

Armando
 
Ciao Armando,
Il problema e' sempre lo stesso.... qui o si lavora negli scantinati o non si cava un ragno dal buco....
La ricerca anche se di recente pare spinta dai politici e dagli industrali in effetti sta subendo tagli ai gia' miserrimi fondi disponibili.
Il problema per impianti del genere e' che serve una adeguata modellizzazione teorica affiancata ad una sperimentazione non banale. I costi sono ingenti e servono competenze multidisciplinari non comuni.
Forse basterebbe una Fondazione (stile USA per intenderci) ma in Italia per quanto mi risulta non sono cosi' numerose e non investono in questi settori.
Ciao
 
Ciao Chiara,
mi permetto una domanda diretta; il tuo interesse ai possibili sviluppi di queste ed altre tecnologie è solamente una curiosità o un interesse personale?

Devi sapere che esistono gruppi di ricerca finanziati anche in Italia non da fondazioni o da enti statali, ma da privati con fondi privati, non si fanno pubblicità, ma ci sono.

Ciao
 
Ciao Armando,
per interessi legati alla mia attivita' tengo le antenne alzate su quanto bolle in pentola in settori innovativi, in particolare su temi legati alle energie rinnovabili anche se questo e' piu' un mio interesse personale.
Mentre su alcuni temi posso intervenire nell' ambito professionale su altri mi limito ad approfondimenti personali che in alcuni casi portano a piccoli prototipi sperimentali sviluppati privatamente.
In alcune circostanze poi fornisco contributi di know-how o inventivi a piccole aziende.
Mi piacerebbe inoltre intrattenere contatti su temi da concordare, anche tramite web, sullo sviluppo di prototipi di fattibilita' tipo termoacustico o magnegas integrato a sole-vento ma questo e' al momento solo un proposito.
Spero di aver risposto al quesito.
A presto.
 
CITAZIONE (remond @ 12/12/2004, 10:54)
CITAZIONE (pchiara @ 10/12/2004, 20:47)

Potrei insomma avere un'idea di come si intende utilizzare il frutto di tanto lavoro?
Ringrazio e saluto tutti.

Caro pchiara

Questo tipo di domanda è stata fatta altre volte in passato, abbiamo sempre risposto che è prematuro porsi questo problema ora, prima dobbiamo capire come e perchè funziona questa reazione, poi potrebbe saltare fuori che si deve sviluppare una nuova teoria fisica, per spiegare questa ed altre reazioni giudicate strane; cosa farne di queste reazioni viene in un tempo successivo, comunque nulla vieta che tu ti sprema le meningi e ci dici a noi come utilizzare queste cose, non aspettate sempre che siano gli altri a porgervi un reattore nucleare domestico su di un piatto d'argento.

Saluti

Renzo Mondaini (Ravenna)

ma per quanto riguarda la teoria fisica
mi sembra che GIULIANO PREPARATA aveva già sviluppato qualcosa di concreto

io non sono esperto da capire ma ho letto tutti i suoi libri e ho capito che lui aveva le idee chiare anzi
aveva visto o intravisto la giusta strada.

nel panorama della comunità scientifica chi sta portando avanti il lavoro di PREPARATA

non sarà morto invano mi auguro dovè è finito il suo lavoro?

non sarà che ogni volta bisogna rincominciare tutto da capo?

sinergia vuol dire anche fare tesoro del lavoro di chi ci ha preceduto anche nel rispetto della sua memoria.
 
la fusione fredda attuale è molto puntiforme ossia interessa una parte molto piccola dell'apparato.
In questo modo io mi chiedo come la si potrebbe sfruttare decentemente con un COP suffientemente alto.
Forse si potrebbe provare ad ingrandire la superfice degli elettrodi...boh! Non ho idea su come poter sfruttare bene questo fenomeno. Quello che più mi lascia male è il fatto che produrla è un gioco da ragazzi ma ironia della sorta non è facile sfruttarla...primo o poi ci si riuscirà!
Voi avete qualche idea?
 
CITAZIONE (MasterBlaster @ 11/3/2005, 17:50)
la fusione fredda attuale è molto puntiforme ossia interessa una parte molto piccola dell'apparato.
In questo modo io mi chiedo come la si potrebbe sfruttare decentemente con un COP suffientemente alto.
Forse si potrebbe provare ad ingrandire la superfice degli elettrodi...boh! Non ho idea su come poter sfruttare bene questo fenomeno. Quello che più mi lascia male è il fatto che produrla è un gioco da ragazzi ma ironia della sorta non è facile sfruttarla...primo o poi ci si riuscirà!
Voi avete qualche idea?

La prima applicazione pratica della fusione fredda non sarà di certo la produzione di energia.
La trasmutazione di cesio e stronzio radioattivo in molibdeno e praseodimio verrà utilizzata per lo smaltimento della maggiore quantità di scorie nucleari prodotte dalla fissione, a ruota seguiranno anche le altre trasmutazioni non appena messe a punto.
Dal 13 al 16 Maggio si terrà una conferenza e un work shop a Siena proprio per queste applicazioni.
Ciao
Armando
 
Caro Armando de Para io penso che quando si sarà in grado di ottenere energia dagli isotopi come si è riuscito in molti casi vedi il titolo : http://www-mtl.mit.edu/research/mems-salon...est_Dynamos.pdf il processo di trasmutazione di cesio e stronzio non ci servirà di più.

Io forse dirò la cazzata + assurda dell' anno ma pensa la cosidetta fusione fredda è un processo che porta semplicemente a ridurre il tempo di decadimento degli isotpi apportando un surplus di energia.



ciao a tutti

Edited by ricerca - 12/3/2005, 21:40
 
Ciao ricerca,
mi hai pizzicato
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In effetti diverso tempo fa, credo in un post, scrissi di utilizzare un solo isotopo di tungsteno, ricordo bene anche le indicazioni che ho scritto;

www.betavoltaic.com

Penso che diciamo la stessa cosa ma vista in ambiti diversi

Il mio pensiero è che abbiamo energia più che sufficiente per tutti nei rifiuti che giornalmente produciamo.

Ti ricordi "Ritorno al futuro II"?
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Armando
 
si ti ho pizzacato ma in modo buono per rendere + vivace la discussione su un certo argomento l' utilizzo degli isotopi. Se ti sei arrabiato ti chiedo scusa.

Mi piacerebbe sapere cosa hai scritto riguardi all' utilizzo di un solo isotopo di tugsteno e le indicazioni a www.betavoltaic.com
potendo cosi capire meglio il tuo pensiero.

Cmq mi pare di aver capito che tu concordi con me che è possibile ottenere energia dagli isotopi !! concordi ?

ciao

ahh dimenticavo ! curiosità ma nella fusione fredda si evidenziano grande quantità di elio ?

Hi

Edited by ricerca - 13/3/2005, 10:09
 
CITAZIONE (ricerca @ 13/3/2005, 10:09)
si ti ho pizzacato ma in modo buono per rendere + vivace la discussione su un certo argomento l' utilizzo degli isotopi. Se ti sei arrabiato ti chiedo scusa.

Mi piacerebbe sapere cosa hai scritto riguardi all' utilizzo di un solo isotopo di tugsteno e le indicazioni a www.betavoltaic.com
potendo cosi capire meglio il tuo pensiero.

Cmq mi pare di aver capito che tu concordi con me che è possibile ottenere energia dagli isotopi !! concordi ?

ciao

ahh dimenticavo ! curiosità ma nella fusione fredda si evidenziano grande quantità di elio ?

Hi

Arabbiato?
Io???
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Assolutamente si, non con te ma con chi non esprime con maggiore chiarezza i risultati di esperimenti che apparentemente sembrano condivisi ma che nella realtà non lo sono.

Non ricordo dove ho postato (servirebbe un motore di ricerca interno al forum cosa ne pensi Roy?) le informazioni sull'utilizzo degli isotopi, ma ricordo di averlo spiegato chiaramente a voce.

In questo 3D http://www.forumcommunity.net/?t=1103158&st=195 si è acceso un dibattito molto serio sull'analisi di alcuni campioni prodotti dalla reazione di fusione fredda.

Viene evidenziato il fatto che in questa analisi non vengono menzionati alcuni elementi guida, senza assolutamente dire quali sono.

Sono a conoscenza del fatto che alcuni di questi ricercatori stanno vivendo un momento di estremo nervosismo in questo periodo per una serie di vicende che è inutile qui riportare, ma questo non giustifica il fatto che non vengano espresse le soluzioni e non solo punti interrogativi.

Gli elettrodi di tungsteno che vengono utilizzati per le reazioni di fusione fredda da che isotopi e in che percentuale sono composti?

Il tungsteno ha un peso atomico relativo = 183.84

In natura il tungsteno esiste con 5 isotopi:

180W massa atomica 179.946706 abbondanza % 0.13
182W massa atomica 181.948206 abbondanza % 26.3
183W massa atomica 182.950224 abbondanza % 14.3
184W massa atomica 183.950933 abbondanza % 30.67
186W massa atomica 185.954362 abbondanza % 28.6

Conoscendo le percentuali di isotopi presenti negli elettrodi prima degli esperimenti e verificando poi nuovamente le loro percentuali, si dovrebbe individuare con estrema semplicità quale tra questi interviene maggiormente nelle trasmutazioni e in quali trasmutazioni.

A questo punto diventa fondamentale utilizzare elettrodi formati da un solo isotopo, concordi?
Anche l'elettrolita può essere composto da elementi puri, isotopi per la precisione.
Magari ci accorgiamo che è questo il motivo per cui non vengono emessi neutroni, o meglio capiamo cosa fare per non produrli.

Dire o chiedere se con la fusione fredda si producono grandi quantità di He, significa non aver compreso che cosa è la fusione fredda, è come utilizzare la costante della velocità della luce nel vuoto in tutte le operazioni di calcolo che eseguiamo, assurdo e incomprensibile nel terzo millennio.

In poche parole la produzione di He non è una costante ma un'eccezione, come la velocità della luce del resto.

Concordo che con gli isotopi è possibile ottenere energia, non lo dico io ma le decine di brevetti depositati da parecchi anni...

Albert G. Fisher Patent Number 4,182,650 8 gennaio 1980 Pulsed Nuclear fusion Reactor
Albert G. Fisher Patent Number 4,182,651 8 gennaio 1980 Pulsed Deuterium Lithium Nuclear Reactor
William E. Barker Patent Number 4,961,880 8 ottobre 1990 Electrostatic Voltage Excitation Process end Apparatus
Alex Freundlich Patent Number 6,150,604 21 novembre 2000 Quantum Well Termophotovoltaic Energy Converter
N. Anton Patent Nuber 2,958,789 1 novembre 1960 Electron Emitter
E poi Telefunken, Texas Instruments, Kennedy, Sony, ecc......
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La Betavoltaic ha messo a punto un sistema che produce energia elettrica accelerando il decadimento di un isotopo del Potassio, il K40.
Con questo sistema si possono realizzare batterie di lungussima durata per gli usi più disparati e assolutamente sicure.
Il Potassio 40 è un sottoprodotto di un'altro processo di produzione di energia che si chiama "Plasma Vortex".

Mi spiace dirlo, ma in Italia siamo parecchio indietro e trovo che sia sbagliato spendere energie in ricerche che sono state già fatte, manca lo scambio di informazioni, manca la comunicazione, e manca totalmente la ricerca e la comprensione di ciò che è stato reso pubblico e facilmente reperibile grazie a internet.
Di contro abbiamo tutta la genialità Italiana....
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Penso ti sia più chiaro il mio pensiero ora, no?
Un saluto a tutti e in particolare a Remond e a Ennio Vorcizio che spero leggano questo post e vogliano replicare con le risposte costruttive che sempre li hanno contradistinti.
Armando
 
Scusa Armando de Para scusa se ti tempesto di domande ma vorrei sapere secondo te come mai non ha avuto sucesso l' utilizzo di energia da parte degli isotopi nel mondo.
Che problemi ci sono ? in fondo esiste un problema serio dove stoccare questi elementi radioattivi ?

ciao.
 
CITAZIONE (ricerca @ 13/3/2005, 15:01)
Scusa Armando de Para scusa se ti tempesto di domande ma vorrei sapere secondo te come mai non ha avuto sucesso l' utilizzo di energia da parte degli isotopi nel mondo.
Che problemi ci sono ? in fondo esiste un problema serio dove stoccare questi elementi radioattivi ?

ciao.

E siamo a tre,
le scuse intendo, perchè ci scusiamo?

Il rifiuto nucleare è legato ad una attività commerciale.

Il gioco delle economie non è difficile, il difficile e capire cosa accadrà quando con un kg delle nostre deiezioni ci faranno 10 kW?
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Non mi chiedo come mai l'energia prodotta da isotopi non ha mai avuto successo, mi chiedo che cosa sto facendo da quando lo so!
Ciao a tutti

Armando
 
Scusate Rispondo ad Armando De Para:
Caro Armando, mi sono accorto che stavi parlando proprio di me, a seguito di quello che dicevi sugli elementi guida contenuti nel tungsteno. Il modo in cui mi sono rivolto all’amico Remond, non poteva certamente tener conto di quello poi che lui ha confermato successivamente. Non sapevo che lui ha fatto analizzare solo gli elementi che poi ha riportato nel modulo. Tuttavia non serve a molto questo, e un po’ come voler trovare a tutti i costi qualcosa. Per esempio, in una mia goccia di sudore c’e’ lo 0,04 ppm di oro ma, questo non significa che sto trasmutando … he…he…. Ma, in ogni caso le analisi che lui ha fatto, per quanto interessanti, pongono piu’ interrogativi che soluzioni.
Tornando a noi, gli elementi guida a cui io facevo riferimento, sono le impurezze metallurgiche sempre presenti nel tungsteno commerciale. Sono cose che conoscono quasi tutti, ma in ogni caso, possono essere reperite in qualsiasi enciclopedia. Comunque sto parlando di piombo, silicio, stagno, molibdeno e anche un po di ferro ecc. Come vedi non stavo nascondendo niente. Anzi e perfettamente al contrario, ….. io sono disponibile al dialogo scientifico ma, poche volte ho avuto domande dirette. Quando mi hanno posto interrogativi importanti io ho sempre risposto in modo esaustivo e con educazione (vedi i post negli altri forum). Attenzione, sto parlando di domande importanti, poiche’ se qualcuno mi chiede che cosa e’ il carbonato di potassio, visto che sono due anni che ne parliamo….. io purtroppo , in questo caso non rispondo affatto.
A proposito, ricordo solo adesso che devo assolutamente ringraziarti per un tuo interessamento, … ricordi quando chiedevo del rame ? Poi fortunatamente ho risolto. Per esempio, io personalmente sto facendo delle prove molto interessanti utilizzando il rame come catodo ma, ho ancora dei problemi tecnici. Comunque il rendimento della cella in queste condizioni operative e’ “molto interessante”, questo studio andrebbe approfondito con molta calma ma, mio caro, questa strada sperimentale e’ ancora irta di problemi tecnici.
Mio caro amico, poiche’ tu conosci molto bene il mio pensiero, sai altrettanto meglio che proprio io, non sono assolutamente avaro di elargizioni. Tu sai che io sono prodigo d’informazioni e di nozioni e mi pongo veramente a disposizione degli altri.
Un meraviglioso saluto a tutti voi
 
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