Non ho molta voglia di spendere energie a tentare di convincere qualcuno di un qualcosa che probabilmente finira' per farmi passare per un pazzo idiota schizofrenico. In ogni caso, tento di esprimere cio' che penso e lo ripeto a me stesso, facciamo cosi', in modo da lasciare ognuno tranquillo nelle proprie convinzioni ed accoccolato nel proprio comodo, immutabile, definito, inflessibile, tranquillizzante universo di certezze.
Questo, per inciso, e' un 3d che tratta di "fisica e coscienza" ed e' assolutamente il luogo ideale dove discutere di cio', in quanto sostengo esattamente questo cioe' che la coscienza, a mio parere, e' un fatto fisico ne' piu' ne' meno che il camminare, il pensare, il digerire, l'evacuare, il sorridere... Esattamente la stessa cosa.
Se io sogno, si verifica un fenomeno con determinate caratteristiche che si ripetono, sempre uguali, poi scopro che tutti sognano con le stesse caratteristiche, sempre uguali, mi viene il sospetto che se succeda a tutti, e comincio a pensare che il sognare sia un fatto fisico normale (ma legato alla dinamica della coscienza) quanto lo e' tirare un rutto, sanguinare o correre i cento metri in dodici secondi e mezzo. Non sto parlando di cosa sogno, l'oggetto del sogno, sto parlando della dinamica reale, fisica, in cui mi trovo a muovermi con la mia consapevolezza, che risponde sempre agli stessi principi. Intendo dire, e mi sto gia' annoiando da solo a ripetermi questa cosa, che il sognare e' oggettivo, e' un elemento di quella della realta' misurabile che sono IO ed e' un momento della mia consapevolezza svincolato dal mio corpo fisico, un frangente della mia percezione che esiste veramente fuori da me e vede, apprende, incontra persone con cui interagisce, sperimenta, si muove con regole diverse da quelle conosciute durante la veglia, ma pur sempre regole, sempre le stesse quindi oggettive...e che qualcuno dovrebbe aver voglia di studiare, di comprendere e di spiegarmi.
Attenzione di nuovo (miii.....) La regola del sogno potrebbe essere diversa dalla regola del non sogno. Anzi, normalmente lo e'. Esempio: regola del non sogno: il mio aspetto fisico e' questo (cio' che vedo allo specchio la mattina). Regola del sogno: il mio aspetto fisico non e' necessariamente lo stesso, dipende da come mi presento e dall'interlocutore che mi guarda o da chissa' cosa altro. BENE! LA regola del sogno e' sempre questa, sempre, non cambia, ed e' una delle regole che determina la esistenza della tua consapevolezza nel frangente del sognare. Ovvero: e' normale che il mio corpo del sogno non abbia un aspetto spazio temporale definito rigidamente, ma che tale aspetto sia mutevole secondo...(qualcuno dovrebbe spiegarmi perche').
Diciamo che, se nel frangente dello sforzo del defecare il mio volto assume un buffo aspetto gonfio e rubizzo e nel frangente del sognare il mio aspetto non e' mai necessariamente lo stesso di cio' che vedo la mattina nello specchio, queste, affermo, sono due manifestazioni fisiche normali che appartengono alla natura dell'uomo. Natura che la fisica dovrebbe aver voglia di spiegare.
E' del tutto inutile l'affanno verso la negazione del fenomeno in quanto io so bene che non mento a me stesso. Io non credo a nulla, alla parapsicologia, alla cartomanzia, alla chiaroveggenza, alla magia in genere, a nulla. Io credo solo in cio' che sperimento sulla pelle e lo affronto con animo critico.
Mi piacerebbe, ed ecco l'assenza dello spirito dello scienziato di cui sopra, che qualcuno di molto esperto, e molto bravo nelle cose della fisica, e in questo forum (non sono ironico) ce ne sono davvero tanti, accettasse l'ipotesi che forse manca qualche pagina nel libro della conoscenza che abbiamo scritto pagina che forse potrebbe aiutarci a tracciare il confine della fisica un po' piu' avanti, concedo, non piu' in alto.