microdruid
Member
Inizio qui una nuova discussione perchè non mi sembrava il caso di continuare dove si era originata.
Premetto che la mia conoscenza del fotovoltaico è stata finora più teorica che pratica, per cui mi fa sempre molto piacere avere qualche dato REALE su cui ragionare.
Ora, dato per assodato il fatto che, se il costruttore li rilascia, i flash report dei moduli ci danno un criterio per poter scegliere come comporre le stringhe di un campo fotovoltaico in modo da minimizzare il mismatch e quindi migliorare (a livello potenziale) l'efficienza e la producibilità di un impianto
, guardando i dati dei flash report postati da ricjet (grazie) mi sorge qualche dubbio.
Se il criterio deve essere quello di assemblare le stringhe con pannelli che abbiano una corrente più omogenea possibile (perchè essendo in serie il pannello con corrente minore determina la corrente di tutta la stringa) mi chiedo se i pannelli debbano essere ordinati in base alla Ipm (corrente nel punto di max potenza) o in base alla Isc (corrente di corto circuito).
Voi come ordinate i pannelli?
Ad intuito mi sembrerebbe più logico usare la Ipm (perchè dovrebbe essere questa la corrente che mi permette di estrarre la potenza maggiore dal pannello) ma il dubbio mi viene perchè io pensavo che Ipm e Isc fossero in qualche modo correlate (almeno con una comune tendenza) ma invece dai dati di questi flash report mi sembra proprio che non ci sia un legame tra le due
.
Qualcuno mi conferma che non è un "caso" limitato a questo campione di pannelli (che tra l'altro mi sembrano molto omogenei) ?
Tra l'altro sembra non esserci alcun legame tra nessuna delle altre grandezze riportate nel flash report (a parte l'ovvia Pmax=Ipm*Vpm).
E questo mi porta a chiedermi quanto affidabili siano le informazioni contenute nel flash report e come sono state rilevate: non sto mettendo in dubbio i valori in sè, dato che misurare tensione e corrente anche con un buona risoluzione e precisione non è generalmente un problema (e tantomeno con i valori in gioco nel caso specifico).
Quello che mi preoccupa è che mentre la Voc e la Isc sono per così dire "grandezze indipendenti", nel senso che si misurano direttamente con l'uscita del pannello aperta o in corto e quindi dipendono solo dall'irraggiamento a cui è sottoposto il pannello e dalla temperatura (che possiamo/vogliamo considerare costanti e pari alle condizioni STC), la Ipm e Vpm sono solo uno tra tutti i punti della caratteristiva VI del pannello che viene rilevata durante il flash test.
Quindi Ipm e Vpm dipendono una dall'altra (oltre che dalla solita temperatura e irraggiamento STC), ma poi per ordinare i pannelli uso solo la Ipm (e non la Pmax che mi terrebbe conto di entrambe).
Qualcuno ha idea di come venga rilevata la caratteristica VI, e con che discretizzazione?
E i valori di Vpm e Ipm sono effettivamente misurati o sono estrapolati per interpolazione dalla curva VI rilevata?
Gianfranco
Premetto che la mia conoscenza del fotovoltaico è stata finora più teorica che pratica, per cui mi fa sempre molto piacere avere qualche dato REALE su cui ragionare.
Ora, dato per assodato il fatto che, se il costruttore li rilascia, i flash report dei moduli ci danno un criterio per poter scegliere come comporre le stringhe di un campo fotovoltaico in modo da minimizzare il mismatch e quindi migliorare (a livello potenziale) l'efficienza e la producibilità di un impianto
Se il criterio deve essere quello di assemblare le stringhe con pannelli che abbiano una corrente più omogenea possibile (perchè essendo in serie il pannello con corrente minore determina la corrente di tutta la stringa) mi chiedo se i pannelli debbano essere ordinati in base alla Ipm (corrente nel punto di max potenza) o in base alla Isc (corrente di corto circuito).
Voi come ordinate i pannelli?
Ad intuito mi sembrerebbe più logico usare la Ipm (perchè dovrebbe essere questa la corrente che mi permette di estrarre la potenza maggiore dal pannello) ma il dubbio mi viene perchè io pensavo che Ipm e Isc fossero in qualche modo correlate (almeno con una comune tendenza) ma invece dai dati di questi flash report mi sembra proprio che non ci sia un legame tra le due
Qualcuno mi conferma che non è un "caso" limitato a questo campione di pannelli (che tra l'altro mi sembrano molto omogenei) ?
Tra l'altro sembra non esserci alcun legame tra nessuna delle altre grandezze riportate nel flash report (a parte l'ovvia Pmax=Ipm*Vpm).
E questo mi porta a chiedermi quanto affidabili siano le informazioni contenute nel flash report e come sono state rilevate: non sto mettendo in dubbio i valori in sè, dato che misurare tensione e corrente anche con un buona risoluzione e precisione non è generalmente un problema (e tantomeno con i valori in gioco nel caso specifico).
Quello che mi preoccupa è che mentre la Voc e la Isc sono per così dire "grandezze indipendenti", nel senso che si misurano direttamente con l'uscita del pannello aperta o in corto e quindi dipendono solo dall'irraggiamento a cui è sottoposto il pannello e dalla temperatura (che possiamo/vogliamo considerare costanti e pari alle condizioni STC), la Ipm e Vpm sono solo uno tra tutti i punti della caratteristiva VI del pannello che viene rilevata durante il flash test.
Quindi Ipm e Vpm dipendono una dall'altra (oltre che dalla solita temperatura e irraggiamento STC), ma poi per ordinare i pannelli uso solo la Ipm (e non la Pmax che mi terrebbe conto di entrambe).
Qualcuno ha idea di come venga rilevata la caratteristica VI, e con che discretizzazione?
E i valori di Vpm e Ipm sono effettivamente misurati o sono estrapolati per interpolazione dalla curva VI rilevata?
Gianfranco
