Carissimo bastardo
Colgo l’occasione per spiegare a tutti i nuovi arrivati la fusione fredda elettrolitica, anche io ho replicato quella di Fleishmann e Pons, che funziona in un modo diverso, avviene all’interno della struttura cristallina del palladio, mentre nei nostri esperimenti avviene sulla superficie di qualsiasi metallo.
L’esperimento con palladio ed acqua pesante mi è miseramente fallito in quanto mi si è consumato tutto l’elettrodo prima di vedere qualche risultato; il palladio costa circa € 60 al grammo mentre l’acqua pesante € 600 al litro circa, capisci che per vedere qualcosa bisogna spendere abbastanza soldi, in quanto questo esperimento riesce dopo giorni e giorni di funzionamento, e moltissimi centri di ricerca super attrezzati hanno fallito.
Nel nostro esperimento invece si vede partire la reazione subito, funziona con acqua da rubinetto, ma se devi fare delle analisi ti conviene usare acqua ultra pura, funziona con qualsiasi metallo e con qualsiasi sale, base o acido in soluzione, non funziona con prodotti organici come zucchero od alcool, in quanto non producono ioni per la conduzione elettrica.
Siccome in questa reazione l’unica costante è l’acqua, si pensa che sia innescata dallo ione H+ dell’acqua, in quanto questa reazione innesca un plasma che si forma vistoso già ad una tensione di 150 Vcc e si forma solo al catodo e se questo è immerso poco rispetto all’anodo, diciamo 1 a 6.
Ricordati che uno ione H+ non è altro che un protone nudo e crudo, il quale può entrare nel nucleo del metallo in due modi, per innescare una reazione nucleare; o entrare direttamente per effetto tunnel (voglio dire che entra nel nucleo, anche se non ha tutta l’energia necessaria, secondo la fisica classica), oppure avviene una cattura elettronica in prossimità del catodo, il protone si trasforma in neutrone ed a questo punto nessuna carica elettrostatica gli può impedire di entrare nel nucleo del metallo.
Io ho fatto eseguire una analisi chimica del liquido, dopo avere eseguito la reazione per molte ore, troverai il risultato su “fusione fredda 3”. Invece su “fusione fredda elettrolitica” troverai la mia pubblicazione di analisi spettrali, eseguite su diversi esperimenti con diversi elettroliti e diversi elettrodi, in tutte non ho trovato l’emissione a 1420 MHz tipica dell’idrogeno, non ho trovato l’emissione a 26 GHz tipica della molecola dell’acqua, non ho trovato neanche le 4 emissioni da 1600 a 1700 MHz tipiche dello ione OH-, ma ho trovato quasi sempre un picco a 327 MHz tipico del deuterio; mi rimane da capire se è emesso dal poco deuterio presente nell’acqua, oppure se si forma nella reazione che genera il plasma, oppure se è il plasma che genera deuterio.
Siccome questa reazione sviluppa un plasma con altissime temperature, per non far fondere il catodo usiamo degli elettrodi per saldatura TIG al tungsteno puro, metallo con il più alto punto di fusione.
Nei miei filmati alzo ed abbasso la tensione da zero a 350 Vcc usando un variac, per far vedere come si innesca e come si spegne la reazione, ma se tu tieni fissa la tensione, la reazione prosegue indisturbata fino a che vi è liquido ed elettrodi immersi. Io ho notato che dopo alcune ore di funzionamento della cella, il plasma prodotto si indebolisce, aggiungendo un po’ di acqua fresca per rimboccare il vaso, che nel frattempo si stava prosciugando per la forte ebollizione del liquido, ho notato che vi era una ripresa di vigore del plasma, anche se con l’aggiunta la soluzione diventa più fredda e più diluita, motivi che dovrebbero diminuire il plasma. Mi fa sospettare che col tempo si consuma il deuterio dell’acqua e con il rabbocco ne inserisco quantità significative.
Ora ti descrivo il mio alimentatore, raddrizzo la tensione di rete direttamente con un ponte raddrizzatore da 600 volt 25 ampere, stabilizzo la tensione con 3 condensatori elettrolitici da 470 microfarad 450 volt, montati in parallelo, mi raccomando bisogna anche montare in parallelo ai condensatori una resistenza da 10.000 ohm 15 watt, per scaricare i condensatori quando si spegne il tutto; è normale che questa resistenza scaldi molto durante il funzionamento.
In questo modo ottieni 300 Vcc, più che sufficienti per fare innescare il plasma con 1-2 ampere di corrente, ricorda che si possono avere picchi di 10 ampere.
Più la soluzione è satura e più violenta è la reazione, di solito uso bicarbonato di sodio, è un po’ duro da sciogliere; il sale da cucina si decompone in cloro e puzza, inoltre crea una sospensione scura.
Se vuoi giocare con il plasma, puoi acquistare un variac da 7 oppure come il mio da 13 ampere, ma non è obbligatorio, costano da € 160 a 200 circa.
Ricordo a tutti che con questo esperimento, vi è il pericolo di MORTE per fulminazione, pertanto consiglio vivamente di usare un paio di guanti dielettrici per lavori su tensioni fino a 1000 volt, NON vanno bene i guanti da lavare i piatti!
Rimango a disposizione per altri chiarimenti, ricordo i siti dove scaricare i miei
video e le mie foto:
http://mio.discoremoto.virgilio.it/remond
http://album.foto.virgilio.it/remond
P.S. ho inserito in discoremoto un documento tratto da una enciclopedia di chimica sul Wolframio.
Renzo Mondaini (Ravenna)
Edited by remond - 1/2/2005, 20:51