ciao ag_smith,
a dire il vero non mi è ancora ben chiaro quali siano le effettive differenze tra i vari miscugli di gas che si ottengono applicando elettricità all'acqua.
Da quello che ho capito fin'ora i vari procedimenti di ''elettrolisi'' dipendono da:
1) materiale degli elettrodi
2) pressione della camera "elettrolitica"
3) tensione agli elettrodi
4) intensità di corrente agli elettrodi
5) tipo di corrente impiegata (continua o alternata)
6) frequenza di eventuale corrente impulsiva
7) magnetizzazione dei fluidi presenti
8) assenza di corrente elettrica ma impiego eclusivo di pressione/calore.
sicuramente ho dimentito qualcosa ma spero di essere corretto.
Per quanto riguarda il gas di Brown, quello che mi ha colpito negli articoli che ho letto fino a questo momento, è la produzione di una fiamma "implosiva" in fase di combustione che avrebbe la prerogativa di far raggiungere la temperatura di fusione ai materiali su cui viene indirizzata (6000 C° sul tungsteno e 130 C° sull'acqua), oltra ad altre strabilianti caratteristiche.
Il modo di produrre tale gas mi sembra lo stesso dell'acquafuel, l'unico schema che ho trovato illustra un'elettrolisi con acqua del rubinetto, pacco di elettrodi in accaio inox e circuito elettronico per modulare una corrente continua di 24V / 20A o una corrente raddrizzata di 220V / 20A (c'è una contraddizione tra schemi).
Di più ora non so, ma piacerebbe capire meglio e arrivare ad una effettiva classificazione delle varie tecnologie divisa per sistemi di produzione e risultati.
Spero di avere riscontro in questo gruppo...