GAS di legno, GAS e motori


..be, anche mettere l'olio nel gasolio è illegale.. a noi ( a me!! ) che ce frega ? per quanto riguarda queste cose non riconosco minimamente il potere delle autorità sulla mia persona !!
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m'informo....
 
Le prove con la robinia si stanno facendo, comunque sembra si rimanga sotto rispetto al pioppo ibrido nei terreni migliori. Nei terreni poveri e asciutti la robinia forse è più competitiva. Il mais non produce più sostanza secca del pioppo (100 q.li di granella al 15% di umidità più, grosso modo, altrettanto di foglie e stocchi), ma soprattutto con costi molto più alti (lavorazioni terreno, semente, concimi, diserbanti, ecc.) e con la difficoltà di dover essiccare la pianta trinciata (costi energetici troppo alti). Il trinciato di mais è molto meglio (come qualcuno comincia a fare anche in Italia dopo le esperienze tedesche) farlo fermentare per ricavare biogas.
 
CITAZIONE (AlessandroTesla @ 28/3/2006, 00:30)
CITAZIONE (Nove^3 @ 27/3/2006, 14:43)
Altro spunto per la discussione.
Prendendo del gasolio bianco (gasolio + acqua, o alternativamente olio + acqua) e spruzzandolo su una candeletta incandescente (temperatura superiore agli 800 C) che si ottiene?
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Certamente una combustione, ma nn capisco cosa c'entri e dove vuoi arrivare​

Certamente una combustione se si e' in presenza di ossigeno!
Se pero' l'ossigeno non c'e'....
A questo punto mi viene in mente anche l'aquafuell.
 
CITAZIONE (Lolio @ 28/3/2006, 10:45)
Le prove con la robinia si stanno facendo, comunque sembra si rimanga sotto rispetto al pioppo ibrido nei terreni migliori. Nei terreni poveri e asciutti la robinia forse è più competitiva. Il mais non produce più sostanza secca del pioppo (100 q.li di granella al 15% di umidità più, grosso modo, altrettanto di foglie e stocchi), ma soprattutto con costi molto più alti (lavorazioni terreno, semente, concimi, diserbanti, ecc.) e con la difficoltà di dover essiccare la pianta trinciata (costi energetici troppo alti). Il trinciato di mais è molto meglio (come qualcuno comincia a fare anche in Italia dopo le esperienze tedesche) farlo fermentare per ricavare biogas.​

Giusto la settimana scorsa ho partecipato ad un incontro organizzato da un assessore comunale in un paese della bassa padana, si parlava di biogas da ceroso.
Alla fine della presentazione, illustrando il piano economico, i contadini guadagnavano 200€ lordi per ha! Una vera miseria!
Fare biogas conviene a chi ha una grande porcilaia o una grande stalla, dove il letame, anche se rende meno del ceroso, non costa nulla, anzi, è un problema.
Mischiando un po' di ceroso ai liquami si incrementa la resa e si ottiene qualcosa di veramente interessante.
Coltivare granturco solo per il biogas è una rimessa.
Poi, bisogna considerare che sono state imposte limitazioni sulle quantità di azoto per ha impiegabili, quindi la resa/ha è ancora inferiore.

Edited by claudiomenegatti - 4/4/2006, 20:36
 
CITAZIONE (Lolio @ 28/3/2006, 10:45)
Le prove con la robinia si stanno facendo, comunque sembra si rimanga sotto rispetto al pioppo ibrido nei terreni migliori. Nei terreni poveri e asciutti la robinia forse è più competitiva. Il mais non produce più sostanza secca del pioppo (100 q.li di granella al 15% di umidità più, grosso modo, altrettanto di foglie e stocchi), ma soprattutto con costi molto più alti (lavorazioni terreno, semente, concimi, diserbanti, ecc.) e con la difficoltà di dover essiccare la pianta trinciata (costi energetici troppo alti). Il trinciato di mais è molto meglio (come qualcuno comincia a fare anche in Italia dopo le esperienze tedesche) farlo fermentare per ricavare biogas.​

Ciao Lollo,
se ho ben capito il contadino guadagna 400 euro ad ettaro a mettere giù il pioppo perchè poi lo vende in piedi. Ma ieri proprio quando mi stavo lavando i piedi mi sono chiesto: cosa costa al contadino fare un impianto di pioppo con 10000 piante ad ettaro? Se l'impianto dura 10 anni (e dubito ricacci per 10 anni) intasca 4000 euro, ma solo per comprare 10000 piantine gli va via più del doppio xchè per ricacciare le piante devono avere un apparato radicale abbastabza sviluppato, somma poi tutto il resto (concimazioni etc.).... alla fine non è che gli rimane la fatica, ma gli fugge via anche il porcellino, quello saldavanaio dove metteva i risparmi
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Che l'agricoltura sia con te!

AT
 
CITAZIONE (AlessandroTesla @ 1/4/2006, 00:44)
Ciao Lollo,
se ho ben capito il contadino guadagna 400 euro ad ettaro a mettere giù il pioppo perchè poi lo vende in piedi. Ma ieri proprio quando mi stavo lavando i piedi mi sono chiesto: cosa costa al contadino fare un impianto di pioppo con 10000 piante ad ettaro? Se l'impianto dura 10 anni (e dubito ricacci per 10 anni) intasca 4000 euro, ma solo per comprare 10000 piantine gli va via più del doppio xchè per ricacciare le piante devono avere un apparato radicale abbastabza sviluppato, somma poi tutto il resto (concimazioni etc.).... alla fine non è che gli rimane la fatica, ma gli fugge via anche il porcellino, quello saldavanaio dove metteva i risparmi
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Che l'agricoltura sia con te!

AT​

Come sai l'agricoltura in tutto il mondo industrializzato, dunque UE compresa, è finanziata. La politica agricola comunitaria (pac) attualmente si divide in due pilastri principali. Uno è l'aiuto diretto, che dopo la rivoluzione di quest'anno che durerà fino al 2013 con riduzione progressiva, dà un contributo sullo storico di ogni azienda (con alcuni correttivi). Ad esempio chi coltiva cereali riceve circa 400 euro/ha/anno. In cambio deve rispettare la buona pratica agricola (ad esempio riduzione delle concimazioni a base di azoto per limitare l'inquinamento da nitrati). In alternativa (secondo pilastro) ci sono variegate altre possibilità comprese nei cosiddetti piani di sviluppo rurale decisi dalle singole regioni. Per il pioppo a ciclo breve, attuato mi sembra finora solo dalla Lombardia (perché qui ci sono già centrali in funzione), il contributo è stato fino al 2004 del 70% delle spese di impianto al primo anno e circa 500 euro/ha l'anno di mancato reddito per una durata di 15 anni. Il 2005 e probabilmente il 2006 non è finanziato. Si attende la nuova apertura dei bandi (stagione 2007-2008?) che prevedono senz'altro una riduzione dei contributi e della durata dell'incentivo, ma del resto le alternative non sono molto confortanti (prezzi prodotti agricoli in discesa). Sembra certo che la Lombardia applicherà nuovamente il contributo per la biomassa.
Il costo delle talee di pioppo (non servono piantine perché è specie che radica con estrema facilità) è di circa 20 cent cadauna (sono rametti di circa 20 cm di lunghezza), basta arare ed erpicare il terreno e chiamare un contoterzista attrezzato che con una macchina pianta a filo terra le talee. Il tutto non dovrebbe superare i 2000-3000 euro/ha circa.
 
Ciao Lollo,
da quanto mi risulta bisogna arare in profondità e questo richiede un trattore da 200 cavalli = 100mila euro. Poi ci sono le irrigazioni di soccorso etc. etc.
Per ultimo non penso bisogni fare i conti economici con le sovvenzioni statali, bensì con le capacità di produzione. Il prezzo di vendita del pioppo in piedi che dici tu nn va bene per fare dei conti di produzione, se no devi considerare che anche girasole e colza sono incentivati dalla Comunita Europea. Se hai del terreno e fai un impianto per alberi da mobile hai le sovvenzioni statali, il legno per mobile in 25 anni e la legna da ardere (ad esempio ontano azotofissatore) delle piante di supporto, ottenendo certo le rese più interessanti. Con gli alberi da mobile possono anche coesistere piantagioni di diverso tipo.
Il gassificatore va bene in Africa dove nn ci sono le centrali elettriche o dove c'è molta biomassa da smaltire. Ti ricordo che si possono gassificare anche le deiezioni animali e tutto quanto contiene carbonio.
 
CITAZIONE (Nove^3 @ 6/4/2006, 13:54)
Ma poca acqua...​

Il Pioppo in talea 10.000 pz. ad ettaro poca acqua? Ma dai Nove...
 
CITAZIONE (AlessandroTesla @ 5/4/2006, 00:17)
Il gassificatore va bene in Africa dove nn ci sono le centrali elettriche o dove c'è molta biomassa da smaltire. Ti ricordo che si possono gassificare anche le deiezioni animali e tutto quanto contiene carbonio.​

Ma poca acqua...
 
CITAZIONE (AlessandroTesla @ 20/3/2006, 02:35)
quindi qual' è il fattore discriminante che permette l'autoaccensione in un motore diesel?​

Non so se arrivo tardi,comunque questo fattore è il rapporto di compressione,che nei motori diesel è molto piu' elevato 22/1 rispetto a quello dei motori a benzina 8/1.I diesel lo consentono perche il gasolio a la capacita di resitere a pressioni piu elevate senza autoaccendersi,rispetto alla benzina,altrimenti c'è il "battito in testa" del motore,che altro non sono che autoaccensioni che accadono spontaneamente prima che il pistone sia arrivato al punto morto superiore,e provocano gravi danni al motore.
Il metano è un combustibile che permetterebbe elevati rapporti di compressione,solo che non è possibile iniettarlo come il gasolio e farlo autoaccendere,quindi viene usato su motori a benzina modificati che hanno le candele,accettando cosi' una resa leggermente piu' bassa.Sono stati ultimamente commercializzati dei modelli di auto di serie a metano,vedi Opel astra e zafira,i cui motori a benzina sono stati in parte ottimizzati al metano aumentando le compressioni e ottimizzando i paramentri delle centraline di accensione,infatti il funzionamento a benzina e sempre possibile ma permette una potenza minore rispetto al metano e viene considerato solo di emergenza ,infatti in queste auto chè un serbatoio di soli 15 lt. di benzina e anche fiscalmente sono considerate monovalenti dato che hanno una maggiore autonomia a metano rispetto a quella a benzina.E' verissimo che in Italia ci sono norme fiscali e logiche legislative al riguardo un tantino strane se non peggio...
:angry:

MI riferisco alla non possibilita' di omologazione dei sistemi di trasformazione diesel/metano,e altra cosa, che forse e meno conosciuta ai piu',all'impossibilita' in Italia di costruire i distributori di metano self-service,ormai generalizzati in Europa,che permetterebbero di equiparare l'uso del metano a quello degli altri carburanti per autotrazione, infatti uno dei maggiori limiti del metano è la scarsa autonomia e il minore numero di distributori.
ciao
 
Ciao a tutti.

Mi chiamo Davide e sono un appasionato di woodgas; Da qualche tempo sono intenzionato a coltivare un progetto di cosruzione di gassificatore a pellet di piccole dimensioni (La mia necessità è di trovare una collaborazione a questo mio progetto ,da un punto di vista termochimico, con qualcuno che abbia anche un po' di esperienza con vecchi gasogeni a legna o simili.
L'obbiettivo è di arrivare ad un prototipo da testare bene e rendere affidabile per poi commercializzarlo.
Sicuramente la collaborazione sarà più facilitata in caso di vicinanza geografica.
Per riasumere: qualcuno ha avuto esperienza diretta con questa tecnologia?
Si tenga presente che non mi interessa eccessivamente la parte di filtrazione del gas in quanto l'utilizzo è il riscaldamento domestico civile.
Infine tengo a sottolineare che non sto' cercando un Einstein del caso o necessariamente un'azienda leader del settore: probabilmente a volte l'appassionato è ciò che rende possibile la nascita di cose importanti...

Per quanto riguarda il bellissimo forum, più in generale, sarò lieto di dare qualsiasi spiegazione sul mondo del pellet a chi lo desideri.

Saluti a tutti

Davide
 
The DFD LPG system is functioning marvelous and therefore we intended years ago to start supplying the system.
Unfortunately we aren't able to supply because of legal reasons.

At this moment you are not allowed to install and use any diesel LPG system in most of the European countries.
Therefore we can't offer this system.

In parole povere in Europa (GB esclusa) nn si può usare
Peccato che questo sistema rispetto a quelli da me presentati miscela solo il 40% al massimo di GPL
 

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