ciao Marco
chiarimento :
se lo chiamano riducente e viene inserito negli altiforni ,il riferimento è sicuramente al carbon coke siderurgico.
il coke siderurgico ha un duplice effetto nell'altoforno
1- apporta energia al sistema
2- indirettamente agisce da riducente (come dicevi tu per formazione di monossido ..che è il vero riducente)
la zona di riduzione degli ossidi di ferro di un'altoforno è nel letto tra i 400 e gli 800°C.
chiuso chiarimento

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tra i prodotti indesiderati del processo "
plastic to oil ", c'è anche una forma di semicoke (circa 5%) .
il "semicoke" ha caratteristiche notevolmente diverse dal "coke siderurgico", tipo polverosita', bassa resistenza alla compressione (inaccettabili in altoforno da 30 m di altezza e diametro di 9 metri ), potere calorifico , inquinanti
parlando chiaro ......
un buon coke siderurgico deve soddisfare queste condizioni di analisi chimico-fisica :
1- esente da polveri e tritumi vari
2- avere pezzatura uniforme (6-10 cm)
3- resistenza meccanica tra i 120 ed i 170 kg/cm2, deve essere poroso
4- povero di ceneri (10%)
5- sostanze volatili (max 2%)
6- zolfo (max1%)
7- fosforo (max 0,005%)
8- peso specifico ( 0,4-0,55 t/m3)
9- potere calorifico intorno ai 7-8000 kcal/kg
cordialmente
Francy
ciao Vincenzo
non si passa dalla fase di pirolisi per produrre gasolio
bè insomma

la petrolchimica insegna che i
cracking termici/catalitici possono produrre benzine e gasoli partendo da olio combustibile (prodotto di testa dal processo di Vacuum..( distillazione in depressione che utilizza come "carica" ,il fondo estratto dalla colonna di topping )