🟢 Dimensionamento tubi collegamento pompa di calore - collettori radiante


paolocesari

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4 Gennaio 2024
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Un saluto a tutti,
vi allego l'immagine dei collegamenti tra l'unità interna Mitsubishi Hydrotank e l'impianto di riscaldamento a pavimento.

I collegamenti tra l'Hydrotank ed il collettore di distribuzione sono composti da tubi di rame (28x1), mentre la parte che dal collettore di distribuzione va ai collettori del radiante è in multistrato (32x3).

Vorrei un vostro consiglio sul dimensionamento dei tubi, in particolare:
* considerando i collettori del radiante da 1" 1/4, può andar bene un tubo di collegamento principale da 32x3 o andrebbe aumentato a 40x3,5?
* ritenete sufficiente un tubo di rame da 28x1?

Preciso che ho cercato di contenere le perdite di carico dell'impianto radiante prevedendo circuiti lunghi massimo 80 m: i miei dubbi, pertanto, nascono dal fatto che non vorrei ritrovarmi un problema di portata insufficiente a monte del radiante.

Vi ringrazio fin d'ora per il vostro contributo,
Paolo


Dimensionamento tubi PdC-collettore.png
 
Ma scusa…lo, hai progettato tu e non un termotecnico?
Le perdite di carico si “misurano” a progetto, in relazione al flusso che si progetta, e al delta T obiettivo …e poi si mette pompa di circolazione adatta per assicurare quel risultato.
Fatico a capire cosa dovrebbe rispondere chi legge sul forum.

piuttosto… he diavolo serve un accumulo in serie su un radiante?
e poi…se lo usi in raffrescamento su radiante…non vedo collegamenti di impianto deumidificazione…è,autonomo?
 
marcober

* io non ho progettato, l'ho semplicemente disegnato sulla base di schemi di impianto Mitsubishi che ovviamente non riportano la dimensione dei tubi.
* tramite LoopCad, invece, ho notato che al primo piano dell'abitazione sono presenti maggiori perdite di carico rispetto al piano terra, per cui ho posto rimedio con circuiti di lunghezza inferiore ad 80 m (vero il fatto che c'è tutta la questione del delta T, ma non era mia intenzione portare la discussione su quell'argomento).
* un serbatoio sul ritorno del radiante ha la funzione di accumulo inerziale oltre al fatto di essere previsto da Mitsubishi per garantire la minima quantità d'acqua per il corretto funzionamento della pompa di calore.

Volevo semplicemente sapere se con questi pochi elementi è possibile dare un parere sul dimensionamento dei tubi indicati in precedenza.
Grazie,

P.
 
Ovvio che Mitshu non indichi nulla sui tubi…spetta al progettista.

Tu dici ”ho posto rimedio”…come se fossi tu a fare scelte progettuali.
se non stai progettando…lascia che sia progettista a decidere.

vedo che metti due deviatrici , una per piano…ma chi le comanda, un termostato di piano?
e sarebbe la modalità scelta per regolare impianto? Se si…:cry:

E si si, capisco come mai esiste inerziale…ma non è che “2 errori fanno una buona soluzione”.

e poi, sui collettori, hai anche valvole,di by pass? Che servono? Perché non vedo testine per singolo circuito…

Un radiante..specie con pdc…va usato alimentandolo h24 …e regolando la T di mandata in climatica…dopo aver bilanciato impianto.
e così facendo hai tutta l’acqua che serve. mitshi infatti non impone serbatoi ma un minimo di litri , che se hai radiante aperto , hai di certo sempre.

non so..sono perplesso su approccio globale…errato…mentre tu ti preoccupi di aspetti che dovrebbero essere risolti dal progettista con 4 calcoli.
 
marcober

Ti ringrazio per le riflessioni.

Ho erroneamente indicato valvole deviatrici ma in realtà si tratta di miscelatrici comandate dall'elettronica dell'unità interna.
Nel caso di riscaldamento a due temperature differenti (ad esempio radiante e radiatori), Mitubishi propone solo una micelatrice da installare sul circuito del radiante: quindi un'unica temperatura del fluido proveniente dall'Hydrotank che andrà diretto ai radiatori, mentre per il radiante verrà miscelato per riportarlo ad una temperatura più bassa.
Immaginavo di creare una situazione analoga per avere temperature differenti nei due piani della casa senza utilizzare termostati (diciamo che ci sto ancora riflettendo sull'opportunità di questo tipo di installazione).
Concordo con te sulla scelta della modalità climatica per la regolazione della temperatura.

I collettori avranno le testine motorizzate solo su 2 circuiti, quelli dei bagni che in caso di utilizzo modalità raffrescamento devono necessariamente chiudersi.
Manualmente verrebbero invece chiusi i circuiti del garage che non ha molto senso scaldare.

Come hai osservato sul ritorno è previsto un serbatoio (opzionale) che se installato serve a garantire la quantità minima dell'impianto (ad esempio nel caso in cui si decida di chiudere completamente i due collettori).
Allego uno schema d'esempio che però prevede i termostati.

Mi trovi d'accordo sul fatto di rivolgersi ad un progettista: prima di farlo, però, vorrei avere consapevolezza dei lavori che saranno da svolgersi e dei materiali da utilizzarsi, da qui i miei dubbi e domande.

P.


wAAACH5BAEKAAAALAAAAAABAAEAAAICRAEAOw==
 
Se sono 2 miscelatrici..allora mancano 2 pompe.
a quel punto inutile avere sia disgiuntore che accumulo…usa accumulo come disgiuntore e da lì spilli per i 2 circuiti miscelati.

ma a per mio..faresti un errore.

Ma hai davvero esigenza di scaldare “ad intermittenza” i 2 piani?
perché scaldarli con T diverse fra loro in modo fisso…lo si fa bilanciando impianto…ma dopo lo lascerei lavorare h24 tutto insieme…gestito solo dalla climatica della pdc…senza disgiuntore (come hai disegnato impianto tu…acqua non gira :spettacolo:..siamo ad un livello di errore tale che direi che un te assolutamente necessario)

se invece vuoi scaldare O anon scaldare intero piano cambiando idea spesso (ma mi chiedo che utilità abbia), allora metti un termostato di piano SOLO su quel piano e lascia sempre aperto l’altro.

Accumulo inerziale su un radiante, non serve…anche solo con 1 piano aperto hai più acqua del necessario.
che senso avrebbe chiudere 2 collettori?

Vai diretto su 2 collettori…visto che mi sembrano anche simili come numero di stacchi e non farai fatica a bilanciarli..leva inerziale…vai in climatica…più semplicità, più efficienza, meno costi di impianto.
 

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