di seguito alcune considerazioni sulle analisi che sono arrivate dal laboratorio.
Per prima cosa è necessario sottolineare che le analisi svolte hanno uno scopo diverso rispetto alle analisi ad esempio fatte in caso di addolcitore; infatti nell’ultimo caso, dato che l’addolcitore rimuove il calcare, lo scopo è vedere la durezza totale prima e dopo. Nel caso dell’attivazione il discorso è più complesso perchè la durezza totale prima e dopo è la stessa; quindi le analisi chimiche servono a dare una indicazione sul funzionamento dell’oggetto valutando alcuni parametri.
In generale l’attivatore funziona nel modo seguente:
l’effetto di cavitazione strippa (elimina) anidride carbonica e sposta l’equilibrio verso destra in favore del calcare che quindi cristallizza; dopo il passaggio nell’attivatore abbiamo nuclei cristallini di calcare e la riduzione di anidride carbonica che è stata eliminata. I nuclei cristallini poi attirano a sé altro bicarbonato che è rimasto in soluzione.
Il parametro chimico che ci dà più indicazioni è proprio la CO2 libera che nell’acqua attivata è più bassa (analisi fisiche sui cristalli poi darebbero le dovute indicazioni ma sono di gran lunga più costose). Di solito valutiamo anche le 3 durezze perchè anche una differenza tra temporanea e permanente dà indicazioni del buon funzionamento dell’attivatore; il processo pero’ puo’ avvenire come precipitazione di solo carbonato o come co precipitazione di sali diversi, cioè in alcuni casi il calcare ingloba anche gesso o cloruri e questo comporta un’apparente aumento della durezza permanente rispetto alla temporanea. Quindi il saggio chimico non è volto a vedere quanto la durezza temporanea scende ma se c’è meno CO2 ed una differenza nella composizione delle durezze. Il dato indica che l’attivatore ha fatto il suo dovere e che il processo di formazione di nuclei cristallini è andato a buon fine.