Buongiorno, sto valutando la sostituzione di una caldaia a legna con una a pellet e ho sicuramente bisogno di alcuni consigli e precisazioni.
Casa a 1400 metri di quota con esposizione a sud pieno. Due piani per un totale di 100 metri quadrati con termosifoni (9) in acciaio in ogni locale. Locale caldaia in cui posso dividere la casa in tre colonne, una che mi fa i due bagni, una che mi fa la cucina e un termosifone in sala e una che mi fa due termosifoni in sala e le tre stanze con un termosifone ciascuna.
Al momento vecchissima caldaia della Idealstanda con circolazione naturale nell’ impianto. Funziona benissimo ma un po’ impegnativa come gestione, non c’è nessun Puffer e la temperatura deve essere gestita modulando i carichi di legna e l’apertura dello sportellino dell’aria.
Mi hanno proposto una caldaia a pellett della Hargassner, modello Smart PK 25, con abbinato un Puffer (classe C) sempre dello stesso marchio da 825 litri, con serpentina per l’acqua calda sanitaria.
Da quello che ho capito la caldaia riscalda l’acqua nel Puffer e poi dal Puffer tramite una pompa unica si mette in circolazione l’acqua calda nei termosifoni. Il tutto con una valvola miscelatrice collegata con la caldaia e con la sonda per la temperatura esterna. Ho insistito per avere tre partenze dal collettore, ognuna con una elettrovalvola. L’idraulico mi consigliava di fare una partenza unica per tutte le zone della casa e poi gestire ogni termosifone con le teste termostatiche. Io visto che le tubazioni in partenza sono di diametro notevole e erano state installate per una circolazione naturale dell’acqua calda ho paura che se in estate voglio riscaldare solo un termosifone in un bagno ci sia parecchia dispersione di calore anche nelle altre tubature e perciò preferirei restassero chiuse da un elettrovalvola.
L’idea era di montare una testa termostatica della Tado con sensore di temperatura separato su ogni termosifone, in modo che la testa termostatica non venga influenzata nella lettura della temperatura dalla vicinanza del termosifone stesso. Oltretutto in sala due termosifoni sono coperti dallo schienale di una panca in legno e il calore esce da una griglia creata appositamente per nascondere i termosifoni, chiaramente in questo caso la lettura della temperatura fatta direttamente sulla testa termostatica sarebbe oltremodo sfalsata da quella ambientale.
I miei dubbi riguardano il funzionamento e collegamento del termostato con la caldaia e le teste termostatiche. Devo usare tre termostati per controllare le tre zone della casa e le tre elettrovalvole e poi per il resto si arrangiano le teste termostatiche posizionate su ogni termosifone o basta un termostato unico e le tre elettrovalvole le lascio tutte sempre aperte e al limite ne chiudo due in estate quando voglio riscaldare solo i bagni. Come dovranno essere i collegamenti tra la pompa del riscaldamento e il/i termostati e le elettrovalvole.
Altra cosa che non mi convince è il fatto che la valvola miscelatrice sia controllata dalla caldaia e dal relativo software di funzionamento. La mia paura è che mi costringa a far funzionare l’impianto con l’acqua a temperatura non troppo elevata per via delle varie normative Europee. Magari posso gestire la cosa agendo sulle varie curve preimpostate e escludendo la sonda di temperatura esterna. Potrei aver bisogno di riscaldare la casa rimasta chiusa per settimane nel minor tempo possibile, e a volte si parte da una temperatura interna vicina allo zero e i termosifoni devono poter essere portati alla temperatura più alta possibile indipendentemente dal consumo di pellet. Chiaramente se abito la casa per periodi più lunghi cercherò di far funzionare i termosifoni con una temperatura dell’acqua il più bassa possibile, questo per avere un confort maggiore.
Aggiungerei anche che non mi piace molto l’idea di avere un gruppo di alimentazione del sistema di riscaldamento proprietario. Per gruppo di alimentazione intendo la pompa che dal collettore mi fa arrivare l’acqua calda nei termosifoni e la valvola miscelatrice. In inverno la casa può rimanere isolata per parecchi mesi, se ho una pompa di circolazione fatta apposta per non poter essere sostituita in maniera semplice e il cui costo è di parecchie volte quello di una comunissima pompa per il riscaldamento allora preferisco un sistema fatto dall’idraulico, con una pompa “normale” e una di ricambio sempre pronta lì vicino e una valvola miscelatrice che possa diventare a regolazione manuale. Mi spaventa un po’ l’idea di trovarmi in pieno inverno con il sistema di riscaldamento che non funziona e l’impossibilità di far arrivare un tecnico sul posto.
Se siete arrivati fin qui vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato e per le Vostre risposte.