il falso problema dei rifiuti


Grazie

Grazie

Grazie per avermi risposto.

All'ultima domanda penso che si può fare. Ma una piccola domanda: Quando il compost è maturo i lombrichi che fine fanno?
 
Ma senza gli inceneritori come si può affrontare quella che nel nostro paese è sempre un'emergenza?
Faccio la differnziata da anni e da poco mi sono dedicato al compost da balcone. non ho molta esperienza infatti mi sono iscritto a questo forum anche per avere idee e consigli.
Ho trovato questo link Miracolo ad Acerra | l'Astrolabio . parla di Acerra e paragona il suo inceneritore a un miracolo. E' uno studio che mette in rilievo la trasparenza gestionale e l'accettazione sociale.
 
i lombrichi lasceranno la parte di terriccio più povero per spostarsi man mano verso il cibo (organico). Se li metti in un secchio dove inserisci l'organico sopra, i lombrichi si sposteranno verso l'alto.

@Robbe: hai letto bene questo post?
 
SAlve ho letto il post solo ora.
Mi e' sfuggito, o non c'e' scritto, se IP vive da solo o ha famiglia. Se di giorno di lavoro pranza fuori o in casa. Personalmente a luglio e agosto sarei capace di riempire quella compostietra da solo, data la quantita' di cocomero che mangio, ma questa e' un'altra faccenda.

Io vivo in citta', non me ne farei di niente della compostiera, quindi per l'organico mi affido all'apposito cassonetto.

Certo, ridurre carta/plastica e soprattutto non riciclabili e' fondamentale, ma sebbene noi possiamo indirizzare i produttori con le nostre scelte, alla fine sono loro che devono cambiare gli involucri.

Gas, acquisti diretti dai contadini, non sempre sono possibili, costringono ad acquisti giornalieri o quasi, e non sempre sono compatibili con la vita di oggi, sempre di corsa! Oppure ad avere congelatori giganti!

IP Tom, bada bene, non e' una critica, ma uno spunto di riflessione per indirizzarmi verso il tuo stile di produzione di rifiuti e renderlo applicabile alla maggior parte delle persone e non solo a poche mosche bianche.

Io nella mia vita lo trovo molto poco applicabile. Per esempio. La passata di pomodoro. se non vuoi accumulare monti di bottiglie di vetro te la devi fare da solo. Certo. In fondo e' una domenica l'anno impegnata con pompdori, pentoloni imbuti e bottiglie. SI. Ma poi ci sono le marmellate. Ed i salumi.... insomma: vorrei evidenziare che l'azzeramento della produzione di rifiuti, o meglio, lo stile di vita che lo permette, deve essere compatibile con lo stile di vita "medio" delle persone, che giusto o sbagliato, e' mediamente di corsa.

PErche' finche' saranno quattro fessi a farlo come IP TOm (il fesso e' in senso positivo... non ti offendere!) non cambiera' niente. Occorre proporre e divulgare una cultura applicabile piu' facilmente.

E credo occorranno interventi legislativi per IMPORRE ai produttori confezionamenti facilmente riciclabili e compatibili con certe normative. Per esempio. Se mi confezioni l'oggetto X nella scatola di carta con la finestra di poliestere, mi costringi a smontare la scatola, scollare il poliestere e gettare le due cose in due sacchetti diversi. MA quanti lo fanno?

Intanto IP TOm, se hai voglia potresti fare un vademecum pratico con la tua lista della spesa?
 
Qualcosa sugli imballi si sta facendo, ma molto lo possono fare i consumatori con le loro scelte, senza attendere le Leggi (quasi che non ce ne fossero fin troppe!).

Il guaio potrebbe essere quello che alcune ditte, in nome del risparmio delle materie prime impiegate negli imballaggi, ti vendono lo stesso prodotto quasi nudo a prezzo maggiorato, perché "Eco".
Viene allora da chiedersi: perché?
Non dico che debba costare meno (come sarebbe auspicabile), ma di certo non di più.

Io non riesco ancora a raggiungere i livelli di differenziazione dei rifiuti che sembra aver raggiunto iP Tom, ma credo di potermi ritenere discretamente soddisfatto: quando butto il mio sacchetto di indifferenziata da 10litri (un normale shopper piccolo del supermercato), ho già portato al riciclo almeno un paio di sacchi condominiali (70x110cm) di plastica e metalli, tra imballi e bottiglie, un paio di carta e cartone, un paio di shopper di bottiglie di vetro e almeno una decina di shopper compostabili di umido sono finiti nelle mie compostiere.

P.S.: L'anguria è fatta di oltre il 90% di acqua, nel compost rimane poco o nulla, quindi preferisco dare i resti dei cocomeri alle mie galline, che così si dissetano e mi danno uova più buone.

PP.S.: Nell'orto c'è insalata, legumi, pomodori e frutta, mi sa che d'estate non abbia occasione di riempirmi d'imballi per questi prodotti.
 
molto lo possono fare i consumatori con le loro scelte, senza attendere le Leggi
sono d'accordissimo. anziché farci usare per i nostri soldi, facciamoci valere e diamo potere ai nostri soldi.. vedremo che il mercato si organizzerà per rispondere alle nostre esigenze.

Il fatto che il bio o i prodotti sfusi in determinati negozi costino di più è una delle contraddizioni della green-economy.. ma ci sono modi per acquistare "genuino ed a basso impatto" a prezzi equivalenti o migliori dei prodotti standard proposti dalla grossa distribuzione.

Andando per gradi si possono raggiungere ottimi risultati, senza privarsi di nulla, migliorando il proprio benessere e limitando l'impatto ambientale.. ma mai si comincia e mai si raggiungono.

io vivo solo e sono avvantaggiato perché non ho influenze negative sulle mie scelte. Da quando ho aperto il post ho cambiato dieta orientandomi sempre di più, con molto piacere e maggiori benefici, verso vegetarianesimo e materie prime non trattate. Il pranzo per l'ufficio me lo porto da casa quasi sempre ed i pochi rifiuti (qualche nocciolo di frutta) me li riporto indietro. Uso un thermos per portarmi l'acqua.

I gruppi di acquisto ormai sono diffusissimi e si può usare almeno per una parte degli acquisti. Per usarli al meglio bisogna cambiare il modo di fare la spesa e ragionare sulle proprie necessità. Ti faccio un esempio: se nel gas si decide di acquistare cereali e legumi tre volte l'anno, tu devi valutare di quanto hai bisogno per i 4 mesi.

io non uso il gruppo di acquisto per gli ortaggi e faccio provviste settimanalmente nell'orto e nei mercati contadini sempre più diffusi sia in periferia che in città. Se ho necessità impreviste, non è mica un problema passare in frutteria cercando di evitare di farmi riempire di buste di plastica.

Bella l'idea del vademecum.
 
Pensi la stessa cosa anche dei termovalorizzatori?

i termovalorizzatori non esistono, nome inventato per far apparire gli inceneritori di una qualche utilità.
consiglio di leggere il sito di Stefano Montanari o i suoi libri, per capire il perché bruciare i rifiuti sia totalmente un crimine contro l'umanità, presente e futura! buono studio!


Note di Moderazione:
Occhio che i termovalorizzatori non sono il tema di questa discussione, proseguire sull'argomento configura la violazione dell'art.3 del regolamento del forum. Sono attive altre discussioni specifiche sul tema dei termovalorizzatori/inceneritori.

 
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un rapido aggiornamento:

ORGANICO: a inizio settembre ho versato la compostiera nei vasi insieme alla terra ed in questi giorni seminando mi sono reso conto che il terriccio è finissimo.

PLASTICA: oggi ho svuotato il contenitore della plastica

VETRO: a metà ottobre ho gettato un sacchetto di cocci di vetro
 
VETRO: a metà ottobre ho gettato un sacchetto di cocci di vetro
se erano bottiglie, potevi tenerli per fare dei liquori, se erano vasi per conserve :)

la plastica come oggetto di consumo, invece andrebbe bandita, la pubblicità della COREPLA da denuncia per falso, purtroppo solo il 30% si riesce a riciclare
 
erano cocci di vetro che mi rimanevano dai tentativi falliti dal ricavare bicchieri ed altri oggetti dal taglio delle bottiglie e da qualche barattolo che mi si è spaccato mettendolo nel freezer.

Per la plastica sono d'accordissimo ed infatti sto riducendo tantissimo..ho gettato l'ultimo contenitore di plastica ad Aprile 2011.
 
Ultima modifica:
ancora in media

ancora in media

Ho appena messo a riposo i rifiuti organici raccolti nella mini-compostiera per usare la seconda (ultima sostituzione a inizio giugno 2012). Sto gettando un sacchetto di rifiuti indifferenziati ed un contenitore di carta/cartone riciclabile raccolti entrambi da metà giugno 2012.

Tra un paio di mesi svuoterò la compostiera nei vasi dove si completerà il processo di compostaggio.

Ho raccontato dell'importanza di ridurre i rifiuti domestici e di come è possibile farlo anche all'incontro PER MEGLIO DIRE AMBIENTE organizzato da Giornalisti Nell’Erba presso lo Spazio_Europa di Roma (spazio pubblico gestito dall’Ufficio informazione per l’Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea).
 
sempre più naturale

sempre più naturale

Scusate se questo post sta diventando noioso ma mi è utile anche come promemoria perché penso che alla base di un miglioramento ci sia l'analisi e la misurazione dei dati di partenza e di quanto consumiamo/produciamo sia per quanto riguarda i rifiuti che energia, acqua, ecc.

Sono arrivato al punto che non mi devo più concentrare per ridurre i rifiuti e quando mi chiedono come faccio a produrne così pochi ci devo ragionare per rispondere perché è ormai molto tempo che non mi capita di trattare con alcuni tipi di materiali e soprattutto con i supermercati dove ti obbligano a portarteli a casa.

Ho implementato l'autoproduzione e l'assortimento di prodotti sfusi o in confezione famiglia e trovato prodotti con confezioni più leggere e riciclabili. Continuo a riutilizzare i sacchetti integri (più carta che plastica). Ho messo da parte la carta del pane (tra cui quella leggermente sporca) per accendere il camino e la rocket stove. Ho domiciliato quasi tutte le utenze richiedendo le bollette in formato elettronico.

Aggiornamenti:
INDIFFERENZIATO: a fine agosto ho gettato un altro sacchetto di rifiuti indifferenziati
ORGANICO: oggi ho messo a riposo la mini-compostiera che tra qualche settimana svuoterò in un nuovo vaso insieme ad un pò di terra. Per i prossimi mesi userò l'altra.
CARTA: il contenitore è praticamente ancora vuoto.
PLASTICA: il contenitore non è ancora pieno
 
condivido

condivido

Salute IP

questo è il primo messaggio che lascio in questo forum.

Ho scelto questa sezione per scrivere questo messaggio perché condivido profondamente il senso del titolo della discussione. La mia firma ne è la riprova.

Spero vivamente di poter scambiare utili punti di vista sulla definizione del destino finale di materie ed oggetti che dopo aver svolto un utile servizio per il regolare andamento della nostra vita quotidiana non ci servono più.

Mi leggo un pò meglio i post della discussione prima di scrivere qualche esperienza sul tema che vorrei condividere-discutere.

Salutoni
 
Guadagnamo con il compostaggio

Guadagnamo con il compostaggio

Salute

vorrei ravvivare la tematica della gestione della derrate alimentari in ambito domestico in particolare dei residui inutilizzati.

Sono circa 10 anni che faccio compostaggio.

Risiedo in una grande città e vivo in una zona semi-centrale in appartamento a piano terra con il giardino (la situazione non è di campagna ma di contesto urbano piuttosto denso. Le finestre dei vicini distano dalla recinzione dai 2 ai 5 m).

Il Comune prevede una tariffa agevolata per chi provvede al compostaggio domestico con il requisito di possedere 25 mq di area a verde per componente nucleo familiare; parametri in cui ricade il mio nucleo familiare.

Fare il compostaggio è ovviamente la soluzione più vantaggiosa per la gestione dei residui delle derrate alimentari (ritorno economico diretto).

Le regole in forma sintetica per eseguire il compostaggio fornite dal gestore dei servizi ambientali sono riassunte nell'opuscolo consultabile al link:
http://www.amaroma.it/public/files/pdf/raccolta-differenziata/compostaggio_10x21_2810201-web.pdf

Fornisco tuttavia alcuni dettagli su come gestisco in concreto il compostaggio.

Comincio con il dire che non rientro tra quella categoria di persone che si ritrova a gettare prodotti alimentari in quanto semplicemente non utilizzati. In sostanza faccio una spesa basata sulle effettive esigenze del nucleo familiare, consumo i prodotti acquistati con un occhio alle date/periodi di scadenza.

Nella mia campana indipendentemente da tutto trovano destino finale tutti i residui alimentari. Non c'è materia che residui dalla mondatura di frutta e verdura o da una pentola od in un piatto che non venga gettata nel secchio dell'umido (posto accanto al lavello della cucina della capienza di circa 15 l). Getto nel secchio dell'umido anche l'olio in eccesso del tonno in scatola, ovvero l'olio di frittura (che farò una volta al mese con quantità d'olio significative 200 g), le ossa del pollame, i gusci dei mitili (che ovviamente non si decompongono ma vengono pulite della materia organica nella fase di compostaggio). La quantità di umido che produco in una settimana è di circa 10 kg.
Riempito il secchiello dell'umido (un pò meno di due secchi a settimana) lo svuoto nella campana.
Mio fratello, che ha una stufa, getta, nel periodo invernale, nella campana anche la cenere (presuppongo circa 20-30 kg a stagione distribuiti nel periodo di cinque mesi).
Nella campana vanno gli sfalci del giardino.

Con una pacciamatrice potrei produrre dalle potature delle piante del giardino del materiale buono in parte per la campana in parte da stendere su aree del giardino incolte per evitare la crescita di erbacce (forse anche della lettiera ecologica e compostabile).

Anche io uso due campane (una di circa 1 mc ed una di circa 0,5 mc). La maturazione nelle campane è scandita dal tempo di riempimento (riempita una, si svuota l'altra in maturazione). Con queste dimensioni, con la mia produzione, il tempo di riempimento è di 1 - 2 anni. Dopo questo tempo il materiale che si recupera dalla campana è una terra che nel mio caso contiene ovviamente alcune parti non degradate (ossa, gusci di uovo, gusci di mitili su tre - quattro carriole di materiale decomposto ci sarà a dire tanto un secchiello da 10 l di roba non degradata) facilmente rastrellabili. La campana viene svuotata il materiale estratto un po umido secca in una giornata. Ultimamente lo spandiamo nelle aiuole perimetrali delle siepi.

Insomma chiunque abbia un giardino della superficie pari a due volte quella della propria abitazione può organizzare in maniera comoda il compostaggio in loco.

I cattivi odori od i moscerini che fuoriescono dalla campana all'apertura possono infastidire di più in alcuni mesi estivi se non si ha cura di utilizzare i prodotti che controllano la fermentazione ma è appunto un problema superabile.

Compostare dunque conviene in genere a tutti ma sopratutto a chi lo fa specie nei Comuni che incentivano l'attività con sconto sulla tassa rifiuti.

Mi farebbe piacere ricevere notizie di esperienze praticate in condominio con area verde.
Sarebbe bellissimo sapere se vi sono Comuni in cui viene dato in uso un area verde comunale (in parchi o giardini pubblici) ad associazioni di privati per fare il compostaggio (con manutenzione dell'area a loro carico).

Sono molto interessato a queste pratiche da balcone.

Salutoni
 
Ultima modifica:
Guadagnamo con gli ingombranti

Guadagnamo con gli ingombranti

Salute

vorrei esporre un ulteriore pratica che ritengo fruttuosa per far spazio nelle nostre case quando oggetti al momento dell'acquisto utili divengano non più stringentemente necessari.

Penso che quasi tutti cercheranno di collocare questi oggetti (arredi, vestiti, libri, utensili....) nella cerchia degli amici, parenti, conoscenti. La cessione liberale verso soggetti disposti a ricevere ciò che è diventato per noi sovrabbondante è senz'altro una pratica che ci darà un guadagno in termini di autostima.

Tuttavia a volte non sarà facile proporre oggetti dismessi, magari perchè non proprio in condizioni ideali.
In tali casi prima di immettere questi oggetti nel carosello del sistema dei rifiuti ho sperimentato, grazie all'intuizione di mia moglie, la pratica della vendita a mezzo di intermediari con aste on line ovvero il conferimento a catene di negozi di vendita dell'usato conto terzi.

Con tali pratiche si possono ottenere guadagni non esagerati. Tuttavia guadagneremo ancora in autostima in quanto avremo la consapevolezza di aver ridato una nuova vita ad oggetti che nella maggior parte dei casi ci hanno reso un onorevole servizio. Sicuramente avremo reso felice quanti avranno rilevato a prezzo conveniente oggetti ancora utili e fruibili.

Provare per credere.
 
Arginiamo la valanga di PET

Arginiamo la valanga di PET

Vorrei condividere l'esperienza dell'adozione di un sistema di trattamento dell'acqua destinata all'uso potabile.La clorazione delle acque distribuite dai gestori dei servizi idrici comunali rende per lo più sgradevole il consumo dell'acqua di "rubinetto" anche la dove la qualità dell'acqua distribuita fosse ottima.Le stime delle associazioni di commercio dell'acqua in bottiglia parlano di circa 190 l / anno di acqua in bottiglia consumata pro-capite dagli italiani (circa 10 bottiglie da 1,5 l a testa al mese).Una valanga di PET immesso nel mercato per non parlare del gasolio consumato per trasportare in lungo ed in largo la preziosa risorsa.Inoltre penso che molti sperimentino la fatica necessaria per il trasporto a domicilio. Dieci anni fa ho installato un impiantino di trattamento dell'acqua destinata al consumo da tavola. L'impianto posto nel vano sottolavello consta di una sezione con filtro a carbone ed una sezione di filtrazione (sistema con membrana ad osmosi inversa). La salinità dell'acqua prelevabile e' regolabile con ricircolo di portata prelevata a monte del filtro. Data la portata limitata derivabile a valle della sezione filtrante il sistema comprende un pozzetto di accumulo (5 l) igienizzato con accensione intermittente di lampada UV.Sul lavello ho un terzo rubinetto da cui prelevo l'acqua trattata. Il sistema necessita di poca manutenzione consistente nel cambio del filtro a carbone (diciamo ogni 1500 l trattati) e nel cambio periodico della lampada UV. Costo manutenzione 50-100 euro/anno.Ho eliminato l'acqua in bottiglia. L'acqua è un bene primario e penso che tutti siano molto attenti alla relativa qualità. L'acqua in bottiglia e' ormai percepita intrinsecamente come un prodotto di qualità.Ho messo del tempo a vincere le iniziali riserve sui rischi insiti nella pratica del trattamento domestico.Dopo dieci anni non tornerei più indietro.

Note di Moderazione:
La questione dei filtri per l'acqua di rubinetto è trattata in un'altra discussione. Qui sei fuori tema, l'argomento è sui rifiuti e il loro riuso.

 
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