Il fotovoltaico è un mercato maturo? Esiste un top brand di pannelli/inverter?


Vipsolar impianto fotovoltaico

peachsg

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12 Luglio 2018
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Da quel po' che ricordo di economia in tutti i mercati maturi emerge un top brand che si accaparra una buona fetta di mercato.
Parlo di quel prodotto che seppur generalmente caro continua ad attirare clienti e prendersi quote di mercato. Parlo di quel prodotto che seppur caro non ne rimani deluso all'acquisto.
Leggendo le discussioni del forum mi sembra questo non emerga. Oppure sono io che mi sbaglio?
 
Ma per esempio…nel settore delle auto…quale è la marca che ha sottratto mercato a tutte le altre? Perché dopo 100 anni di certo lo possiamo definire maturo…
 
Non so dirti se il mercato dell'auto sia maturo in questo momento alla luce di tutte le nuove motorizzazioni uscite nell'ultimo ventennio.

Se si analizzano i dati in Italia per gruppi di nuove immatricolazioni 2023 si vede che un gruppo fa 27%, il secondo 18%, poi 11%,7%,6% e cosi' via.
Per dominare il mercato non intendo avere il 90% delle quote, ma una buona fetta.

Mi chiedevo appunto se nel fotovoltaico sia cosi'.
 
boh, forse una volta era così...oramai vedo che è tutto un po' appiattito. idem le auto...oramai divise per segmento, una vale l'altra. la tecnologia è quella. forse fa eccezione tesla per il mercato elettrico che è ancora il punto di riferimento.
per i pannelli, compra tranqullamente quelli che trovi a prezzo minore
 
Interessante.
Quello che forse manca, almeno alla mia percezione, è sentire di marche che spiccano per livelli qualitativi sopra la norma (come per esempio quando si parla di auto di marche blasonate).

Nel forum leggo più spesso di ricerca di costo dell'impianto rispetto all'energia prodotta che non di qualità "totale" dell'impianto.

In soldoni, ancora non mi è chiaro se un pannello o un inverter vale l'altro, oppure ci sono differenze anche sostanziali.
 
a livello di produzione, rendimenti, affidabilità ecc ecc si equivale praticamente tutto. salvo ovviamente inverter patacca da 500€ che hanno rendimento dell' 80%...
ma se tu prendi un deye, un huawei, uno zucchetti, un solaredge, ecc ecc... sono tutti allineati. alcuni hanno optional o peculiarità che uno può preferire o meno.
esempio, solaredge obbliga a mettere ottimizzatori. a me ad esempio non piace....perchè se non ho ombre spreco soldi. preferisco mettere magari due o 4 pannelli in più. deye invece è più "libero" sulla questione batterie e impostazioni. cosa che preferisco ed infatti ho scelto questo.
per i pannelli non ho trovato invece differenze.
 
Sunpower è certo una spanna sopra altri come qualità .. ma proprio perché magari costa più di altri non sta nella top 10
tuttavia non staresti nella top10 se vendessi roba che non dura o non performa bene.

io ho fatto primo impianto grosso (centinaia di kW) nel 2008 e a quel tempo nessuna dava garanzie di 20 anni sui propri pannelli tranne Sunpower… e ho scelto,quelli..e sino ad ora sono perfetti.
ma oggi tutti danno analoga garanzia e ho fatto impianti (alcuni mw) nel 23 usando produttori cinesi
 
Per inverter l'importante è che sia ibrido. Meglio se opti per brand che non ti obbliga a comprare (ora o in futuro) batterie proprietarie (dello stesso brand), e meglio se gestisce batterie in bassa tensione 48-52V perché costano meno (Deye, Invt, Afore, per fare qualche esempio...)
 
***Citazione integrale rimossa: è sufficiente il link all'originale (la freccia qui sopra). nll***

difficile fare abbinamenti liberi…serve che l’insieme dell’inverter +.accumulo sia stato testato secondo un certo allegato della CEI 0-21.

difficile pensare che un inverter che metti oggi …fra 5 anni ..sarà riomologato per un accumulo che oggi ancora non esiste.

In teoria hai ragione che oggi la strategia sarebbe solo predisporre per un accumulo futuro…ma dovendo rispettare la,CEI..secondo me occorre mettere insieme inverter e accumulo che viene citato nell’omologazione dell’inverter.. oggi oppure domani..per cui alla fine oggi va bene inverter qualunque tanto sarà da cambiare se uno vuol mettere accumulo.

anche il tuo inverter riporterà un certo tipo di accumulo…che magari fra 2 anni avranno cambiato codice…e addio certificazione.
 
Ultima modifica da un moderatore:
L'inverter ibrido che oggi mette è omologato CEI 0-21 in accoppiata con alcune batterie che si spera resteranno nel mercato nei prossimi anni, magari a prezzi dimezzati o cmq ridotti.
Poi se uno prevede di non mettere accumulo a breve, ci sta di prendere inverter non-ibrido, ma cambiare inverter e aggiornare gse costa ormai quasi come una batteria da 5 kW...

Tesla? Ha qualcosa in più nel prezzo e nell'inefficienza, visto che essendo lato AC ha una trasformazione in più.
 
Ultima modifica:
Se non erro una nuova versione della CEI-021 non obbliga più i produttori a rifare le certificazioni di compatibilità con gli accumuli, se questi ultimi hanno le medesime caratteristiche tecniche di quelli che vanno a sostituire ("nuove versioni"). Quindi se sui DEYE metto batterie V-TAC (stessa azienda e pure le più economiche in commercio) e tra cinque anni ci sarà una nuova batteria V-TAC delle medesime caratteristiche (protocollo di comunicazione standardizzato, interfaccia, ecc.), potrò installarla sul "vecchio" inverter ibrido senza problemi.
Io personalmente sono comunque contrario all'installazione di un inverter ibrido se non si prevede l'accumulo fin da subito: costano di più, consumano di più, per mettere la batteria dopo vanno rifatte le pratiche, quando/se si deciderà di installare l'accumulo è possibile che ci siano inverter nuovi e migliorati... insomma non lo vedo come un investimento che fa risparmiare sul lungo termine.
 
Con la tecnologia che corre come un treno e ogni 3 mesi escono apparati nuovi è molto piu saggio d economico installare quello che serve al momento
Cotto e mangiato.......................
 
Ci sta o "subito o niente".
Io ho optato per metterla subito: con piccola batteria da 5,12kW negli ultimi mesi ho prelevato in media 5 kWh/mese. Senza batteria la sera avrei prelevato ca 150kWh/mese. 150kWhx0,21€x12mesi=380€/anno (in neanche 4 anni me la ripago). Vero in inverno non sarà sufficiente, ma con SSP avrò tutto quel che produco nella bella stagione come "banca ore". Finché c'è SSP sicuramente non è indispensabile, ma nel mio caso riduce quasi a zero prelievo e credo non sia stato un investimento a perdere se la ammortizzo prima della scadenza della garanzia (5 anni). Poi ogni caso è a sé, va valutato caso per caso.
 
Ultima modifica:
La ammortizzerai, ma finché esiste SSP non è economicamente conveniente, perché quello che hai messo in batteria, lo avresti immesso e ti sarebbe ritornato comunque in SSP. Con SSP l'unica differenza è che anticipi in bolletta, ma poi ti vengono restituiti... invece la batteria la devi comprare (pagare) ed è un costo "inutile".
Diverso è con RD e quando sparirà l'SSP, allora la convenienza dell'accumulo (in relazione a quanto lo hai pagato) comincia a diventare conveniente.
Poi ci sono altri aspetti pratici indipendenti dal fattore economico (poter alimentare l'abitazione in caso di blackout, se si dispone di uscita di backup).
 
Vero con SSP che credo paghi 0,1 €/kWh , ma con tassazione sui redditi quasi metà (0,06 €/kWh), restano 0,15 €/kWh di vantaggio;
ci vorranno quindi 5/6 anni per ammortizzarla, ma con 5-6000 cicli confido duri almeno 10 anni pur avendo calo (0,15x150x12=270€/anno di risparmio e pagata 1340€). Se cede prima dei 5 ho garanzia, tra 5/6 sono in pareggio, dal 6 in poi comincerò a guadagnarci qualcosina, non diventerò ricco per l'accumulo, questo è certo. Ma domanda: nel 2024 finisce SSP, dal 2025 che succede per chi ha iniziato in SSP? Cambieranno condizioni o per tot anni, quanti?, terranno stesse condizioni SSP?
 
Non è proprio così, con SSP non paghi la tassazione (solo per le eccedenze in RD, delle quali non ti interessa per il confronto con l'accumulo). L'SSP è sempre più vantaggioso dell'accumulo anche al netto delle perdite (perché pure l'accumulo perde tra conversione, immagazzinamento e successiva fornitura). In altre parole, è vero che prima o poi l'accumulo te lo ripagherai, ma non sarà mai economicamente più vantaggioso dello SSP (del RD invece, come detto, se ne può discutere).

La partita si gioca infatti proprio sulla domanda: ma che fine farà lo SSP, e quando? Quello che è quasi certo (ma non certo al 100% perché la delibera non l'ha ancora vista nessuno) è che dal 2025 non sarà più possibile accedere allo SSP per i nuovi impianti. Che fine faranno però quelli che ce l'hanno già attivo? Non è stato ancora detto nulla, si conosce solo la sorte di quelli che lo hanno attivato 15 anni fa (per questi lo SSP cesserà il primo anno), ma cosa succederà a tutti gli altri (compresi quelli che lo hanno attivato nel 2024) è ancora da chiarire. E' presumibile pensare che saranno "scaglionati" si procederà ad una migrazione progressiva (cioè quelli che lo hanno attivato nel 2024 saranno gli ultimi a fuoriuscirne, e così via con gli anni precedenti), ma quanto a lungo si protrarrà è ancora una incognita.
 

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