Ciao e mi scusa con Salzano se non gli ho risposto prima ma,come gia detto nel precedente post,avevo dei grossi casini che mi hanno allontanato del progettoMeg.Ho letto quello che scrivi ma non ho ben capito come vorresti usare il condensatore e il diodo.Penso che comunque il problema principale del nostro MEG sia il percorso degli elettroni....
Saro' piu' chiaro appena riesco a fare due prove ma intanto per gli altri inserisco la mail che ci ha spedito Marco Salzano scusandomi per la mancanza delle foto.
Ciao e grazie per l'info
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Ciao Roy,
mi chiamo Marco Salzano (sono di Cosenza) e seguo da un paio di mesi il progetto meg perché mi ha appassionato, anche se poi ho abbandonato perché i materiali per la costruzione costano molto! In questo articolo (se avrai pazienza di leggerlo) ti spiegherò perché non riesci ad ottenere nulla dal meg costruito da te. Dunque io studio ingegneria elettronica ed ho terminato da poco il corso di fisica 2 ossia Elettrostatica ed elettromagnetismo, e quello che prima mi sembrava possibile all'inizio del corso, avendo ora assunto maggiori conoscenze, non mi sembra possibile ora. Mi spiego meglio: nel meg costruito da te e spiegato da Naudin ci sono alcuni errori che sia in teoria che in logica si possono spiegare bene. Mentre dell'effetto BB del lifter non ne conosciamo ancora le cause, nel meg conosciamo tutto e sono convinto ancora oggi che si può ottenere un COP > 1, anzi anche COP >= 4 con il meg, ma non è semplice. Non mi dilungo, passo alla teoria!
Bearden ha specificato che tratta il campo magnetico come fosse un fluido. Infatti mi meraviglio come fosse sfuggito a molti sperimentatori giacché calcolando il "flusso" del campo magnetico "fi(B)" lo si tratta come un fluido che scorre in una superficie.
Per quanto riguarda il picco di corrente che si ottiene facendo defluire improvvisamente la corrente in un alimentatore variabile, utilizzando un tester mi sono reso conto che raggiunge con 2 ampere e 6 volt anche picchi di 15 ampere e 16 volt! All'inizio pensavo che staccando improvvisamente dalla presa il trasformatore, si creasse un ponte di corrente tra la presa e la spina dell'alimentatore quando ancora questa fosse vicinissima alla presa, e la corrente di questa venisse indotta sull'avvolgimento secondario del trasformatore generando la corrente. In realtà poi ho capito che era sempre e comunque la reazione di Lenz, poiché dipende dalla variazione del flusso del campo magnetico causata dalla conseguente variazione di corrente.
Passiamo un pò sul tecnico:
fi(B) = - d[fi(B)] / [dt]
quando stacchiamo la presa la corrente defluisce rapidamente e più è rapida la variazione, più c'è forza elettromotrice indotta. Questa però non è energia presa dal nulla, bensì il movimento meccanico che io eseguo nello staccare il trasformatore dalla presa fa accadere questo (come nei vecchi interruttori della luce, che producono una scintilla al loro interno). Tanto più rapidamente stacco il trasformatore, tanto più corrente avrò...ma non avviene sempre! Dopo lo spiego questo però!
Passando al meg ci sono delle cose che devi sapere prima di progettare un meg e a queste vi sono arrivato giusto stamane per deduzione. Consideriamo un meg fatto con i soliti due collettori di uscita e con UNA SOLA BOBINA D'ENTRATA:
ne iniettiamo corrente (continua, perché alternata non avrebbe senso) nella bobina d'entrata C, il flusso del campo magnetico generato dal nucleo N viene modificato ed essendo opposti i campi si respingono perciò si ha una corrente indotta in A. La corrente indotta in A è minore o quasi uguale a quella fornita in C, e per convenzione diciamo che scorre in verso orario alla bobina. Di avvolgimenti ne puoi mettere anche un milione, ma per la conservazione dell'energia ciò che entra deve essere uguale a ciò che esce. L'unica cosa che modificano gli avvolgimenti è la tensione, ossia si abbassa la corrente di ingresso e si aumenta la tensione. Fin qui abbiamo ottenuto la corrente che abbiamo utilizzato, ed abbiamo realizzato un rudimentale trasformatore! Ora però viene il bello! Quando interrompiamo il circuito, NON DOBBIAMO ATTINGERE ENERGIA DAL PICCO DI LENZ, anzi dobbiamo fermarla perché sfaserebbe le oscillazioni! In pratica siccome quando interrompiamo il circuito, il forte nucleo magnetico vuole tornare immediatamente al suo stato di equilibrio naturale genererà al suo variare ancora correnti indotte in A, ma NEGATIVE! Allora... come sfruttarle? Semplice si mette un diodo ed un condensatore come in figura:
questo circuito va attaccato al collettore A in modo che quando fluisce corrente, positiva o negativa che sia, viene livellata e accumulata in un condensatore e poi distribuita sul circuito di controllo e poi dove vogliamo noi (una lampada al neon esempio). I problemi però non terminano qui... eheh... noi stiamo utilizzando il meg soltanto con una bobina e lo facciamo "per semplificare le cose", anche se ora ti farò capire che è complicato anche gestirlo con una sola!
Quando il nucleo tende a ripristinare il flusso magnetico, se noi utilizziamo un oscillatore ad una frequenza troppo elevata, automaticamente non sfruttiamo tutta la potenza del meg perché mentre il flusso sta tornando normale e quindi sta producendo energia gratis, noi lo interrompiamo a metà e gli diamo un altro impulso così da sprecare corrente. Quindi bisogna tarare la frequenza dell'oscillatore alla stessa frequenza impiegata dal flusso a ritornare nella posizione iniziale, così da mettere in fase la spinta. Esempio pratico:
Impulso - stacco il circuito - il flusso torna uguale - immediato impulso - stacco il circuito etc. etc.
se il processo di ritorno del flusso dal quale proviene per intero l'energia del vuoto, viene interrotta, si ha un calo delle prestazioni. Altro importante aspetto da considerare è che se si vogliono ottenere ottime prestazioni, il flusso deve variare rapidamente, quindi bisogna utilizzare un nucleo magnetico ad alta frequenza e sia i cavi che il nucleo ferrocristallino devono avere un'alta permeabilità magnetica.
Poi un altro aspetto importante è che se il magnete ha un forte flusso magnetico, la deviazione di esso non lo si ha con una corrente bassa generata dal circuito. E' come prendere un pallone da calcio di gomma e uno di cuoio. Se quello di gomma rimbalza di più' quello di cuoio molto di meno! E' questo il problema! Se si utilizza un magnete al neodimio con un forte campo magnetico, per deviarlo occorre maggiore corrente nella bobina C e una volta dato l'impulso, il flusso del campo magnetico tornerà molto tempestivamente come prima e la corrente indotta sarà molto maggiore.
Un ostacolo imprevisto non abbiamo considerato! Quando diamo l'impulso tramite la bobina C, si genera dalla variazione del flusso di N, un campo che si oppone a quello generato da C, infatti respingendosi i due campi il flusso di N va dalla parte opposta a C e quindi genera correnti negative in C! E non è tutto... quando il flusso torna alla sua posizione iniziale genera sì, correnti negative in A, ma genera anche correnti positive in C, che potrebbero in qualche modo essere sfruttate, ma vengono contrastate dalle correnti molto più grandi generate dal picco di Lenz! A questo non si era pensato!
Ancora un'altra cosa: per il picco di Lenz, come ben sai, la derivata del flusso del campo magnetico è la forza elettromotrice indotta. Bene, tanto più il flusso varia, tanto più sarà la forza elettromotrice. Se l'oscillatore genera un'onda quadra, il flusso varia molto più di un'onda sinusoidale, ma il picco di lenz è anch'esso forte e non sfruttabile... allora se generassimo un'onda sinusoidale con l'oscillatore? Beh...tanto peggio! La derivata della funzione seno è coseno, quindi otterremmo che il flusso ALTERNATO" che giunge alla bobina, anziché spingere il flusso del magnete e poi lasciarlo e farlo bruscamente tornare, lo accompagnerebbe dolcemente al collettore e lo riporterebbe altrettanto lentamente al nucleo diminuendo le correnti di lenz ma anche le correnti prodotte nel collettore!
Ah! Dimenticavo! Prima ho detto che il picco di lenz staccando bruscamente il trasformatore non avviene sempre. E' Naturale! La corrente di casa è alternata e se si trova al picco di 310V, staccando il trasformatore si ha una variazione da 310 a 0 e si ottiene una forte produzione di corrente indotta (che deriva dal mio spostamento meccanico con la mano, quando stacco bruscamente il trasformatore). Se lo stacco proprio nell'istante in cui siamo a 1 V, non si ottiene praticamente nulla.
A questo punto dirai: "Beh se utilizzassimo DUE bobine... sarebbe diverso...", e qui casca l'asino. Quando dai l'impulso dalla bobina 1, il flusso varia, ma quando invece sta tornando al suo posto e tu gli dai una spinta dall'altro lato non solo perdi corrente utilizzandola per il secondo impulso, ma la perderai perché il flusso quando sta tornando al suo posto genera correnti negative sia nel collettore, sia nella seconda bobina! E genera correnti positive nella prima bobina. C'è una dispersione pazzesca di energia e poi utilizzando un oscillatore ad alta frequenza, avrai che il magnete segue la frequenza, sì, ma il picco di lenz della bobina 1 si genera un campo opposto alla spinta del campo dell'altra bobina! E' molto molto difficile isolare le correnti parassite e ancor più difficile sfruttarle, almeno con 2 bobine. Con una qualcosa forse si può fare.
Comunque anche riuscendo totalmente ad isolare il picco di lenz, i campi magnetici permangono per alcune frazioni di secondo pur bloccando il passaggio di corrente. Infatti bisognerebbe utilizzare per le bobine materiali con una demagnetizzazione ad alta frequenza.
Se usi un oscillatore a 11 Khz immagina che in un secondo è come se vi fosse un campo magnetico permanente nelle bobine e immagina quante correnti parassite e quante dispersioni. Cosa potresti ottenere? Poco a mio parere... bisogna considerare tanti fattori, primo fra tutti la sincronizzazione della frequenza del quarzo con quella del magnete, bisogna sperimentare il rendimento con un magnete debole ed uno forte, bisogna eliminare il picco di lenz o quanto meno cercare di sfruttarlo NON tramite le bobine e poi bisogna utilizzare come bobina d'ingresso e come collettori un materiale altamente demagnetizzabile e con buona permeabilità magnetica, come il nucleo ferrocristallino.
Questo è quanto, spero in un tuo parere e nell'eventuale publicazione dell'e-mail sul sito, così da poter rendere queste considerazioni disponibili a tutti coloro che vogliono lavorare sul meg.
Grazie in anticipo
Marco