Buongiorno a tutti,
sono nuovo del gruppo e questo è il mio primo post, ho letto varie discussioni su questo forum in merito agli impianti a pavimento e sono convinto che con il vostro aiuto troverò la soluzione al mio problema, vi faccio un breve sunto della mia situazione sperando di essere chiaro:
io abito in una casa di 120m² su 2 livelli, un piano di 85 m² riscaldato da impianto a pavimento ed una mansarda di 35m² scaldata da 2 termosifoni
l’acqua calda è erogata da una caldaia a condensazione Baxi Luna Alux e sul collettore delle serpentine mi hanno montato un circolatore Grundfos UPM3, la caldaia gestisce 2 temperature diverse per l’acqua sanitaria e per il riscaldamento ed il riscaldamento è gestito da un solo termostato posizionato nel corridoio, l’idraulico mi ha tarato l’impianto 2 anni fa con i flussimetri tutti impostati a 1 L/min ed una temperatura di mandata dell’acqua a 60°C in modo da scaldare anche i termosifoni in mansarda, acqua poi miscelata prima del collettore dell’impianto a pavimento per abbassare la temperatura a 40 °C (che già questo a me suona molto strano, cioè scaldare acqua a 60 °C per poi raffreddarla), lo scorso inverno ho deciso di abbassare la temperatura di mandata dell’acqua a 40 °C fregandomene dei termosifoni, senza miscelare nulla prima del collettore e impostato una temperatura sul termostato di 20°C, risultato è che i consumi si sono abbassati e nei giorni freddi, circa 4 °C di giorno, consumavo 8 mq al giorno di metano, ma la mia sensazione di confort in casa non è mai stata soddisfatta, questo perché una volta che il termostato arriva a temperatura, l’impianto si ferma completamente fino a che la temperatura non scende di 1/2 °C poi riparte, ma nel tempo in cui l’impianto si ferma, in alcune zone della casa (quelle più esterne) la temperatura scende anche di 3 °C, mentre dove c’è il termostato la temperatura scende molto più lentamente, risultato è che il confort c’è solo quando l’impianto è acceso.
Da questo inverno però ho deciso di stravolgere il funzionamento del mio impianto e cioè ho abbassato la temperatura di mandata della caldaia a 32 °C, aumentato il flusso dell’acqua nelle serpentine cercando di bilanciare le zone e alzato la temperatura del termostato a 22 °C con l’intento di non raggiungere mai quella temperatura, tenendo l’impianto sempre acceso, con circolatore sempre acceso e acqua sempre in circolo, sono riuscito dopo qualche giorno a trovare una condizione di equilibrio ed ora il termostato non scatta mai perché ho temperatura costante a 20 °C in tutta casa e Dt tra mandata e ritorno dell’acqua di 3°C, per ora i consumi sono comunque alti, circa 9mq al giorno, ma spero che una volta assestato il tutto cali un po', quello che mi domandavo è se secondo voi quello che ho fatto è una cavolata assurda o meno, comunque sia, ora dentro casa si sta da Dio!
Scusate il discorso prolisso, ma volevo essere il più chiaro possibile
sono nuovo del gruppo e questo è il mio primo post, ho letto varie discussioni su questo forum in merito agli impianti a pavimento e sono convinto che con il vostro aiuto troverò la soluzione al mio problema, vi faccio un breve sunto della mia situazione sperando di essere chiaro:
io abito in una casa di 120m² su 2 livelli, un piano di 85 m² riscaldato da impianto a pavimento ed una mansarda di 35m² scaldata da 2 termosifoni
l’acqua calda è erogata da una caldaia a condensazione Baxi Luna Alux e sul collettore delle serpentine mi hanno montato un circolatore Grundfos UPM3, la caldaia gestisce 2 temperature diverse per l’acqua sanitaria e per il riscaldamento ed il riscaldamento è gestito da un solo termostato posizionato nel corridoio, l’idraulico mi ha tarato l’impianto 2 anni fa con i flussimetri tutti impostati a 1 L/min ed una temperatura di mandata dell’acqua a 60°C in modo da scaldare anche i termosifoni in mansarda, acqua poi miscelata prima del collettore dell’impianto a pavimento per abbassare la temperatura a 40 °C (che già questo a me suona molto strano, cioè scaldare acqua a 60 °C per poi raffreddarla), lo scorso inverno ho deciso di abbassare la temperatura di mandata dell’acqua a 40 °C fregandomene dei termosifoni, senza miscelare nulla prima del collettore e impostato una temperatura sul termostato di 20°C, risultato è che i consumi si sono abbassati e nei giorni freddi, circa 4 °C di giorno, consumavo 8 mq al giorno di metano, ma la mia sensazione di confort in casa non è mai stata soddisfatta, questo perché una volta che il termostato arriva a temperatura, l’impianto si ferma completamente fino a che la temperatura non scende di 1/2 °C poi riparte, ma nel tempo in cui l’impianto si ferma, in alcune zone della casa (quelle più esterne) la temperatura scende anche di 3 °C, mentre dove c’è il termostato la temperatura scende molto più lentamente, risultato è che il confort c’è solo quando l’impianto è acceso.
Da questo inverno però ho deciso di stravolgere il funzionamento del mio impianto e cioè ho abbassato la temperatura di mandata della caldaia a 32 °C, aumentato il flusso dell’acqua nelle serpentine cercando di bilanciare le zone e alzato la temperatura del termostato a 22 °C con l’intento di non raggiungere mai quella temperatura, tenendo l’impianto sempre acceso, con circolatore sempre acceso e acqua sempre in circolo, sono riuscito dopo qualche giorno a trovare una condizione di equilibrio ed ora il termostato non scatta mai perché ho temperatura costante a 20 °C in tutta casa e Dt tra mandata e ritorno dell’acqua di 3°C, per ora i consumi sono comunque alti, circa 9mq al giorno, ma spero che una volta assestato il tutto cali un po', quello che mi domandavo è se secondo voi quello che ho fatto è una cavolata assurda o meno, comunque sia, ora dentro casa si sta da Dio!
Scusate il discorso prolisso, ma volevo essere il più chiaro possibile