rimane però il problema di concordare un metodo di calcolo per la parte in autoconsumo, e poi sarebbe in ogni caso un reddito di impresa per il proprietario... la cosa non è proprio semplice...
Non solo la parte di energia ceduta all'inquilino diventa reddito di impresa, ma tutta l'energia (e anche la Tarifa incentivante).
Infatti affinchè sia possibile immaginare l'esenzione fiscale per un privato che esercisce un impianto, occorre presupporre che sia esercito al fine di soddisfare le sue necessità domestiche, non quelle altrui.
E comuqnue ricomprenderlo nell'affitto mi pare abbastanza forzata come sluzione, per diversi aspetti:
- il reddito affitto ha spesso una tassazione fissa e diversa da reddito di impresa
- se è di impresa, andrebbe fatturato con IVA
- non solol verrebe fatturata l'eenrgia autoprodotta ma tutta l'energia consumata dall'inquilino, quindi un vero è prorpio commercio di energia acquistta da un distributore e rivenduta, quindi non solare e certamente reddito di impresa.
- per la parte autoprodotta e venduta forse sarebebro dovute anche le accise (che si caricano nela cessione al consumo)..salvo che ci sia esenzione sotto 20 kw..dovrei controllare..
Sempre ammeso che il distributore ti intesti il contatore su una casa affitatta con contratto di lungo termnine, magari dove inquilino ha anche posta la sua residenza.
Al fine di far emergere affitti in nero, mi pare che dal 2007 ci sia una norma antielusione che impone l'intestazione utenze all'inquilino, salvo foresterie e affitto stagionali (penso limite annuale)
Per assurdo, se valesse, io trovo 1000 clienti che mi affittano tetto, mi intesto loro POD, faccio impianti da 20 kw in SSP (gli faccio risparmiare il 10% della spese energetica in cambio)..realizzo 2 mega e resto privato esentasse?
Se fosse vero lo avrei già fatto..