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Informazioni tipi di mais


stefanob76

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29 Marzo 2005
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Sto effettuando dei test su una nuova tipologia di caldaia alimentata a cereali. Vorrei sapere in particolare se qlc ha effettuato verifiche sui rendimenti delle varie tipologie di mais e se ha visto differenze notevoli. Questa caldaia (che al momento funziona con 85% mais e 15% pellet di legno) si sta rivelando molto interessante dato che è dotata di accensione automatica, pulizia automatica del bruciatore (niente fastidiosi interventi manuali) con i residui della combustione vanno a finire in un cestello raccogli cenere da svuotare semplicemente ogni 2-4gg, oppure in alternativa col modulo opzionale si ha l'estrazione automatica delle ceneri.
 
credo che nessuno ad oggi disponga di questi dati, bisognerebbe fare un giro tra le maggiori case produttrici di sementi e farsi dare perlomeno i dati % di amido e olio. ciao i tuoi test mi intrigano e vorrei sapere se la caldaia esiste già così o se tu ci stai lavorando.
 
Si certo accensione elettronica automatica per mezzo di resistenza.Per le accensioni successive alla 1°, la resistenza parte solo se non cè la brace necessaria al riavvio (entro 10-15 min dallo spegnimento del bruciatore)
 
E' una caldaia che importiamo noi dall'estero, presto sarà operativo il mio nuovo sito ed allora la potrai vedere. Questo prodotto lo abbiamo cercato dopo aver fatto esperienze e prove con le caldaie italiane le quali non ci hanno mai soddisfatto completamente come rendimenti e praticità d'uso. Ora sembra che abbiamo trovato il prodotto definitivo per quel tipo di utente che cerca una caldaia per bruciare i vari tipi di pellet (di legna,di mais, di vinaccia, di romice ecc...) e/o vari tipi di cereali (mais, grano, soia,segale, avena ecc...) mantenendo praticità d'uso (bassi livelli di manutenzione) e rendimenti prossimi al 90%.
Ciao!

Ps. Vedo se riesco a mandartene una foto in pvt.
 
Non ci sono veramente disponibili molte tipologie di mais, in quanto normalmente si usa la tipologia "indentata" per uso zootecnico.I mais zootecnici si distinguono poi in centinaia di varietà diverse, ma andare a sapere quelle che funzionano meglio è difficile e forse inutile, perché in commercio le partite sono mischiate e non si tiene conto delle varietà. Mais speciali, tipo quelli a frattura vitrea o semivitrea ("indurata"), per polenta costano qualcosa di più e sono meno facilmente reperibili, così come il mais dolce che si consuma in insalata.
Le distinzioni riguardano soprattutto la presenza di due forme di amido, amilosio ed amilopectina.
Per me potrebbe invece essere interessante, dal punto di vista economico soprattutto, impiegare come combustibile quelle partite di mais che non possono essere impiegate come alimento zootecnico perché contaminate dalle aflatossine (micotossine) perché queste si rintracciano poi nel latte. Oggi molte partite vengono scartate e non acquistate dai mangimifici se la presenza di aflatossine supera una certa soglia. Nella annate calde (vedi il 2003) il problema si manifesta in modo diffuso, probabilmente il mais contaminato e che non ha altri sbocchi costerebbe assai meno.
 

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