Ciao a tutti, mi servirebbero le vostre considerazioni su una modifica alla mia attuale centrale termica: l'obiettivo è poter bruciare alcune decine di quintali di legna che annualmente produco con la manutenzione del verde, che ogni anno alla fine accatasto e lascio marcire.
Attualmente la mia abitazione è servita da una caldaia a pellet Eder 30Kw che alimenta un puffer da 1000lt boilernova PS2F (con 2 flange).
Ciò detto quello che intendo fare è aggiungere una piccola caldaia a legna ...tipo una 15-18Kw (vista anche la contenuta dimensione del puffer) fiamma inversa etc.etc. che mi permetterebbe di bruciare, saltuariamente, il legname di risulta.
A livello normativo, per poter certificare l'impianto, mi si dice che: se non voglio classificare il locale caldaie come centrale termica, con tutta la burocrazia ed i costi che ne conseguono, devo inserire nel puffer preesistente uno scambiatore a cui collegare la nuova caldaia. In sostanza isolare i due circuiti.
Nel dettaglio la proposta è: inserire sulla flangia superiore del puffer uno scambiatore tipo Boilernova SA5 ( in rame alettato potenza di scambio 91Kw superficie 4,54mq) a cui collegare la nuova caldaia.
Ciò detto, partendo dal presupposto di realizzare qualcosa di coerente con le normativa, Vi voglio sottoporre alcune considerazioni empiriche:
a) l'adozione dello scambiatore introduce comunque una perdita di efficienza del sistema, ma a quanto pare è obbligatorio.
b) il fluido circolante per poter scambiare efficaciemente dovrà presentare un delta minimo di una decina di gradi...!??
c) una caldaia a legna, pur disponendo di capacità modulazione, presenta di suo un'isteresi elevata nello spegnimento
Pertanto: considerando che la caldaia a regime sfornerà fluido ad un massimo di 90° e la parte alta del puffer arriverà per stratificazione con facilità ad 85-88°C
sorge un amletico dubbio: riuscirà lo scambiatore a smaltire efficaciamente il calore prodotto dalla caldaia dopo una certa temperatura/soglia? senza mandarla in protezione
inoltre la posizione di detto scambiatore (che personalmente inserirei sulla flangia più in basso) lavorando su una colonna d'acqua che interessarà circa il 50% superiore del puffer (o meno) non peggiora la situazione?
Grazie in anticipo per i vostri commenti.
Attualmente la mia abitazione è servita da una caldaia a pellet Eder 30Kw che alimenta un puffer da 1000lt boilernova PS2F (con 2 flange).
Ciò detto quello che intendo fare è aggiungere una piccola caldaia a legna ...tipo una 15-18Kw (vista anche la contenuta dimensione del puffer) fiamma inversa etc.etc. che mi permetterebbe di bruciare, saltuariamente, il legname di risulta.
A livello normativo, per poter certificare l'impianto, mi si dice che: se non voglio classificare il locale caldaie come centrale termica, con tutta la burocrazia ed i costi che ne conseguono, devo inserire nel puffer preesistente uno scambiatore a cui collegare la nuova caldaia. In sostanza isolare i due circuiti.
Nel dettaglio la proposta è: inserire sulla flangia superiore del puffer uno scambiatore tipo Boilernova SA5 ( in rame alettato potenza di scambio 91Kw superficie 4,54mq) a cui collegare la nuova caldaia.
Ciò detto, partendo dal presupposto di realizzare qualcosa di coerente con le normativa, Vi voglio sottoporre alcune considerazioni empiriche:
a) l'adozione dello scambiatore introduce comunque una perdita di efficienza del sistema, ma a quanto pare è obbligatorio.
b) il fluido circolante per poter scambiare efficaciemente dovrà presentare un delta minimo di una decina di gradi...!??
c) una caldaia a legna, pur disponendo di capacità modulazione, presenta di suo un'isteresi elevata nello spegnimento
Pertanto: considerando che la caldaia a regime sfornerà fluido ad un massimo di 90° e la parte alta del puffer arriverà per stratificazione con facilità ad 85-88°C
sorge un amletico dubbio: riuscirà lo scambiatore a smaltire efficaciamente il calore prodotto dalla caldaia dopo una certa temperatura/soglia? senza mandarla in protezione
inoltre la posizione di detto scambiatore (che personalmente inserirei sulla flangia più in basso) lavorando su una colonna d'acqua che interessarà circa il 50% superiore del puffer (o meno) non peggiora la situazione?
Grazie in anticipo per i vostri commenti.