Le correnti marine
Le correnti marine
Dovunque negli oceani vi sono correnti, le più deboli si muovono intorno a 10 cm/sec, misura affetta da un errore in più o in meno del 50%:
http://oceancurrents.rsmas.miami.edu/img_basin/spaghetti-speed/pacific.jpg
Nella fascia compresa tra 10 gradi a nord e 10 a gradi sud dell' equatore, dove l' insolazione è più favorevole, le correnti possono raggiungere una velocità di 100 centimetri al secondo, 3,6 km/h.
Piazziamo perciò la piattaforma a 15 gradi dall' equatore, accettando una minore produttività, e manteniamone la posizione contro una corrente di 30 cm/sec ( 10 la misura, + 0,5 l'errore, + 100% fattore di sicurezza ), cioè la piattaforma deve poter sviluppare una velocità relativa all' acqua di circa 1 km/h.
Che potenza è necessaria?
Stabiliamo la sezione frontale immersa: il diametro è dato (5.000 metri), ed il pescaggio della piattaforma lo valuto nel modo seguente:
nello spazio racchiuso tra il toroide e la membrana vi è una pressione di 0,1 kg/cm^2, perciò il livello dell' acqua all' interno della immensa ciambella è un metro al disotto del livello esterno;
perché l' aria non sfugga da sotto il bordo del toroide, quando esso passa sopra al cavo delle onde, bisogna che il pescaggio sia di almeno due metri;
la sezione frontale immersa è perciò di 10.000 m^2.
Non so come calcolare la spinta necessaria a fare avanzare questa cosa alla velocità di 1 km/h ma, dato che la stima della potenza necessaria alla rotazione, che deve vincere solo l'attrito dell' acqua senza spostarne, era di 60 MW, assumo che ne sia necessaria almeno il doppio, cioè
120 MW; sommati a quelli già calcolati per sostenere la spinta del vento, e per far ruotare la piattaforma, concludo che per il suo funzionamento l' isola artificiale ha bisogno di almeno
300 MW, approssimando ancora per difetto.
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