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Chi sà cosa conviene mettere e dove per isolare al meglio l'ambiente?
Vorrei indicazioni circa il tipo di isolante e lo spessore (sia sotto i tegoli che all'interno delle stanze sulle pareti fredde); inoltre mi piacerebbe mi indicaste le ditte migliori per il radiante a pavimento, ed i materiali migliori da installare sotto il pavimento.
Hai detto niente...
Non è semplice nè sarebbe molto ortodossonè professionale darti risposte "universali", per diversi motivi...
E' un po' come chiederci "Cosa posso indossare?". Dipende: dove vivi? che tempo fa? Vai a fare jogging o a un matrimonio?
Sul mercato trovi di tutto e di più in materia di isolanti, sia come tipologia di materiale (sintetico, minerale, vegetale, a pannelli, a materassi, schiumogeni, inerti impastabili...). Hai voglia!
Per condizioni applicative diverse, sono indicati materiali diversi... Sarebbe anche utile sapere se stiamo parlando di nuove costruzioni o di interventi su edifici esistenti, dove bisogna fare anche i conti con quello che RIESCI a fare...
Gli spessori poi DOVREBBERO essere idonei a far rientrare la prestazione delle'edificio nei parametri della normativa vigente (avrai sentito parlare della "relazione di Legge 10" oggi ampiamente superata peraltro dal Decreto 192/2005 e s.m.i).
Uno studio serio può consentirti di ottimizzare la scelta di materiali e relativi spessori, così da conseguire risparmi importanti che possono portarti ad accedere ad interessanti margini di detrazione, che comprendono anche la progettazione.
Per dove e come metterlo... qualche indicazione possiamo dartela a priori.
Nell'isolamento è importante correggere le superfici piane ma ancora più i punti di giunzione, gli spigoli (tra pareti diverse, pareti e solai, elementi strutturali diversi), dove si concentrano le perdite d'involucro.
Tanto per capirci: se compri le più performanti finestre sul mercato ma non fai curare la posa e schiumare la linea di giunzione tra controtelaio e telaio... ti giochi una bella fetta del beneficio.
L'isolamento inoltre deve essere il più possibile continuo ed omogeneo: troppo spesso si discute della performance teorica e a tavolino di questo o quel materiale, dimenticandosi che se è posato male... addio.
Se isolare esternamente (il cosiddetto cappotto) o internamente, nel caso di ristrutturazioni dipende dalle condizioni in opera.
Il cappotto esterno può non essere realizzabile per motivi di finitura (con facciate dipinte, decorazioni, murature in pietra o mattone faccia a vista),e farsi rilasciare una garanzia sul materiale posato è un impresa storica ed è comprensibile: la posa per grandi superfici può essere spinosetta (dai sistemi adesivi devi passare ai tassellati), il cappotto può muoversi da una facciata all'altra a seconda della risposta all'insolazione, può essere danneggiato accidentalmente o colpevolmente.
Per non parlare del fatto che devi rivedere la riquadratura di TUTTE le bucature (finestre, porte finestre).
Nel caso di ristrutturazione stai ATTENTISSIMO a non avere preesistenti problemi di umidità di risalita nelle pareti. A seconda dei materiali impiegati per il cappotto, e degli spessori la muratura non respira più, e potrebbero essere dolori di pancia.
L'isolamento dall'interno è complessivamente meno problematico e almeno in linea di principio più efficiente dal momento che diminuisce l'apporto energetico "assorbito" dallo spessore delle murature, ma ti giochi dello spazio interno e potresti avere, con certi materiali, problemini ad appendere pensili e affini...
La supervisione della posa deve essere sempre RIGOROSA, soprattutto oggi che la manodopera è spesso improvvisata...
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Le altre domande che mi pongo sono:
il parquet ridurrà l'efficienza del radiante?
Quale è lo spessore minimo dei quadri di posa?
Chi mi calcola il percorso dei tubi, esiste in rete un programma per farlo?
L'abbinamento con il legno dal punto di vista prestazionale non sarebbe la migliore delle scelte, essendo il legno un materiale con proprietà isolanti...
Di certo è il radiante che può rompere le scatole al parquet! Fai presente al parquettista e al fornitore che il legno andrà posato su un substrato radiante, così che ti indichino il sistema di posa più idoneo e non possano farti storie (tipico: ma lei mica ci aveva detto che lo posavamo su un radiante! Si è alzato? Fatti suoi...), e il tuo pavimento non diventi in breve "ballerino" per l'impiego di adesivi non idonei.
Il pavimento in legno è già per sua natura soggetto a micromovimenti, essendo un materiale "vivo". Cicli di riscaldamento e raffreddamento di certo qualche problemino possono crearlo, a meno di adottare adesivi idonei, che consentano di contenere la sollecitazione.
La densità e conformazione dei tubi deriva dal dimensionamento del sistema, in funzione dell'apporto energetico che serve all'ambiente e della prestazione del sistema scelto. Non puoi quindi valutarlo aprioristicamente.
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Da quel che ho capito fino ad adesso , mi sembra che prima di parlare di quale tecnologia adottare e quanto spendere, conviene investire il più possibile sull'isolamento dei locali........base indispensabile per qualsiasi ragionamento.......avete cose da dirmi in merito?
Le due cose vanno a braccetto.
Investire il più possibile in isolamento può essere giusto fino ad un certo punto: è fattibile negli interventi di nuova costruzione e decisamente consigliabile in ristrutturazioni pesanti.
Ma in edifici esistenti dove non siano previsti interventi rilevanti... non ti conviene certo andare a toccare parti semi nuove per aggiungere dell'isolante, dal momento che le agevolazioni ti coprono i sovracosti di coibentazione, non TUTTI i costi!
Ti porrai semmai il problema di ottimizzare quelle parti quando ci metteresti le mani comunque.
E' giusto a quel punto calibrare un buon equilibrio tra quello che puoi fare ad un costo ragionevole sull'involucro e quello che puoi fare con l'impianto.
E l'impianto non è solo il generatore e il sistema di distribuzione, ma anche il sistema di regolazione.
Vale la pena fare una riflessione sulle proprie abitudini ed esigenze, sull'uso differenziato degli ambienti e valutare l'opportunità di adottare un sistema in grado di garantire il comfort quando serve e dove serve: un sistema a zona ben calibrato può consentirti un buon risparmio e l'adozione di un generatore più piccolo (se non hai una domanda contemporanea delle diverse zone, perchè dovresti dimensionare in funzione della domanda massima?).
Ti consiglierei quindi di trovarti un bravo tecnico da cui farti seguire non solo per la parte di calcolo e di detrazioni, ma anche nella fase realizzativa in cantiere, supervisionando dalle forniture (una volta chiuso il prezzo con l'impresa è possibile che l'isolante consegnato "magicamente" si assottigli rispetto a quello prescritto!) alla posa.
Se invece per la posa vorrai adottare il "fai da te", magari per interventi piccoli e localizzati, qualunque isolante sceglierai fatti dare le schede tecniche e gli schemi di posa dal fornitore (che spesso da indicazioni pure sulla corretta sigillatura dei giunti o i sistemi di fissaggio), così da posartelo al meglio. La prestazione dell'isolante infatti può essere ritenuta conforme ai dati dichiarati soltanto se le condizioni di posa sono rispettate.
Con questo non ho inteso smontarti o fartela sembrare più difficile di quella che è.
Solo che se e uno sa prima dove sono i punti critici, luci ed ombre, è messo nella migliore condizione per superarli al meglio.
Spero di esserti stata utile!