CITAZIONE
Alla base viene spontaneo porre l'educazione dei cittadini, ma nessuno "nasce imparato". Ecco allora che è possibile insegnare alle persone fin dai primi anni delle scuole e questo molti programmi scolastici lo prevedono.
Sì, ma Luca stesso, ci porta un'esperienza personale agghiacciante... Quella di un 16enne sensibile e con gli occhi che vedono al di là del suo naso, che si lancia in una CROCIATA familiare per EDUCARE (lui, che è l'adolescente di casa... non me ne voglia, voglio far rilevare il paradosso e semmai la sua promettente precoce saggezza non dargli del “pischello” per sminuirlo) gli ADULTI della propria famiglia a suon di discussioni…
I giovani e giovanissimi hanno spesso le idee molto chiare, l’entusiasmo e una visione abbastanza radicale del mondo (pensi ancora di poterlo cambiare). Sono gli adulti che sono disillusi e ormai preda dell’inerzia, dell’andazzo, del fascino del “ma che me frega”.
Ma purtroppo le decisioni le prendono questi ultimi, non i loro figli!
E allora chi deve educare chi?
CITAZIONE
Ma se uno vuole differenziare i rifiuti e non trova i cassonetti della differenziata? se uno vuole risparmiare l'acqua, cosa risparmia se, a causa delle condutture colabrodo, l'acqua neppure gli arriva in casa? se uno si riscalderebbe volentieri con il teleriscaldamento, ma non è stata predisposta la rete di distribuzione, come fa?
Certo, hai assolutamente ragione… e questa è la parte di colpe che spetta alla pubblica amministrazione.
Ma i sacchetti della spazzatura non hanno le gambe… lungo le statali, nelle piazzole… non ci vanno da soli, qualcuno ce li ha portati…
Mi dirai: e dove se li devono mettere?
Beh, nll… Io un idea ce l’avrei… Portarli a spasso per portarli a spasso, unirei l’utile al dilettevole, forse qualcosa cambierebbe. Li porterei…
… sulla porta di casa del sindaco e relativi assessori e, a salire, presidente provinciale & co fino al governatore.
… sulla porta di casa dei dirigenti ASL, Arpa & Enti correlati competenti a qualsivoglia titolo.
… sulla porta di casa degli amministratori delegati delle aziende appaltatrici della raccolta rifiuti.
Di sicuro sortirà effetto maggiore che non nella corsia di emergenza di una tangenziale… dove TUTTI possono fare finta di NON vederli…
Perché se davanti a casa dei cittadini i sacchetti li lasciano ammuffire a tempo indeterminato, davanti a casa dei soliti noti forse rimarrebbero un qualcosa di meno e forse, per non vedere crescere la pila di giorno in giorno, qualcuno inizierebbe a sentire il problema come proprio e non solo della collettività (che in italiano significa “fatti vostri”).
Ho dato una soluzione pittoresca, ma quello che intendo dire è che il cittadino non può pensare che la soluzione sia “lontano dagli occhi lontano dal cuore”. Perché per la spazzatura non diventa automaticamente un “lontano dal naso e dalla nostra salute”.
E se vuole protestare deve focalizzare la protesta, che non può essere un “nessuno fa niente”, per poi non far niente a propria volta.
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Non basta dire che i napoletani non hanno la cultura per cambiare le cose, non ci credo, so che anche molti di loro vogliono vivere in una città pulita e ci stanno mettendo tutto il loro impegno perché sia così. Questa stessa discussione lo sta a dimostrare, visto che .:|Luca|:. che l'ha aperta è proprio di Napoli.
Verissimo, non si possono staccare etichette gratuite e semplicistiche. Ma i fatti innegabilmente mostrano in quel di Napoli una situazione che non si propone in altre parti d’italia, fortunamente. Che non può non essere letta come sintomo di problemi specifici che non si possono più ignorare.
Non si tratta di voler condannare una città, ma quanto meno è innegabile che vi sia una combinazione di fattori che ha portato quel contesto al collasso, mentre in altre parti questo non è accaduto. Non si può neppure negare l’evidenza, anche se nel farlo occorre essere corretti e non scendere nel luogo comune che non serve a nessuno!
E' per il bene di Napoli che occorre chiedersi che cosa vi succede, che non succede a Treviso: senza preconcetti ma neppure senza buonismi ipocriti... si deve salvare una città, se non una regione, dalla putrefazione, non ci si può permettere di tenere il prosciutto sugli occhi!
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Ci vanno anche le amministrazioni locali, che predispongano tutto per favorire il cittadino che vuole collaborare a mantenere pulita la città.
Le amministrazioni locali però non sono soggetti alieni piombati dalla luna. Sono enti formati da persone che il cittadino comune ha la possibilità di scegliere nella solitudine della cabina elettorale. Strumento troppo sottovalutato, a mio avviso…
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E smettiamola di dire che gli svizzeri sono puliti, mentre noi no: ho visto personalmente fior di macchinoni a targa svizzera sfrecciare per le nostre strade a velocità elevata, lanciando ogni cosa dai finestrini in corsa! Forse qui si sentono più liberi perché sanno di poterla fare franca... ecco forse il punto: la repressione certa, puntuale e severa nella giusta misura (in almeno un paese europeo le multe si pagano in percentuale al proprio reddito, così anche il riccone ci pensa due volte prima di trasgredire).
Hai ragione, ma vista la situazione non possiamo neanche meravigliarci se il resto d’Europa ci considera dei maiali. Finchè ci ostineremo ad accettare di sguazzare nel nostro guano non potremo che dare tale impressione… e qualche imbecille (ci sono anche all’estero…) penserà che in fondo, rifiuto in più, rifiuto in meno… stai a guardare il capello!
Potrai adottare misure repressive puntuali e severe quando il sistema di raccolta e smaltimento sarà messo a punto in modo puntuale ed efficiente.
Come si può cadere nel paradosso assurdo di imporre 100 euro di multa a chi non mette il sacchetto nel cassonetto, se poi il cassonetto non lo svuotano per 10 giorni?
Eh… paradossi di quest’Italia…