D_Mirko
Member
da un'articolo apparso in rete
L’Italia, più di ogni altro Paese, funziona a gas e non è la prima volta che si trova nel bel mezzo di problemi logistici o negoziali che rischiano di raffreddare i rapporti internazionali e le nostre case. A rendere la situazione più allarmante del solito chiacchiericcio sul tempo atmosferico è la dichiarazione del presidente dell'Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis, che in occasione di un’audizione tenutasi il 20 ottobre in Commissione Industria al Senato sulla strategia energetica nazionale ha definito questo momento come “problematico” per il sistema gas italiano.
La criticità della situazione sarebbe dovuta alle scarse riserve di gas metano per l’inverno provocate da un lato dal blocco per frana del gasdotto Transitgas, che collega l’Italia al Nord Europa e fornisce oltre il 15% del nostro fabbisogno, e alla chiusura per manutenzione del gasdotto Greenstream, che ci collega alla Libia e importa più del 10% del gas che consumiamo. Restano solo altre due fonti, il gas algerino e il gas russo, sperando che non si ripresentino i problemi tra Russia e Ucraina che nel biennio 2006-2007 ci lasciarono in balìa degli accordi (e disaccordi) tra i due Paesi provocando una serie di interruzioni delle forniture a tutta Europa. Un problema, quello delle foniture di gas, da cui ne scaturiscono altri: la scarsità sul nostro territorio di impianti di stoccaggio per conservare il gas nelle stagioni più calde in attesa di un utilizzo massiccio durante il periodo invernale, ma anche la mancanza di una rete di trasporti efficiente. Un sistema che può determinare senza dubbio "effetti significativi sui prezzi che con questi blocchi potrebbero aumentare ulteriormente, come già è accaduto nell’ultimo mese in cui si è registrato un rialzo di 3-4 centesimi al metro cubo di gas, tanto che l’Authority ha aperto un’istruttoria.
"Nell’eventualità, non improbabile, che il Transitgas rimanga fuori servizio anche nella seconda parte dell’inverno [le stime lo danno per bloccato almeno fino al termine del 2010] - ha dichiarato Ortis – la disponibilità di punta sarebbe appena sufficiente a far fronte al picco potenziale del prelievo giornaliero in caso di freddo eccezionale". Come dire, una stufetta in più può fare davvero la differenza.
L’Italia, più di ogni altro Paese, funziona a gas e non è la prima volta che si trova nel bel mezzo di problemi logistici o negoziali che rischiano di raffreddare i rapporti internazionali e le nostre case. A rendere la situazione più allarmante del solito chiacchiericcio sul tempo atmosferico è la dichiarazione del presidente dell'Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis, che in occasione di un’audizione tenutasi il 20 ottobre in Commissione Industria al Senato sulla strategia energetica nazionale ha definito questo momento come “problematico” per il sistema gas italiano.
La criticità della situazione sarebbe dovuta alle scarse riserve di gas metano per l’inverno provocate da un lato dal blocco per frana del gasdotto Transitgas, che collega l’Italia al Nord Europa e fornisce oltre il 15% del nostro fabbisogno, e alla chiusura per manutenzione del gasdotto Greenstream, che ci collega alla Libia e importa più del 10% del gas che consumiamo. Restano solo altre due fonti, il gas algerino e il gas russo, sperando che non si ripresentino i problemi tra Russia e Ucraina che nel biennio 2006-2007 ci lasciarono in balìa degli accordi (e disaccordi) tra i due Paesi provocando una serie di interruzioni delle forniture a tutta Europa. Un problema, quello delle foniture di gas, da cui ne scaturiscono altri: la scarsità sul nostro territorio di impianti di stoccaggio per conservare il gas nelle stagioni più calde in attesa di un utilizzo massiccio durante il periodo invernale, ma anche la mancanza di una rete di trasporti efficiente. Un sistema che può determinare senza dubbio "effetti significativi sui prezzi che con questi blocchi potrebbero aumentare ulteriormente, come già è accaduto nell’ultimo mese in cui si è registrato un rialzo di 3-4 centesimi al metro cubo di gas, tanto che l’Authority ha aperto un’istruttoria.
"Nell’eventualità, non improbabile, che il Transitgas rimanga fuori servizio anche nella seconda parte dell’inverno [le stime lo danno per bloccato almeno fino al termine del 2010] - ha dichiarato Ortis – la disponibilità di punta sarebbe appena sufficiente a far fronte al picco potenziale del prelievo giornaliero in caso di freddo eccezionale". Come dire, una stufetta in più può fare davvero la differenza.