Metodo migliore con caldaia a condensazione


lorenzor95

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11 Novembre 2022
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Ho cambiato da poco la caldaia a quella a condensazione (con valvole termostatiche e termosifoni in ghisa). Ho letto diverse tattiche per ottimizzare i consumi e diminuire gli sprechi
  • Accendere quando siamo in casa, tenerli spenti quando siamo fuori
  • Tenere il termostato sempre ad una temperatura fissa in modo che stacchi e riattacchi ad un minimo di 0.3 gradi sotto la soglia (18.5, si accende a 18.2)
  • Tenere il termostato sempre ad una temperatura inarrivabile (caldaia accesa 24h) e regolare le stanze con le valvole termostatiche
Attualmente sto utilizzando la 2° ma la migliore sembra la terza perchè a quanto pare la caldaia a condensazione lavorerebbe al minimo 24 ore su 24 senza subire l'inerzia di ripartire ogni tot ore per scaldare 0.3 gradi e creando un maggiore comfort, non ho ancora provato però

Un altro dilemma che ancora non ho risolto della seconda è che essendoci un singolo termostato in tutta la casa lui stacca quando quella zona ha raggiunto la temperatura, in realtà però le altre stanze ancora non hanno finito di scaldarsi

Secondo voi quale è quella definitiva/quale usate?
 
Di Certo la terza ma cerca di abbassare il piu' possibe la mandata, la regola e' solo una, piu' accesa possibile alla temperatura piu' bassa possibile che Tenga casa in temperatura, anche perche' piu' alta lavora e meno condenza a 50/55° che vuoi che recuperi.
 
Sono anch'io con caldaia a condensazione Bosch su termosifoni in ghisa sovradimensionati alla grande (casa anni 70 con ex caldaia a gasolio da 35kW)... Ora sto usando la curva climatica del pavimento sui termosifoni con termostato fisso a 18c giorno e notte. Nessuna valvola sui termosifoni perché la temperatura è stabile in tutta casa e così facendo anche tutte le superfici rimangono in temperatura. Faccio da 4 a 10 smc al giorno di metano in funzione della temperatura esterna. Casa di circa 120mq ma soffitti altissimi con tetto a vista che va da 3,5 a oltre 5 metri! il volume da APE è oltre 500mc quindi non credo dovrei lamentarmi... fare dei confronti è veramente difficile, basta una piccola variazione che tutto cambia. Per esempio se accendo il camino un paio di ore alla sera in sala, le camere si raffreddano perché il termostato si spegne e il giorno dopo mi ritrovo ad aver consumato di più!!!

PS Zona climatica E, Classe energetica della casa indicibile (oltre la G)
 

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Espongo la mia situazione
Casa singola 160 mq unico livello, impianto con caldaia a consensazione 28 KW modulazione 1:8 radiatori in alluminio sovradimensionati, valvole termostatiche impostate a 19 gradi, no cappotto, infissi pvc nuovi.
Di norma dal lunedì al venerdì usciamo da casa alle 8,30 e rientriamo alle 19.
Ho regolato la temperatura di mandata a 50 gradi per cercare di condensare maggiormente, termostato a 19 gradi con accensione alle 6,30-8,30 e alle 19,00-22,00 che sono gli orari in cui siamo in casa.
Quando la caldaia si accende la temperatura interna è sui 17 gradi.
Non so se questa è l’impostazione migliore.
In alternativa potrei tenere la caldaia accesa dalle 6,30 alle 22,00 sempre con temperatura interna a 19 gradi con accensione non appena la T cala di 0,3-0,5.
Quale sarebbe delle 2 l’opzione migliore in termini di risparmio energetico?
 
Se mandi sempre alla stessa temperatura è ovvio che più sta accesa e più spendi.

Il punto è che non ha senso mandare sempre 50 gradi se lasci acceso tutto il giorno, si mette sonda climatica e si manda la T che serve.
 
Se mandi sempre alla stessa temperatura è ovvio che più sta accesa e più spendi.

Il punto è che non ha senso mandare sempre 50 gradi se lasci acceso tutto il giorno, si mette sonda climatica e si manda la T che serve.

Al momento non ho la sonda. Nel frattempo che mi consigli?
Stasera ho regolato la T di mandata a 40 gradi con temperatura ambiente (7-23) a 19 gradi e (23-7) a 18 gradi.
 

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