sto forum è una fissa
Il problema è solo del DMV.
E non solo del rispetto del dmv, ma anche del calcolo!
Probabilmente al nord le varie autorità di bacino competenti hanno già definito sottobacino per sottobacino i valori di minimo deflusso vitale da rispettare
Al centro italia non è così dappertutto; quindi il primo problema che si trova a fronteggiare un concessionario (quindi un progettista) è capire quanto debba essere il dmv.
Pensa che una richiesta di concessione idroelettrica ha avuto un parere negativo dell'autorità del bacino del fiume tevere, tra le altre motivazioni, anche perché il metodo adottato dal progettista per il calcolo del dmv non era ritenuto adeguato (perché speditivo e non idrologico, biologico).
Sapete quale era il metodo adottato?: il metodo dell'autorità di bacino del Po' :spettacolo:
Peccato che più a valle erano state autorizzate concessioni con rilascio di analogo valore di dmv ...
Questo per dire che c'è molta confusione sugli stessi numeri.
Per quanto riguarda il rispetto dei valori di dmv, dalle nostre parti inizia ad essere praticamente un obbligo la realizzazione delle scalette di risalita dei pesci: se progettate bene risolvono il problema del dmv ma anche della continuità idraulica interrotta dalla traversa.
E devo dire che specie per le piccole traverse fluviali non rappresenta un onere eccessivo per il progettista.
Il metodo invece in assoluto più sicuro per far rispettare il dmv (ma in questo caso addio scalette) è quello di praticare delle luci a battente sulla traversa, dimensionate sulla portata di dmv e poste ad una quota inferiore alla quota di "derivazione": in questo caso qualsiasi sia la portata fluente si è sicuri che la prima acqua disponibile è quella che fluisce in alveo.
ciao
