Rispondo con alcune notizie che ho potuto apprendere dal locale ufficio UTF della zona ove opero ed anche da precedenti post in merito che ti invito a cercare.
Per gli mpianti superiori a 20 kWp si adotta automaticamente il regime di vendita che, a differenza dello scambio sul posto, ha tutta una serie di aspetti e problematiche ulteriori.
Sfrutterò questo intervento per mettere assieme alcune idee oltre che cercare di rispondere a quanto richiesto al punto 1 (poichè il 2 non l'ho approfondito) e cercherò di non dilungarmi in eccesso (non garantisco di riuscirci
)
L'UTF non installa il contatore bensì verifica quello installato dall'ENEL o quello installato dal proprietario stesso.
Tali contatori, per chiarire meglio, mentre per impianti inferiori ai 20kWp sono installati dall'ENEL, per gli impianti maggiori quest'ultima li installa solo su espressa richiesta altrimenti sono di competenza del proprietario dell'impianto.
Il contatore in questione è quello che indica la produzione totale del sistema FV e, per intenderci, quello che viene installato subito dopo gli inverter.
Ora all'UTF, dopo l'avvenuta installazione dell'impianto, dovrà pervenire richiesta (che troverai presso gli uffici ma non su internet), corredata di una notevole documentazione, ed opererà il sopralluogo attraverso i propri tecnici.
Solo se tutto risponderà alla normativa in tema di misurazione dell'energia (ambito di interesse dell'UTF) l'impianto potrà produrre energia in maniera legittima: l'impianto dovrà necessariamente rimanere scollegato dalla rete sino a che non si è avuta tale verifica con esito positivo, pena una sanzione.
Vi sono dei diritti da pagare annualmente (23,24 € o giù di lì).
Dopo l'entrata in funzione dell'impianto FV devono essere tenuti dei registri, forniti dall'UTF, nei quali annotare la produzione giornaliera (su questo punto sono in arrivo semplificazioni.....almeno così mi è stato anticipato).
Sui contatori e sulla certificazione sorgono vari problemi già toccati da precedenti interventi in passati post.
Il dipendente UTF con cui ho parlato molto cortesemente me ne ha evidenziati altri!
In breve:
i contatori devono essere certificati altrimenti non supereranno il vaglio dell'UTF (certificazioni da fornire già in sede di richiesta all'UTF).
Ora i contatori ENEL non sono certificabili e quindi se l'UTF volesse applicare la normativa in maniera stretta non potrebbero essere accettati e superare la verifica.
Inoltre un contatore non certificato potrebbe ingenerare un futuro contenzioso con il GSE sulle somme da questo riconosciute a titolo di incentivo (non essendo certificati ogni misurazione effettuata è contestabile).
Se i contatori sono installati dall'ENEL potrai ( nel caso ottenessi l'ok dall'UTF che praticamente dovrebbe chiudere tutti e due gli occhi sulla questione) rigirare, in un futuro e nel caso di contenzioso, la patata bollente all'ENEL
(immagina la lettera dell'UTF: 1 gennaio 2017, caro proprietario di impianto FV ci siamo accorti che i contatori non sono certificati quindi, da nostre stime, risulta che abbbiamo versato negli ultimi 10 anni circa ______________€ in eccesso e, perntanto, ne chiediamo l'immediata restituzione, pena azione giudiziale nei vostri confronti
)
Se il contatore l'installa il proprietario dell'impianto dovrà verificare la presenza della certificazione (che dura 3 anni per i contatori elettronici ma ben 5 per gli elettromeccanici) altrimenti dovrà far certificare gli stessi da azienda specializzata (nei prossimi giorni apprenderò il costo preciso di tale operazione) e ricordarsi che alla scadenza della certificazione dovrà essere rinnovata.
Pena oltre che le sanzioni del caso anche il dover restituire quanto ricevuto nel periodo in cui tale certificazione fosse scaduta (salve acrobazie giuridiche su cui ora non mi dilungo).
A seguito di tali considerazioni il dipendente UTF menzionato mi ha consigliato, caldamente, di adottare contatori elettromeccanici perchè sono più facilmente certificabili oltre che tale certificazione è, come detto, più duratura.
Spero di non aver commesso errori di cui mi scuso in anticipo: non ho provato sulla mia pelle tutte questi passaggi poichè non ho ancora seguito l'iter burocratico di alcun impianto.
Sto studiando però la cosa per future prossime esperienze.
Ora chiudo dicendo che probabilmente nelle prossime settimate il sistema potrebbe subire alcune modifiche al fine di semplificare (soprattutto con riferimento ai registri).
Resta però il grande problema dei contatori Enel e della loro non certificazione e certificabilità che io ritengo superabile solo ricorrendo a contatori certificati (che è la scelta che opererò in futuro al fine di sgomberare l'orizzonte da ipotetiche rivalse del GSE).
Inoltre la misurazione del contatore bidirezionale (quello che ci dice quanta corrente abbiamo prelevato e quanta immessa) potrà aprire tutta una serie di questioni sulla validità delle misurazioni e per impianti grandi, considerando la vita minima dell'impianto di 20 anni, potrebbe disturbarci il sonno!
Voi che ne pensate? Avete adottato o adotterete altre strategie?