ciao a tutti :bye1:
questo il mio quesito:
impianto A)
solare termico con integrazione riscaldamento a bt
euri 10/12mila. 5/6mila dopo 5 anni.
impianto B)
solare termico solo acs
fotovoltaico 3,5 kw
euri 20mila
se tra 20 anni tiriamo le somme economiche, tenendo presente il costo piu elevato, ed ambientali cosa ne esce?
Un minestrone!

reoccupato:
L'ipotesi A cosa comprende? Solo il sistema di integrazione solare o anche il necessario sistema di riscaldamento tradizionale?
In ogni caso nell'Italia centrale e meridionale l'integrazione non ha alcun senso energetico ed economico in quanto l'integrazione al riscaldamento sarebbe per troppo pochi mesi.
Anche l'ipotesi B è piuttosto incompleta! Cosa c'è come impianto di riscaldamento? Una caldaia a gas? Una pompa di calore? Su che impianto? A pavimento? A termosifoni?
Se l'impianto viene realizzato come ristrutturazione ha l'incentivo del 55%, ma in nuova costruzione NO. E questo spesso sposta totalmente la convenienza verso la soluzione FV+PdC. (Ne ho diretta esperienza!)
Il FV si ripaga col conto energia e la PdC collegata a un normale pannello per ACS elimina pressochè totalmente la spesa per il riscaldamento anche a CE finito finchè i pannelli producono. Una PdC aria/acqua funziona bene nelle zone termiche meno fredde, per le altre la geotermica è ideale.
La PdC non necessita di canna fumaria, ambienti appositi, deposito di combustibile, operazioni di caricamento. E' silenziosissima, senza emissioni e con rischi minimi. Si integra perfettamente con un pannello solare termico per ACS.
L'integrazione solare al riscaldamento necessita di superfici ampie di pannelli e non è facilissima da integrare a un sistema di riscaldamento ad alta temperatura. Anzi, nemmeno a uno a bassa temperatura in molti casi! D'estate crea numerosi problemi di sovratemperatura a meno di installare anche un sistema di raffreddamento solare (solar cooling), ma i costi diventano decisamente diversi ( e tra l'altro non credo rientrino nel 55%) e non ho ancora visto soluzioni commerciali installate.
Il confronto fra le due ipotesi per me è stato del tutto impari a favore del FV con il conto energia. Il costo dell'impianto FV in Italia è ammortizzato in 9 - 10 anni (a stare larghi). Ovviamente per gli ulteriori 10 anni ci sarà un guadagno secco. Il costo dell'impianto PdC-Bt è un investimento che si ammortizza già con il fatto che il combustibile utilizzato è in gran parte gratuito.
Non ho capito il ragionamento del pareggio in 10 anni col gas, anche perchè non ci sono indicazioni precise su quale impianto sia considerato, ma per i miei conti e la mia situazione (casa di nuova costruzione) nessuna soluzione stava alla pari con la scelta FV+PdC. Poi ovviamente ogni situazione va valutata a sè.
Semmai il confronto può essere sensato fra la scelta se investire una cifra comunque elevata (fra impianto FV, PdC e impianto a Bt si superano i 30.000 € in media) o fare un intervento di ristrutturazione semplice con mantenimento dell'impianto a termosifoni spesso esistente e adozione di una caldaia a condensazione con soluzioni gas, legna o pellet. Ed il solare termico per sola ACS ovviamente. In questo caso il contributo del 55% rende molto conveniente anche questa soluzione e l'esborso iniziale resta molto più contenuto.
Sugli incentivi al FV ci sarebbe in effetti da discutere a lungo, ma sicuramente non sono le indicazioni che provengono dal termico solare casalingo a porre dubbi su questa scelta.