Ho dato un’occhiata veloce al sito:
Purtroppo mi sorgono i soliti dubbi. Anche qui ci son cilindri rotanti, con l’aspirazione che dovrebbe ruotare, l’impianto di scarico “rotante” e, anche se si dichiara che il motore non scalda, l’impianto di raffreddamento rotante oltre all’impianto d’accensione/iniezione, pure esso rotante. Supponiamo che il tutto venga brillantemente risolto, dal molto schematico disegno si nota che i pistoni, al momento della combustione, quindi di massima energia trasformata, si troverebbero a spingere sui lati praticamente piani dell’ellisse per cui avremmo lo stesso, o quasi, rendimento (o meglio non rendimento) del sistema biella – manovella.
Non ho capito, come anche nell’OX2, come si è risolto il problema dei pistoni che, non solidali al resto della meccanica, potrebbero andare ad occupare indistintamente, e fuori sequenza, ogni parte lineare del cilindro. A 6.000 giri al minuto ogni singolo pistone farebbe 400 (il doppio di un motore tradizionale a pistoni) corse al secondo, se non ho sbagliato il calcolo. . .
In effetti, come si legge nel forum Motore Hilton, questo “motore” è sicuramente una pompa,
nel senso che se gli forniamo energia meccanica ne ricaviamo aria compressa, più difficile fornirgli aria e combustibile e ricavarne energia meccanica, come Hilton forse è meglio la Paris.
A parer mio, soprattutto nell’era delle fasature e sistemi di aspirazione a geometria variabile, con cui si raggiunge il massimo del riempimento dei cilindri senza ricorrere alla complicazione della sovralimentazione, sarebbe meglio orientarsi a qualcosa di valido nella sola conversione del moto da lineare alternato (del pistone) a rotante (dell’albero a gomiti),
conservando però il vincolo meccanico del pistone in modo che si fermi ed inverta la corsa inequivocabilmente e “dolcemente” al PMS ed al PMI.
Ciao grazie.