Neutroni?

Cari amici salve a tutti,

fine settimana febbrile fra venerdi e ieri qua a Caserta. E grandi novità.

Procediamo con ordine:
presi dall'entusismo di voler replicare i risultati di teslacoil, la scorsa settimana abbiamo ordinato due RAM 63.
Alla conferma di avvenuta spedizione abbiamo prodotto due campioni di TiB2 (diboruro di titanio) ultrasottili, adagiati su un dischetto di alluminio. Questa sostanza, trovata per caso fra vecchi reagenti, ha una composizione molecolare tale che 2 atomi su 3 sono di Boro naturale ( 20% 10B e 80% 11B ).

I due RAM 63 sono arrivati venerdi mattina.
:woot:


Entrambi funzionanti (in uno non funziona la lucetta interna), li abbiamo resi operativi e tarati come da manuale. In uno abbiamo dovuto saldare i contatti fra pacco batterie e gruppo rilevatore perchè le connessioni a molla erano saltate. Ruggine e incrostazioni ovunque ma, come premesso, i due rilevatori funzionano straordinariamente.

Ieri i primissimi test, assolutamente preliminari, per vedere se il fenomeno si verifica :

- abbiamo disposto il dischetto di alluminio, ricoperto di diboruro, sotto la sonda alfa (ovviamente lato boro verso la sonda e alluminio verso il basso) fissandolo con del nastro isolante nero. Tutto il blocco sonda più boro lo abbiamo inserito in un sacchetto di plastica nero bello spesso e gli abbiamo fatto fare due giri attorno alla sonda in modo da garantirne l'oscurità (tutto questo è stato fatto perchè il cristallo scintillatore, molto sensibile alla luce, potrebbe rilevare qualche falso conteggio a causa della luminosità penetrante del plasma).

- abbiamo disposto il blocco sonda più boro a 10 cm dal pelo libero di una soluzione di 500 cc a 0.2 M di K2 CO3

A questo punto primo test.

Tramite trasformatore a 1,7 kV a bassa potenza, abbiamo fatto scoccare diversi archi voltaici fra il catodo di tungsteno e il pelo libero della soluzione distante 1 mm dal catodo.
Nelle due configurazioni elettriche le scariche sono state inviate prima raddrizzate e poi in alternata.

In questa configurazione il RAM 63 non ha misurato nulla, tranne un solo conteggio in un singolo evento che non si è più ripetuto.


Secondo test.

Alimentazione della cella di tipo standard (variac più raddrizzatore). Catodo immerso vicino al pelo libero (senza copricatodo in ceramica).

Diamo tensione alla cella. Innesco plasma. Saliamo di tensione e, dopo i 200 V circa, il RAM 63 comincia a contare . Circa 1 - 2 imp/sec
:woot:
.
Esterefatti dalla misurazione ripetiamo il test e si verifica la stessa cosa...

Decidiamo ci ripetere lo stesso test nelle medesime condizioni ma SENZA il boro nel piattino di alluminio. Tutto è identico a prima ma manca solo il boro.

Come prima diamo tensione, innesco, plasma... il RAM 63 tace.... poi però, salendo, scendendo e risalendo di tensione ecco di nuovo ripresentarsi i conteggi, ma apparentemente in tono minore.

Purtroppo essendo questi dei test preliminari non abbiamo preso misure di nulla.... volevamo solo vedere se il fenomeno si verificava. Però ad occhio i conteggi senza boro sembravano minori.

Questo che significa? Poichè la sonda è in grado di misurare solo particelle alfa, che là dentro NON possono entrare perchè la sonda è coperta di alluminio e un bello spessore di plastica, e visto che il boro non c'è, quei conteggi sono disturbi?

Per essere ancora più sicuri di non aver preso abbagli, abbiamo disposto il contatore di neutroni che già avevamo in laboratorio (un Ludlum con tubo geiger al BF3 ) affiancato al RAM 63 per vedere se, in concomitanza con i conteggi alfa emessi dal boro, ci fosse registrazione di eventi anche dall'altro rilevatore.

Ma.... non è stato misurato niente. Mentre il RAM 63 contava, il secondo rilevatore taceva.

A voler essere pessimisti, l'interpretazione più immediata di questi risultati è che, nonostante le schermature e le protezioni, il RAM 63 prende i disturbi elettromagnetici del plasma e li fa vedere come conteggi. Lo dimostra la comparazione fatta fra test con e senza boro o il confronto con l'altro rilevatore.

A voler essere ottimisti e propositivi si può pensare che la sonda alfa del RAM63 nel passare dalla configurazione "con boro" a quella "senza boro" si sia sporcata di boro e, per questo, continua a conteggiare anche senza boro (apparentemente senza boro)... di fatto nel caso "senza boro" i conteggi erano più bassi di quelli che si rilevavano in presenza di boro. Il silenzio dell'altro rilevatore può essere giustificato dal fatto che, essendo molto sensibile ai CEM, semplicemente NON conteggia in quelle condizioni.

Insomma i dubbi sono ancora moltissimi e, certamente occorre un altro test che schiarisca le idee.

Nelle prossime prove impiegheremo due RAM 63 (visto che ne abbiamo 2): il primo, quello forse sporco, sarà disposto con il boro e il secondo, ancora intonso, farà da campione senza boro ma con lo stesso dischetto di alluminio.
Poi proveremo con dischetto di materiale non metallico. Il tutto con analizzatore di spettro acceso.

Continua...
 
In effetti occorre verificare.... anche se, all'impronta, se non ricordo male l'alluminio presenta una sezione d'urto di 12 barns.

Intanto posto una foto del dischetto con Boro

image


Configurazione degli strumenti per i test

image
 
COmplimenti per la rigorosa esecuzione che non lascia adito a critica alcuna.
Il Boro e' uno dei migliori moderatori n, al variare dello spessore dello stesso la conta deve diminuire se a contare sono neutroni.
Sulla contaminazione della sonda ... mah? Sinceramente non penso sia quello il motivo, molto piu' probabile una scintillazione da EMI.
Il teslacoil aveva usato un foglio di Domopack. Meglio ancora piu' fogli con frapposto uno strato isolante di carta o polietilene. Ridurrebbe sia EMI che alfa e naturalmente luce UV alla quale un foglio nero di plastica potrebbe non essere opaco.
 
CITAZIONE (Elektron @ 30/9/2007, 18:57)
Sulla contaminazione della sonda ... mah? Sinceramente non penso sia quello il motivo, molto piu' probabile una scintillazione da EMI.
Il teslacoil aveva usato un foglio di Domopack. Meglio ancora piu' fogli con frapposto uno strato isolante di carta o polietilene. Ridurrebbe sia EMI che alfa e naturalmente luce UV alla quale un foglio nero di plastica potrebbe non essere opaco.​

Teslacoil aveva usato domopack alluminio o domopack cellophane?

Certamente l'alluminio schermerebbe molto i CEM. Nel dubbio sul tipo di disturbo il prossimo test verrà eseguito con analizzatore di spettro acceso.... e con la speranza di riuscire a discriminare l'eventuale "disturbo".

Ciao
;)
 
Teslacoil, come detto nel thread sul suo esperimento #entry81721404
era partito da un sacchetto di polietilene poi sostituito da stagnola avvolta intorno alla sonda.
Piu' strati alternati di alluminio e ad esempio carta, fermerebbero le alfa ma non i neutroni e nel contempo coctituirebbero una ottima schermatura alle EMI.
 
Assorbitori di neutroni termici con barns alti ( presenti in natura):

He3 5.3330E+03
Li6 9.4000E+02
B10 3.8370E+03
Cd113 2.0600E+04
Os187 3.2000E+02
Ir191 6.4500E+02
Hg199 2.1500E+03
 
CITAZIONE (Isotopo @ 2/10/2007, 23:02)
Assorbitori di neutroni termici con barns alti ( presenti in natura):

He3 5.3330E+03
Li6 9.4000E+02
B10 3.8370E+03
Cd113 2.0600E+04
Os187 3.2000E+02
Ir191 6.4500E+02
Hg199 2.1500E+03​

Ciao Isotopo,
scusa ma ... Cd113 non è sintetico?

Ci indicheresti gentilmente la fonte? Io ho cercato a lungo ma invano...

Os e Hg assorbono ma restano stabili.
Sembrerebbe interessante l'iridio... 192Ir Dovrebbe decadere gamma in 192Pt con tempo di dimezzamento 72g.
Però il Boro resta migliore, perchè decade Alfa (meglio rilevabile e distinguibile dal fondo) e ha 3900barn contro i 645barn dell'Ir.
Solo mi viene in mente che forse si potrebbe provare un catodo di Ir, o di una lega W-Ir che resiste alle alte temperature e agli attacchi chimici. Inoltre, se assorbisse neutroni, decadendo Gamma potrebbe essere più facile rilevarli con una testa a semiconduttore immersa in acqua (l'elettrolita).

Che ne pensate?

Edited by ElettroRik - 3/10/2007, 11:37
 
CITAZIONE (ElettroRik @ 3/10/2007, 11:12)
CITAZIONE (Isotopo @ 2/10/2007, 23:02)
Assorbitori di neutroni termici con barns alti ( presenti in natura):

He3 5.3330E+03
Li6 9.4000E+02
B10 3.8370E+03
Cd113 2.0600E+04
Os187 3.2000E+02
Ir191 6.4500E+02
Hg199 2.1500E+03​

Ciao Isotopo,
scusa ma ... Cd113 non è sintetico?

Ci indicheresti gentilmente la fonte? Io ho cercato a lungo ma invano...

Os e Hg assorbono ma restano stabili.
Sembrerebbe interessante l'iridio... 192Ir Dovrebbe decadere gamma in 192Pt con tempo di dimezzamento 72g.
Però il Boro resta migliore, perchè decade Alfa (meglio rilevabile e distinguibile dal fondo) e ha 3900barn contro i 645barn dell'Ir.
Solo mi viene in mente che forse si potrebbe provare un catodo di Ir, o di una lega W-Ir che resiste alle alte temperature e agli attacchi chimici. Inoltre, se assorbisse neutroni, decadendo Gamma potrebbe essere più facile rilevarli con una testa a semiconduttore immersa in acqua (l'elettrolita).

Che ne pensate?​

Il cadmio 113 è presente in natura: 12,22% l' abbondanza isotopica
http://environmentalchemistry.com/yogi/per...2.html#Nuclides
Radioattivo decade emettendo beta-

Per i dati ho trovato alcuni dati qui : http://ie.lbl.gov/ng.html

Per le abbondanze isotopiche: http://environmentalchemistry.com/yogi/periodic/

Sicuramente gamma è più facile da captare di alfa.

:)
 
CITAZIONE (Isotopo @ 3/10/2007, 14:38)
Il cadmio 113 è presente in natura: 12,22% l' abbondanza isotopica​

Ops... è vero! Scusa.
E' tecnicamente classificato come instabile, ma praticamente è stabile (Td: 7,7 * 10^15 anni!) Non ci avevo fatto caso.
Ancora meno attivo del 40K, insomma... molto stabile.

Chiedo venia...
:P


P.S. Lega W-Ir ..... credo di non avere detto proprio una str.... :
http://www.patentmonkey.com/PM/patentid/4675570.aspx
http://www.freepatentsonline.com/3970450.html
http://www.wikipatents.com/gb/983023.html

Edited by ElettroRik - 3/10/2007, 18:00
 
Hola All!

CITAZIONE
Entrambi funzionanti (in uno non funziona la lucetta interna), li abbiamo resi operativi e tarati come da manuale. In uno abbiamo dovuto saldare i contatti fra pacco batterie e gruppo rilevatore perchè le connessioni a molla erano saltate. Ruggine e incrostazioni ovunque ma, come premesso, i due rilevatori funzionano straordinariamente.​

Lo so che e' un dettaglio trascurabile ma.... tant'e'.......
Il problema della lucetta che NON si accende potrebbe essere proprio dovuto ad una di queste incrostazioni "ribelle" nel portapile oppure ad un mancato contatto dei contatti a molla, ormai danneggiati dal tempo.
Come gia' detto piu' volte, il RAM63 lavora con 4 pile, la quinta e' riservata esclusivamente alla lucetta, prova a ripulire bene i contatti della 5 pila e magari saldare i fili del portapila al connettore a pressione qualora questo si fosse danneggiato con il tempo.

un altro avviso che mi e' stato dato da un appassionato collezionista di materiali radioattivi e strumenti di misura della radioattivita: RIMUOVERE LE PASTIGLIE DI COMBUSTIBILE SOLIDO PER IL FORNELLINO, sono fortissimi ossidanti ed e' per causa loro se la valigia intrisa di quell' odore acre e il metallo dello strumento e' cosi' ossidato nonostante l' inutilizzo.
L' alternativa, ovviamente, e' quella di rinchiuderlo in un contenitore assolutamente stagno, a prova di fuoriuscite.


CITAZIONE
- abbiamo disposto il blocco sonda più boro a 10 cm dal pelo libero di una soluzione di 500 cc a 0.2 M di K2 CO3​

Io la sonda l' avevo posta a circa 3 cm di distanza dal pelo dell' acqua.
l' elettrodo per ovvie ragioni e' stato montato inclinato.


CITAZIONE
Diamo tensione alla cella. Innesco plasma. Saliamo di tensione e, dopo i 200 V circa, il RAM 63 comincia a contare . Circa 1 - 2 imp/sec
:woot:
.
Esterefatti dalla misurazione ripetiamo il test e si verifica la stessa cosa...

Decidiamo ci ripetere lo stesso test nelle medesime condizioni ma SENZA il boro nel piattino di alluminio. Tutto è identico a prima ma manca solo il boro.

Come prima diamo tensione, innesco, plasma... il RAM 63 tace.... poi però, salendo, scendendo e risalendo di tensione ecco di nuovo ripresentarsi i conteggi, ma apparentemente in tono minore.​

WEEEE...... 1/2 impulsi al secondo (cps) sono pari a 60-120cpm, veramente tantissimo, molto di piu' di quello che avevo misurato io, e pure ad una distanza piu' che tripla.... cos'hai fatto di differente che io NON ho fatto?
:lol:

Nella prova senza boro io NON ho ottenuto conteggi (salvo in due test di
circa 20 secondi ciascuno, dove ho ottenuto 1 impulso a testa che cmq credo sia trascurabile nei confronti dei sei impulsi in 15 secondi circa con il boro)


CITAZIONE
Sulla contaminazione della sonda ... mah? Sinceramente non penso sia quello il motivo, molto piu' probabile una scintillazione da EMI.
Il teslacoil aveva usato un foglio di Domopack. Meglio ancora piu' fogli con frapposto uno strato isolante di carta o polietilene. Ridurrebbe sia EMI che alfa e naturalmente luce UV alla quale un foglio nero di plastica potrebbe non essere opaco.​

Teoricamente la luce dovrebbe essere gia' schermata nella sonda (eseguire la prova di tenuta alla luce come indicato nel manuale)
i sacchetti gelo sembravano funzionare benissimo (come paraspruzzi per evitare di sporcare la sonda) ma poi si sono sciolti a causa della vicinanza con il plasma e sono stati sostituiti con carta stagnola, anche in questo caso con risultati positivi.


CITAZIONE
Sicuramente gamma è più facile da captare di alfa.​

Questo e' poco ma sicuro, il problema e' che e' pressoche' impossibile discernere poi tra i gamma dovuti alla radiazione naturale ed i gamma emessi dal moderatore di neutroni.


CMQ, un grosso IN BOCCA AL LUPO a Quantum Leap (che ormai NON sta piu' nella pelle, ha visto degli impulsi ed e' partito per la tangente)
dai, dai, forse questa e' la volta buona, speriamo......
:o:
 
Ciao teslacoil

CITAZIONE (teslacoil @ 5/10/2007, 00:52)
Il problema della lucetta che NON si accende potrebbe essere proprio dovuto ad una di queste incrostazioni "ribelle" nel portapile oppure ad un mancato contatto dei contatti a molla, ormai danneggiati dal tempo.​

Ottimo consiglio.
La settimana prossima ne "apriremo" uno per interfacciarlo al pc e vedremo pure la situazione incrostazioni.

Non lo abbiamo fatto adesso perchè domani ci attende un test "differenziale" : due RAM63 che funzionano in parallelo, con lo stesso piattino, le stesse protezioni e le stesse distanze.
L'unica differenza sarà che in uno ci mettiamo il boro e nell'altro nisba.... e vediamo che succede
:shifty:
...

CITAZIONE
Io la sonda l' avevo posta a circa 3 cm di distanza dal pelo dell' acqua.
l' elettrodo per ovvie ragioni e' stato montato inclinato.​

Idem per noi.

CITAZIONE
Nella prova senza boro io NON ho ottenuto conteggi (salvo in due test di
circa 20 secondi ciascuno, dove ho ottenuto 1 impulso a testa che cmq credo sia trascurabile nei confronti dei sei impulsi in 15 secondi circa con il boro)​

Nelle prove SENZA boro, neanche noi abbiamo misurato nulla, all'inizio.... superato un certo tempo (che non riesco a quantificare ma è superiore certamente a 20 secondi) l'ago cominciava a muoversi.

L'unica differenza fra la condizione "con" e "senza" boro è forse proprio questa.

Se hai occasione di fare test, prova a stare un minuto a plasma acceso e vedi se noti le stesse cose.


CITAZIONE
CMQ, un grosso IN BOCCA AL LUPO a Quantum Leap (che ormai NON sta piu' nella pelle, ha visto degli impulsi ed e' partito per la tangente)
dai, dai, forse questa e' la volta buona, speriamo......
:o:

Crepi il lupo
;)
, domani sarà una giornata decisiva.... speriamo bene

Ciao!
 
Buongiorno a tutti,

come già annunciato, ieri si è rivelata proprio una giornata decisiva.
Procedo con ordine:
visto che nella scorsa prova ci era rimasto il dubbio sulla misurazione effettuata col RAM 63 (sono neutroni o disturbi?) in quanto non eravamo sicuri che la sonda del RAM fosse completamente pulita dal boro, e anche perchè non l'avevamo debitamente schermata con carta alluminio, ieri abbiamo effettuato un nuovo test.

In questo caso abbiamo utilizzato due RAM 63 rivestiti in modo analogo, com lo stesso piattino portacampione ma, in quello impiegato la volta scorsa vi era disposto uno straterello di boro (diboruro di titanio)

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nel secondo era disposto un piattino vuoto.

Entrambe le sonde sono state protette e preservate da schizzi e disturbi tramite alluminio e plastica nera.

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Fra le due sonde abbiamo disposto il rilevatore di neutroni in nostro possesso (tubo geiger a BF3) . Nella foto si può vedere la sonda del RAM 63 con campione di boro a sinistra, quella priva di boro a destra e, fra le due, debitamente imbustata, la sonda per neutroni lenti.

image


Attacchiamo la cella, si innesca il plasma, sistemiamo gli strumenti

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si fa salire la tensione col Variac

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e, verso i 270 Volt, comincia a contare la sonda SENZA boro. Dopo un po' comincia anche l'altra e, come in un balletto di onde e ritorni, si comportano entrmbe in maniera pressocchè identica. Anzi, proprio per essere precisi, misura più particelle alfa la sonda SENZA boro.
:huh:


Il verdetto?

Per ora l'ipotesi più ragionevole è che entrambi gli strumenti misurino disturbi elettromagnetici e , seppure dovessero esservi neutroni, sono difficilmente distinguibili in quel guazzabuglio di disturbi.

Durante le prove tenevamo acceso l'analizzatore di spettro (fondo scala 21 GHz) e pare, da una prima analisi visiva dello spettro, il RAM di sinistra attivava conteggi alfa quando la cella emetteva a 430 MHz metre quello di destra attivava conteggi quando la cella emetteva a 600 MHz.

Ma la cosa è da confermare.

image
 
Salve ragazzi..

peccato, sarebbe stata una conferma decisiva la presenza di questi neutroni. Però ci sono troppe EM e su uno spettro troppo ampio. E' difficile pensare a qualcosa che sia schermato a tal punto da fermare tutto al 100%. MA questo, purtroppo, lo sapevamo già.
 
Riguardo al setup mostrato nell'immagine sotto:

image


a mio parere l'alluminio andrebbe esteso fino a ricoprire 2-3 cm del cavo segnale, poi sovrapposto il sacchetto di polietilene si ricopre con un'altro strato di alluminio ed infine con l'ultimo di polietilene. Il punto in cui i due strati di alluminio si toccano alla fine di questo "preservativo" andrebbe connesso alla massa schermo del cavo stesso (es entrando nel passacavo o uscendo con un filino dallo stesso) questo stesso punto andrebbe ad una massa di protezione es sul tavolo. Il RAM essendo alimentato a batterie resterebbe flottante ... lasciarlo cosi' oppure sostituire il cartone con della lamiera zincata.
Sempre sulle EMI cercare di bypassare la cella con dei condensatori poliestere direttamente sugli elettrodi, meglio ancora se prima (cioe' fra l'elettrodo ed il filo) si interpone una piccola induttanza. Infine se disponete di toroidi EMI (qualche vecchio monitor PC o ali sono una buona fonte) richiudere i due semitoroidi sul cavo dei RAM.
Sarebbero prove da fare visto lo stallo della situazione ...
 
Aggiungo una cosa, ora che ci penso, se non mi sbaglio, ricordo di aver letto che il tungsteno è fra i materiali annoverati fra quelli capaci di riflettere i neutroni. Cosi' ho cercato in rete materiale riguardo la cosa, non disponendo di libri o altro.
Poichè è noto che chi cerca trova (
;)
) ecco alcune domande che potrebbero essere interessanti:

1) E' stata valutata una possibile interazione fra neutroni lenti ed elettroni, che forse possono dar luogo a interazioni di dipolo? Li di elettroni in movimento ne abbiamo e non pochi...
2) E' possibile un fenomeno di riflessione considerando la bassa energia che i neutroni dovrebbero avere?
 
CITAZIONE (Elektron @ 7/10/2007, 11:38)
Riguardo al setup mostrato nell'immagine sotto:

(IMG:http://image.forumfree.it/fc/99151/1191747527.jpg)

a mio parere l'alluminio andrebbe esteso fino a ricoprire 2-3 cm del cavo segnale, poi sovrapposto il sacchetto di polietilene si ricopre con un'altro strato di alluminio ed infine con l'ultimo di polietilene. Il punto in cui i due strati di alluminio si toccano alla fine di questo "preservativo" andrebbe connesso alla massa schermo del cavo stesso (es entrando nel passacavo o uscendo con un filino dallo stesso) questo stesso punto andrebbe ad una massa di protezione es sul tavolo. Il RAM essendo alimentato a batterie resterebbe flottante ... lasciarlo cosi' oppure sostituire il cartone con della lamiera zincata.
Sempre sulle EMI cercare di bypassare la cella con dei condensatori poliestere direttamente sugli elettrodi, meglio ancora se prima (cioe' fra l'elettrodo ed il filo) si interpone una piccola induttanza. Infine se disponete di toroidi EMI (qualche vecchio monitor PC o ali sono una buona fonte) richiudere i due semitoroidi sul cavo dei RAM.
Sarebbero prove da fare visto lo stallo della situazione ...​

QUOTO al 100% Elektron,infatti il punto è annullare tutte le possibili (antenne)che si creano lungo la linea d'ingresso compreso lo strumento, schermare al 100% dutta la stazione e rendere equiponteziali tutte le strutture metalliche,sarebbe come chiudere la porta ad eventuali EM,
Qualsiasi differenza di potenziale lungo le parti che compongono la stazione sperimentali diventano antenne, si dovrebbe creare come una gabbia di faraday.
Credo che anche il becher dovrebbe essere schermato.,magari con una scatola metallica,quest'ultima collegata a "massa" con gli strumenti e con un forellino per una piccola telecamera.
 
Ciao a tutti!

In effeti una schermatura migliore e con messa a terra, il cui strato di alluminio "sconfini" sul cavo di connessione e addirittura sia un doppio strato, dovrebbe in qualche modo fare da schermo ai disturbi....

.... mumble mumble

un ultima speranza per il prossimo test...
usciranno i fantomatici neutroni
image
?

Un'altra cosa da fare assolutamente è la discriminazione della reazione (eventuale) fra neutroni e alluminio che pure emette particelle alfa... e questa cosa la si può ottenere tranquillamente frapponendo uno strato di sacchetto di plastica fra sonda e alluminio.

Non è detta ancora l'ultima parola.

Incrociamo le dita.

.
 
Volevo chiedervi quali criteri avete usato per dimensionare le schermature contro i disturbi elettromeganetici.
Ciao e grazie!
 
Sinceramente, abbiamo semplicemente ricoperto le sonde con uno strato di alluminio, come mostrato nelle foto che ti ho postato.

La speranza (l'ultima?) risiede proprio nel fatto che forse, risolvere questo "errore" e rimediarlo con una schermatura più razionale (con messa a terra su una massa comune e con schermaggio anche dei cavi), potrebbe discernere eventuali conteggi di particelle alfa dai disturbi elettromagnetici.

Per ora la ricetta di una schermatura ottimale è:
CITAZIONE (Elektron @ jjj, uu)
l'alluminio andrebbe esteso fino a ricoprire 2-3 cm del cavo segnale, poi sovrapposto il sacchetto di polietilene si ricopre con un'altro strato di alluminio ed infine con l'ultimo di polietilene. Il punto in cui i due strati di alluminio si toccano alla fine di questo "preservativo" andrebbe connesso alla massa schermo del cavo stesso (es entrando nel passacavo o uscendo con un filino dallo stesso) questo stesso punto andrebbe ad una massa di protezione es sul tavolo.​

Inoltre, aggiungo io, frapporre fra l'alluminio e la sonda, un altro strato di sacchetto di plastica che schermi gli alfa eventualmente emessi dall'alluminio attivato.

E, invece di utilizzare i piattini di alluminio, utilizzeremo i piattini di plastica, già in dotazione col RAM 63.

Altri suggerimenti?

:shifty:


Edited by Quantum Leap - 8/10/2007, 21:44
 
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