Nucleo e magnete

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XmX

Guest
Ciao Alessandro!
Proprio ora ho visto le ultime foto del prototipo.
Come mai le due metà del nucleo non sono accostate?
Il percorso delle linee di forza dovrebbe - a mio avviso - avvenire esclusivamente entro il nucleo. Il magnete NON deve fare da ponte, ma solo fornire le linee di forza "già pronte", e - importantissimo! - senza saturazione. Dunque, a nucleo tutto chiuso, il magnete deve appoggiarsi all'interno fra i due lati. Se non hai un magnete che vada preciso, potresti usarne di più piccoli accodati, o interporre barrette piatte di ferrite.
Io creo che l'ininfluenza attuale del magnete nel rendimento sia dovuta al gap che c'è ora nel nucleo: a che pro usare un AMC a beassissima perdita, se poi c'è il gap? Ma naturalmente posso sbagliarmi.
Ciao da XmX
 
Ciao Xmx,
prima di arrivare a quella soluzione ho provato di tutto !!!
Ho a disposizione ben 35 magnetini che posso combinare come voglio (P=2,7 H=0,5 L=0,7).Prima di tutto ho provato a inserire una fila di 7 magnetini nel centro del nucleo (lasciandolo ovviamente chiuso),poi ho provato a girarli di verso,toglierli ,inserire piu' file,lasciare un po di spazio sopra e sotto i magneti, aprire il nucleo...... ogni volta le misure non volevano cambiare .L' unica cosa che cambiava era che lavorando sui 7 Khz e inserendo piu' magnati, si udiva il ronzio molto piu' forte.Ho sperato allora che almeno cambiava l'assorbimento ma anche questa prova e' andata buca.Ho allora lasciato l'ultima configurazione il MEG (anche se ovviamente non al top ma comunque con un buon rendimento) e mi sono messo a fotografare e misurare il tutto.Inoltre questa sera ho provato ad aumentare la frequenza sino ai 85 Khz(frequenza di lavoro di Bearden) e ho ripetuto le varie prove.NIENTE....nessun risultato.
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Una cosa invece ho notato che potrebbe essere interessante: confrontando le ultime mie misure con quelle del brevetto di Baerden, ho visto che tutte le forme d'onda corrispondone alle mie (ok non sono proprio sinusoidali come le sue ma lui le ha disegnate..) tranne quella della corrente d'ingresso sulle bobine (Fig. 6D del brevetto) che stranamente e' precisa alla mia ma girata sottosopra.
Strano......logicamente se invertiamo quella forma d'onda la corrente che dovrebbe misurare Barden sarebbe molto piu' alta.Forse le mie sono solo seghe mentali di mezzanotte....
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Per oggi e' tutto ciao !!!!!
 
N O V I T A !!!!!
Vi posto l'ultimo messaggio preso del forum di MEG_Builder di Yahoo dove Carbonprobe e' riuscito a far funzionare il Magnete !!!!!


I reported to this group many months ago that I saw a change in
output voltage when I pulled the magnet in my Meg. But I wasn't able
to repeat it, so I thought it was just a mistake and just went on
thinking nothing of it. Well, I'm seeing the anomaly again, so it's
definately repeatable.

Joe Flynn who has a patent (US6246561) similar to the meg says that
in order to switch the magnet's flux in the core, your input coil's
Voltage and current need to be close to 90 degrees out of phase. So I
tested this out, and sure enough, he was right.

My set up is this: I'm only using the Left input coil as an input and
leaving both secondaries open. When the magnet is inserted, the input
current increases 6.8%, the left output coil voltage increases 10%,
and the right output coil voltage increases 28.3%. I've included all
my measurememts below.

If I do a frequency sweep, around 25kHz I leads V by 90 degrees and
output is small. Around 36khz V and I are in phase and the output
voltage is the largest (resonance 1). Around 47KHz V leads I by 90
degrees and output goes down a little. Then around 54Khz V and I are
in phase and output goes up again somewhat (resonance 2). Around
60KHz V leads I again by ~90 degrees and output goes down. As I go
higher in frequency the phasing gets closer to 90 degrees and input
current draw goes way up, almost fried my Mosfet. At 57Khz I got the
smallest current draw, so there is where I took my measurements.

InVDC = input DC voltage
InIDC = input DC current in Amps
VLpp = Left output coil peak to peak voltage
VRpp = Right output coil peak to peak voltage
M = means measurement taken with magnet inserted
N = means measurement taken with no magnet

InVDC InIDC VLpp VRpp
25 0.102 1700 330 N
25 0.111 1900 460 M
25 0.103 1700 320 N
25 0.110 1850 430 M
25 0.1035 1710 330 N
25 0.111 1900 460 M

The output and current draw went down when I tried a weaker magnet.
the spaceing between my cores is 0.5mm. The input coils are 100 turns
each and the ouput coils are 800 turns each. Input was a 50% duty
cycle square wave, output coils were sine waves. At lower frequencies
the magnet actually causes the output voltage to decrease when you
insert it.

To me, this is proof of flux switching. And now the main objective is
to optimize this effect to get the largest unloaded output voltage
possible. This is where the fine tuning comes in. If someone else
could replicate this I think it would be an important turning point.
Steve Sullivan has kindly disclosed that the trick to get the Meg to
work is when the input is on, don't apply a load. When the input is
turned off, apply the load. And load the meg to get optimum output
just like you would a speaker system to get optimum output,
conditioned resistors aren't necessary.


As I reread my old EE books I discover more things about the meg. In
a normal transformer the output coil couples with the input coil via
the magnetic circuit in the core. The back EMF causes the input
current to go up. If you can find a way to not couple the input coil
with the output coil in the same magnetic path, then back emf won't
cause the input current to be so high. In the Meg applying the load
after the input is turned off will achieve this. As the magnet decays
to it's steady state the changing B field creates a voltage, and this
is where you can extract energy.

I think it's also possible to load the meg in a way that when the
left input coil is on, the left output coil should be unloaded and
the right output coil loaded. When you pulse the left input coil to
oppose the magnet's field in that side, the permeability (u=B/H)
becomes very small, B is close to zero on the left side, making u
very small like an air gap, thus making the Reluctance very large. On
the right side where all the magnet's B field is forced, you have a
large B value, making u larger than the left side, and thus making
reluctance smaller than the left side. So if you apply a load to the
right side, the back EMF won't be reflected back to the left input
coil because of the difference in reluctance and permeability.

And so the right output coil doesn't share a common magnetic path
with the left input coil. But the left output coil does share a
common magnetic path with the left input coil, so you wouldn't want
to load it because it would cause back emf to affect the left input
coil. I've done calculations on this and I am still working on it,
I'll post them soon.

Ken


Vedremo di immitarlo !!!!!!!
Ciao a tutti
biggrin.gif
 
Bella notizia! Questo dimostra che non bisogna arrendersi mai (o quasi), e gli aiuti da qualche parte arrivano.
Vai Sandro!
Siamo tutti con te!

Roy
 
Siete vivi ??? Nessuno che possa dare dei suggerimenti?? Avete letto la pagina degli aggiornamenti ?
Ok vi do io un nuovo aggiornamento: finalmente il magnete riesce ad influire sull'uscita del MEG.Ho ripetuto le prove che ha fatto Carbonprobe e devo ammettere che sono riuscito a vedere pure io una pur piccola variazione sulla tensione di OUT.Purtroppo il tutto risulta molto instabile,basta variare di poche centinaia di Hz e l'effetto svanisce e purtroppo io riesco a riprodurlo solo a circa 12 Khz e basta(diversamente da Carbonprobe).
Chi ha dei suggerimenti? Io pensavo di abbassare la frequenza di lavoro e vedere come si comporta il MEG ma purtroppo dovrò cambiare totalmente il circuito di controllo (poco male,il Tl494 addirittura non mi permette di avere il duty-cicle al 50% ma al massimo al 45%).
Inoltre secondo me ci sono ancora dei problemi riguardo al driver dei FET,avete visto le schermate dell'oscilloscopio? Non si potrebbe migliorare lo switch?
Più che provo il MEG più dubbi mi vengono e più penso che Jnaudin e Bearden non abbiano spiegato tutto.
Penso che per riuscire a sfruttare adeguatamente il magnete si debba modificare meccanicamente il MEG facendo in modo che tutte le linee di forza del magnete entrino dentro il nucleo.
Inoltre non riesco a darmi una spiegazione di una prova fatta ieri e che ora vi descrivo:ho provato a misurare l'uscita del meg alimentando solamente una bobina di controllo e lasciando aperte entrambe l'uscite .Se facevo lavorare la bobina opposta a quella che misuravo,vedevo una bella onda sinusoidale di 100V.Se invece alimentavo la bobina che stava nello stesso lato,la sinusoide oltre ad avere una tensione più bassa (80V),risultava anche distorta.La cosa si ripeteva se andavo a misurare l'altra bobina d'uscita e pure se cambiavo i fet.
Chi può dare una spiegazione?(la prova era senza magnete)
Ciao
 
Alessandro, sei un vulcano, mi auguro che tu possa un giorno avere a disposizione le attrezzature più sofisticate perché sapresti trarne il massimo e sicuramente scopriresti qualcosa di nuovo! Anche così però te la cavi benissimo. Speriamo che chi ci legge voglia dare il suo contributo anche piccolo (vedere su www.progettomeg.it), per migliorare strumenti e materiali e aiutare così concretamente la ricerca.

Per la frequenza:
il meg funziona come tale quando il tutto entra in risonanza (fondamentale o armoniche), ed è chiaro che in un sistema così complesso i fattori che ne determinano la frequenza sono molteplici, dipendendo oltre che dai materiali usati e dal loro assemblaggio, anche dal tipo e dal valore del carico (se asimmetrico fra i due avvolgimenti la cosa è ancor più complessa) eppoi purtroppo dipende anche dalla temperatura del nucleo, che cambia con il funzionamento, ed anche i semiconduttori si scaldano e cambiano i parametri... Ecco perché il tutto è molto instabile, e perché - a mio avviso - i valori di un prototipo non possono essere trasferiti pari pari ad un altro, se non come indicazioni di massima. Se ci fosse un circuitino in grado di agganciare il punto di risonanza e inseguirla, sarebbe l'ideale...

Modifiche meccaniche:
cosa intendi dire? Certo che tutte le linee di forza del magnete debbono entrare nel nucleo. Per questo ero perplesso la volta scorsa riguardo al gap che avevi aperto, con la ferrite nel mezzo... Usare la giusta forza del magnete è fondamentale. Io ho il chiodo fisso per questa cosa, e vi avrò pure scassato le balle a furia di ripeterla, ma se si toppa su questo si toppa su tutto... Poi lo ripeto anche per i nuovi... Poiché le linee di forza debbono essere flippate nelle due metà del nucleo, esse non debbono MAI essere tante da arrivare a saturarlo. Per chiarezza - già più di uno me lo ha chiesto e aveva capito male la cosa - intendo di non saturarne una metà: altrimenti è logico che in tutto il nucleo, potendosi dividere fra i due rami, di linee ce ne andrebbero il doppio, ma così il flip-lop lascerebbe nell'altra metà alcune linee di forza residue che lo bloccherebbero e ne farebbero un semplice costosissimo trasformatore...

Stranezza:
non so che dirti per la cosa che hai osservato, e forse non ho nemmeno capito bene... ...ipotesi buttata lì... ...può essere che il flusso delle linee di forza prodotte dal controllo fossero fuori fase rispetto al flusso generale, sottraendosi dunque dal totale e facendo calare il rendimento, mentre sull'altro lato l'intera lunghezza del percorso nel nucleo stabiliva un rapporto corretto?

Buon lavoro da XmX
 
Ciao XMX,
piacere di sentirti ma basta con i complimenti altrimenti divento rosso....

Effettivamente avevo fatto un po di casino cercando di spiegare quella stranezza ed oggi vi allego tre foto che possono sicuramente far chiarezza:sulla figura 3.jpg ho aggiunto delle lettere sul MEG numerando le 3 bobine interessate alla misura mentre le altre due figure mostrano sempre la stessa uscita(BOUT) a seconda se si alimenta una o l'altra bobina di controllo.Vedere per credere e capire....(le due uscite sono entrambe senza carico!!!)
Come gia detto nel precedente post le tensioni non variano se cambio i FET o provo a fare le misure nell'altro lato.L'unica maniera per rendere le 2 forme d'onda simili e' di avvicinare entrambe le bobine di controllo nel centro del nucleo.Oppure si puo' variare la frequenza di lavoro ma in questo caso non si riescono ad avere caratteristiche identiche alla stessa frequenza.

Per quanto riguarda invece alle modifiche meccaniche ,mi sono fatto l'idea che il magnete non riesca ad entrare con le sue linee di forza nel centro del nucleo una volta che viene attivato il controllore.Molto probabilmente il continuo ping-pong delle bobine di controllo fanno si che le linee del magnete si chiudano in aria e non dentro il nucleo.Solo una piccolissima parte riescono ad entrare nel centro del nucleo e solo con certe frequenze.
Ecco anche spiegato il perche' di tanti altri costruttori di MEG hanno utilizzano un piccolo gap tra le due faccie del nucleo,ma cosi facendo e come hai ricordato tu nel precedente post,si abbassa il rendimento complessivo.
Per questo penso che sarebbe meglio cambiare la struttura meccanica del MEG aggiungendo al magnete centrale due barrette di ferrite di dimensioni uguali al diametro del nucleo in modo da creare un sicuro percorso per il campo del magnete e quello creato dalle bobine di controllo.(chiaro?)
Inoltre bisogna calcolarci la posizione delle bobine di controllo al variare della frequenza in modo da avere il max. rendimento possibile.
Che ne dici? Troppo complicato?
Mah chi vivra vedra....
Ciao a tutti



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Ciao a tutti.
Sono un tipo nuovo nuovo che vuole costruirsi un MEG.
Chissà perche ho il sentore che sto per buttare via un sacco di soldi.
Mah, staremo a vedere.
Comunque, appena arriva il nucleo comincio a costruire il tutto.
 
Ciao Thierry,
benvenuto tra i sognatori!! Spero che ci possiamo dare una mano a vicenda una volta che lo hai costruito.
Un consiglio :isola molto bene il filo di rame tra uno strato e l'altro nella costruzione della bobina d'uscita,e' molto facile arrivare a tensioni elevate ed e' un vero peccato bruciare tutto.
Ciao e buon lavoro
 
Hei, ragazzi!
Dalla prolifica e invasiva newsletter di INTALEK (www.intalek.com) leggo una cosa moooolto interessante detta da Bill (il "padre-padrone" della newsletter) e la butto lì...

Da esperimenti condotti indipendentemente da altri (ZPOD ecc.) pare che il magnete addirittura non sia necessario alla emersione dell'energia extra, bastando a ciò le particolari proprietà del nucleo combinate con la giusta frequenza di immissione degli impulsi nelle bobine e il successivo prelievo dell'energia in esso indotta.

Che dire? In effetti vi sono accrocchi in stile MEG ma senza magnete...
Varrebbe la pena di indagare (Sandro, forse avevi ragione, il tuo prototipo andava bene anche prima, senza il magnete!) e vedere se - in questa ipotesi - il magnete è proprio inutile e sposta solo il punto di lavoro del nucleo, oppure ne incrementa il rendimento in energia extra, che però vi sarebbe lo stesso...

A voi la palla.

XmX
 
Salve a tutti, sono appena 'approdato' a questo gruppo, e sono ancora in fase di 'apprendimento' sul MEG. Nel contempo però mi sono ripromesso di entrare nel vivo della sperimentazione cercando di apportare al meglio la mia esperienza, non trascurando una piccola dose di entusiasmo.

Come prima cosa vorrei prendere in considerazione il fatto se il magnete serve oppure no. Ebbene, se vogliamo produrre energia dal nulla, allora possiamo anche toglierlo, ma ho seri dubbi sul fatto che si possa 'generare' elettricità senza una 'fonte'. Quindi, se è come penso, e come spiegato nel brevetto stesso, il MEG dovrebbe convertire la potenza del magnete in energia elettrica, e basta. Ciò sta anche a significare che prima o poi il magnete dovrà esaurirsi, perdendo la sua carica.

Poco male secondo me, perché il magnete potrà essere sostituito, come un normale 'combustibile'.

Se ciò è vero, allora è innanzitutto essenziale mantenere gli 'sprechi' al minimo. Quindi tutti i 'gaps' che il flusso può incontrare saranno delle 'opposizioni' al suo flusso.
Dico questo perché nel passato ho progettato e realizzato vari alimentatori DC-DC con frequenza fino a 120KHz e rendimenti prossimi al 97%.
E' essenziale che tutto il 'pacco' magnetico non possa vibrare, muoversi o presentare traferri. Una solida realizzazione meccanica è tassativa. Vanno bene le colle cristalline e le superfici perfettamente lappate.
Per non parlare poi della lunghezza dei collegamenti.......

Ho intenzione di costruire un MEG nei prossimi giorni, e vedrò di aggiungermi con più particolari al forum.

Nel frattempo buon lavoro a tutti !

Euclide
 
Ciao Euclide, benvenuto!

Personalmente non sono d'accordo sul fatto che l'energia extra venga dal magnete. Credo che il MEG, come altri dispositivi simili, crei un "varco" attraverso cui irrompe un po' di energia da un campo altrimenti confinato e inaccessibile. Dunque nessuna energia "creata dal nulla", ma piuttosto captata, così come una antenna o un generatore eolico trasformano una energia (rispettivamente elettromagnetica e meccanica, nell'esempio) in energia elettrica. Il fatto che non vediamo quel campo misterioso non è un motivo per negarlo, un secolo fa non avremmo sospettato l'esistenza delle onde radio.
Questa è solo la mia opinione, naturalmente, basata sul fatto che di dispositivi free-energy ne esistono ormai moltissimi e, oltre a sembrarmi improbabile che tutti siano cavolate, solo alcuni usano magneti.
Che ne dici?
In bocca al lupo per il tuo prototipo!

XmX
 
ciao a tutti
mi sto concentrando sullo studio del cuore del meg
--lo switch magnetico--

per funzionare si deve poter "pilotare un grosso flusso magnetico con un piccolo flusso"
fintanto che questa condizione non viene raggiunta
il meg sara solo un bel trafo costoso niente di piu

sapete che per deviare un flusso , occorre un flusso di stessa intensita ma opposto: nessun guadagno di energia.

tutte le prove che ho visto in questo forum se non soddisfano questa condizione(switch magnetico) come descritto sopra , non provocheranno nessun guadagno di energia, saranno solo dei trafi
attenzione il magnete ora nelle prove che ho visto non fa niente altro che spostare il punto di lavoro della ferrite


vi trasmettero se ho dei risultati positivi

saluti a tutti
 
ciao sono ancora abc

riguarda lo switch magnetico ,per funzionare il "comando non deve deviare il flusso principale direttamente ma deve cambiarei parametri della ferrite causando la deviazione del flusso principale
reazione causa effetto (i transistor funzionano cosi)

esempio (la butto li cosi) il comando secondo me deve saturare la parte di ferrite adiacente provocando una bariera magnetica impedendo cosi al flusso di passare

ciao
 
Ciao Abc,
da quello che ho capito stai anche tu costruendo un meg.
Perchè non ci invii delle foto o un piccolo resoconto tecnico dei passaggi effettuati e dei punti essenziali per una buona costruzione?
Può servire a chiunque voglia accingersi a costruirne uno, noi compresi e forse anche a te.
Grazie comunque di partecipare in modo così professionale.
Roy
 
Ciao a tutti,
secondo me il magnete e' neccessario per trasformare il MEG da trasformatore a dispositivo di OU,il problema sta invece da un'altra parte.
Finora quasi tutti,compreso me, hanno cercato di replicare l'esperimento di Jnaudin,ma se questo invece avesse manipolato i dati?
Forse la FREE-ENERGY esiste poiche' e' da anni che vari ricercatori hanno brevettato e costruito vari dispositivi di OU sfruttando i magneti.
Forse stiamo solo seguendo la strada sbagliata perche' replichiamo nella maniera piu' o meno precisa l'esperimento di Naudin.
Ho trovato diverse incongruenze sui suoi dati man mano che stavo sperimentando il MEG,ma di questo saro' piu preciso in futuro quando avro' delle mie misure piu' precise.
Quello che sto pensando e' che dobbiamo cercare di mettere assieme quello che i vari forum sul MEG dicono e cioe che per riuscire a sfruttare il magnete bisogna avere un circuito molto piu' complesso rispetto a quello proposto da Naudin.Non di meno deve essere rispettata un certo tipo di costruzione meccanica e bisogna calcolarci l'esatto punto di lavoro per poter inserire il magnete permanente della giusta potenza .
D'altronde se fosse cosi' facile non vedo perche' nessuno finora sia riuscito ad avere il MEG funzionante tranne che Jnaudin e qualche altro tizio di indubbia serieta'.
Noi intanto cerchiamo di replicare o smentire quello che ha fatto Naudin(lasciamo poi perdere le sue nuove misurazioni ....fantascienza pura,ha forse condizionato una stufa per poter avere oltre 100w senza che gli si bruci la resistenza ?Ricordo che in precedenza aveva sempre parlato di una misera resistenza di 5 W.),una volta fatto questo vedremo se sara' il caso di rifare tutto.
Buona domenica a tutti
 
Ho iniziato a fare due conti, tanto per non cominciare un lavoro senza averci ragionato un po'sopra, almeno con un po' di teoria 'standard'. Ciò che mi sembra possibile, almeno al momento attuale, è che il MEG, come riportato nel documento del brevetto, possa esibire un rendimento maggiore dell'unità. Ma quanto maggiore dell'unità? Bene, dopo un po' di elucubrazioni, mi sembra possibile questo scenario: il magnete permanente definisce un flusso magnetico costante sui due seminuclei, questo flusso verrà poi perturbato dalla corrente che scorrerà sugli avvolgimenti di controllo. Ovviamente l'energia inserita dal passaggio di corrente nei suddetti avvolgimenti, sarà presente anche sui secondari, poiché essi risiedono sullo stesso seminucleo. Considerando delle minime perdite nel nucleo, nel rame e nei circuiti collegati, un 5% di perdita potrebbe essere considerato, per cui l'energia fornita al nucleo sarà presente sul secondario con una resa dello 0,95. Però la perturbazione del campo magnetico creato dal magnete permanente nei due rami dei seminuclei, fara sì che una variazione del 30% su di un braccio porterà il campo magnetico nel seminucleo dal 50% a riposo a circa il 20%. Tale variazione sarà anche presente come +30% nel seminucleo speculare, portando il flusso al 80% rispetto al suo 50% a riposo. Considerando le solite perdite, si potrebbe presentare questa situazione: energia diretta accoppiata sul seminucleo 30% + energia per variazione di flusso sul seminucleo 30% + energia per variazione di flusso sul seminucleo speculare 30% - perdite 15% = rendimento totale stimabile 75/30, e cioè COP = 2,5.
Tutto ciò sarà valido sino a che la corrente di eccitazione sul primario sarà minore o uguale al 50% del flusso magnetico costante prodotto dal magnete permanente, che, deteriorandosi, porterà il MEG ad efficienze più basse fino ad essere non più autosufficiente.

Il prototipo che andrò a costruire si baserà sul contenimento delle perdite al minimo possibile, quindi la scelta dei componenti, il metodo costruttivo ed il test sui singoli pezzi dovranno mantenere questa logica per procedere poi alle misure comparative e quantitative sul pezzo in funzione.

La cosa che mi incuriosisce di più è di indagare tramite dei gaussmetri cosa succede nei vari remi dei seminuclei, e sopratutto capire che tipo di energia il magnete possa fornire al MEG stesso, verificando e misurando il suo decadimento nel tempo (cosa che confermerebbe che l'energia in eccesso proviene proprio dall'energia immagazzinata al suo interno).

Comunque mi sto imbarcando in conti un pochino più 'progettuali', simulando matematicamente il flusso dell'avvolgimento primario, la sua energia ed i suoi effetti 'perturbanti' sul campo statico del magnete permanente.
Vediamo un po' dove arrivo prima di beccarmi il mal di testa.......

A presto

salutissimi
 
Ciao Euclide,
se possiedi un gaussmetro potrai facilmente tarare il tuo MEG,se vuoi un aiuto sui calcoli puoi andare sulla pagina di Carbonprobe Permeabilita' - 2 pagina
Per quanti calcoli che fai bisogna comunque avere un gaussmetro che ti dica la potenza del magnete.
Il problema e che il Gaussmetro costa una cifra (purtroppo bisogna prenderne uno che possa misurare dei campi di almeno 1-2 Tesla ) stiamo parlando di cifre attorno ai 5000 Euro.
Gaussmetro della Allemano
Io sto cercando di risolvere il problema con dei sensori di Hall che costano poco ma che purtroppo danno una misura relativa ma non assoluta(meglio che niente..)
In bocca al lupo
Ciao
 
ciao euclide

anchio sto andando con i piedi di piombo
sto valutando proprio questo fenomeno cioe di dirigere
un certo flusso con un flusso di comando che sia piu piccolo
sono arrivato alla conclusione che il flusso di comando nel peggiore dei casi deve essere del 50% rispetto al flusso principale

fai bene a lottare prima con un po di matematica "per lo meno costo solo mal di testa ,non soldi."

io sto "simulando" su carta questa idea prima di comandare nuclei e magneti

chi lo dice magari per basse frequenze basta un nucleo lamellare reperibile ovunque

saluti abc
 
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