Questa la devo proprio raccontare.
Si parte con una situazione Kafkiana per finire nel ridicolo...
L'altro ieri dopo il colloquio con i 2 tecnici del comune in cui mi han parlato di nullaosta edilizio, dia, perizia tecnica, antisismica, deturpamento estetico, presentazione progetto... sono uscito quasi con l'idea di abbandonare tutto e aspettare il nucleare che evidentemente ci meritiamo.
Poi sbollita l'irritazione mi sono iscritto a questo forum, ho cercato le leggi in rete, ho scaricato ho stampato, ho letto, ho sottolineato, ho contattato i conoscenti che han fatto il FV, mi sono fatto dare da mio cognato la sua comunicazione preventiva che ha presentato allo stesso mio comune per fare esattamente quello che voglio fare io, un semplice foglietto in cui si comica l'intenzione di fare l'impianto fotovoltaico in manutenzione ordinaria come da apposita legge, comunicazione che ricompilo con i miei dati per provare a farla accettare in comune. Ho finito all'1:30 poi sono andato a letto e ho avuto gli incubi.
Stamattina sono quindi tornato dai tecnici con il mio faldone di pezze d'appoggio. Mezzora di attesa dietro una porta chiusa, mentre la gente in attesa si accumula, poi tocca a me. Entro e dispiego i miei documenti. Niente da fare. Insistevano che era per mio beneficio, contro possibili incidenti futuri, contro possibili contestazione future di qualche cittadino indispettito dal mio impianto, che volevano farmi fare le cose salvaguardando i miei stessi interessi. Io insisto, loro insistono. Che se proprio voglio fare la comunicazione preventiva che ci alleghi foto e progetto per valutare l'impianto, ma che comunque e` meglio se chiedo il nullaosta. L'ingegnere mi fa notare che la legge del 2008 parla specificamente di recepimento delle regioni per divenire operativa, si vabbe` ma allora l'impianto di mio cognato? ha presentato l'anno scorso esattamente la comunicazione come da legge 2008 ed e` quasi un anno che il suo impianto e` in funzione.
Alla fine il geometra mi dice che se non sono convinto, di andare a parlare con un altro ingegnere che si occupa nel comune specificamente degli impianti solari (e non potevano indirizzarmici prima?).
Faccio 15 metri di corridoio, entro in un altro ufficio, qui le porte sono aperte, 2 segretarie, "posso parlare con l'ingegnere?" , si accomodi in fondo, entro nello studio di quest'altro ingegnere, stavolta gentilissimo, mi fa le stesse solite domande, che tipo di impianto, la casa, i condomini, l'ubicazione. Finita l'esposizione mi dice che c'e` una legge del 2008 (ma guarda?) che ha reso questo tipo di impianti manutenzione ordinaria e posso fare l'impianto senza nessuna autorizzazione, faccio vedere la comunicazione preventiva di mio cognato, gli dico del nullaosta richiestomi dal suo collega. No, non serve nullaosta, e` manutenzione ordinaria, non e` nemmeno necessaria la comunicazione preventiva, chiedo se comunque mi protocollano la mia comunicazione. L'ingegnere insiste, ma no, davvero, non e` necessaria, posso iniziare i lavori quando voglio, c'e` una legge apposita del 2008.
Sarei voluto tornare nell'altro ufficio per affermare che se qualcuno in questa storia era in errore non ero io, non era nemmeno il geometra, che assumo in buonafede, riguardo la posizione sul mio specifico problema. Ma era in errore generale e piu` grave l'intero staff e l'intera organizzazione dell'ufficio tecnico che non si sono accordati per una linea comune. Possibile che tutto sia lasciato cosi` al caso, e si passa sullo stesso problema da una infinita pastoia burocratica alla piu` estrema semplicita` e liberalizzazione semplicemente a seconda del tecnico comunale che si incontra?
Ma la fila nell'altro ufficio era aumentata e ho lasciato perdere. Me ne sono andato via facendo affidamento sull'assicurazione verbale del secondo ingegnere, ma ancora non del tutto tranquillo, mah!
C'e` una lezione da imparare da tutto questo? Credo di si`. Forse piu` di una.
PS ho dato una occhiata al decreto legge 40/2010 che sembra oltretutto gia` in vigore. Li` si cita la necessita` di comunicare al comune (anche per via telematica) l'intenzione di procedere ai lavori. Quindi sembra che l'opinione del secondo ingegnere ecceda nella direzione opposta...