Nullaosta o semplice comunicazione?

cstan

New member
Salve,
vi espongo il mio problema. In un piccolo comune della provincia di Bologna sono andato all'ufficio tecnico per informazioni sull'installazione di un piccolo impianto fotovoltaico (2kw parzialmente integrato) sulla mia abitazione, fuori dal centro storico. Credevo dopo avere letto varie cose in rete che fosse necessaria solo una comunicazione preventiva mentre mi hanno richiesto un parere tecnico di fattibilita`, la presentazione (anche questa a pagamento) di un nullaosta edilizio, e di attendere il parere del dirigente competente prima di procedere.
Quali sono i riferimenti legislativi che posso portare a conforto della mia convinzione che sia sufficiente una comunicazione? Oppure non e` cosi`?

Carlo
 
Ecco un paio di link a discussioni in proposito:
https://www.energeticambiente.it/le...i-ufficiali/14728643-aderente-alla-falda.html
https://www.energeticambiente.it/le...-fv-complanari-su-edifici-aree-vincolate.html

Se cerchi ne trovi molte altre, il riferimento di legge base e' il Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 115 , articolo 11.
In sostanza se l'edificio non e' sotto vincolo paesaggistico e l'impianto e' complanare al tetto e' possibile la sola CIA(Comunicazione Inizio Attivita') (citato da Carboni).

ciao
 
si` ho controllato la legge 30 maggio 2008 e dice proprio che basta la CIA.
Non c'e` nessun vincolo particolare sul mio stabile, di costruzione recente (10 anni circa) e in zona circonvallazione del paese.
Inoltre a tagliare la testa al toro ho chiesto oggi a mio cognato che ha fatto l'impianto nello stesso comune l'anno scorso, e senza andare a chiedere nulla ha semplicemente presentato la comunicazione preventiva e dopo 30 giorni e` partito con i lavori.

Questo mi fa pensare che se uno cerca di fare le cose il piu` in regola possibile e magari per scrupolo chiede prima, invece di trovare aiuto trova ostacoli. Per sovrappiu` anche l'atteggiamento iniziale dei dipendenti comunali e` stato tutt'altro che collaborativo, come se avessi chiesto di innalzare di un piano la casa e non un semplice impianto di energia rinnovabile.
Bah, tornero` all'ufficio tecnico a insistere ma sono abbastanza demoralizzato...
 
Non so' che problemi abbiano i tecnici comunali, pero' direi che e' la fobia di essere responsabilizzati, magari inviando solo la CIA la responsabilita' passa a loro e quindi cercano di farti autorizzare da altri uffici.

Pero' la legge parla chiaro, anche lo spirito della legge non lascia dubbi, gli impianti FV complanari non danno problemi di paesaggio e vanno trattati come manutenzione ordinaria, come se cambiassi le tegole.

Forse ti conviene agire per gradi, comincia ad assicurarti che la tua casa non sia soggetta a vincoli paesaggistici, l'unica eccezione e' quella.
Se riesci a farti mettere per iscritto (forse serve una specie di visura ?) che la tua casa non ha vincoli di quel tipo secondo me poi puoi mandargli la CIA e lasciarli perdere.
Ricorda che quella legge e' stata fatta proprio per i casi come il tuo ed e' tuo diritto vederla applicata.
Certo in un paese normale uno vorrebbe assicurarsi con chi di dovere su come procedere...:dontgetit:

ciao
 
Aspetta la conversione in legge del decreto 40/2010 prevista entro il 25 maggio.
Si sovrappone a qualunque legge regionale e disposizione comunale.
 
Questa la devo proprio raccontare.
Si parte con una situazione Kafkiana per finire nel ridicolo...
L'altro ieri dopo il colloquio con i 2 tecnici del comune in cui mi han parlato di nullaosta edilizio, dia, perizia tecnica, antisismica, deturpamento estetico, presentazione progetto... sono uscito quasi con l'idea di abbandonare tutto e aspettare il nucleare che evidentemente ci meritiamo.

Poi sbollita l'irritazione mi sono iscritto a questo forum, ho cercato le leggi in rete, ho scaricato ho stampato, ho letto, ho sottolineato, ho contattato i conoscenti che han fatto il FV, mi sono fatto dare da mio cognato la sua comunicazione preventiva che ha presentato allo stesso mio comune per fare esattamente quello che voglio fare io, un semplice foglietto in cui si comica l'intenzione di fare l'impianto fotovoltaico in manutenzione ordinaria come da apposita legge, comunicazione che ricompilo con i miei dati per provare a farla accettare in comune. Ho finito all'1:30 poi sono andato a letto e ho avuto gli incubi.

Stamattina sono quindi tornato dai tecnici con il mio faldone di pezze d'appoggio. Mezzora di attesa dietro una porta chiusa, mentre la gente in attesa si accumula, poi tocca a me. Entro e dispiego i miei documenti. Niente da fare. Insistevano che era per mio beneficio, contro possibili incidenti futuri, contro possibili contestazione future di qualche cittadino indispettito dal mio impianto, che volevano farmi fare le cose salvaguardando i miei stessi interessi. Io insisto, loro insistono. Che se proprio voglio fare la comunicazione preventiva che ci alleghi foto e progetto per valutare l'impianto, ma che comunque e` meglio se chiedo il nullaosta. L'ingegnere mi fa notare che la legge del 2008 parla specificamente di recepimento delle regioni per divenire operativa, si vabbe` ma allora l'impianto di mio cognato? ha presentato l'anno scorso esattamente la comunicazione come da legge 2008 ed e` quasi un anno che il suo impianto e` in funzione.
Alla fine il geometra mi dice che se non sono convinto, di andare a parlare con un altro ingegnere che si occupa nel comune specificamente degli impianti solari (e non potevano indirizzarmici prima?).

Faccio 15 metri di corridoio, entro in un altro ufficio, qui le porte sono aperte, 2 segretarie, "posso parlare con l'ingegnere?" , si accomodi in fondo, entro nello studio di quest'altro ingegnere, stavolta gentilissimo, mi fa le stesse solite domande, che tipo di impianto, la casa, i condomini, l'ubicazione. Finita l'esposizione mi dice che c'e` una legge del 2008 (ma guarda?) che ha reso questo tipo di impianti manutenzione ordinaria e posso fare l'impianto senza nessuna autorizzazione, faccio vedere la comunicazione preventiva di mio cognato, gli dico del nullaosta richiestomi dal suo collega. No, non serve nullaosta, e` manutenzione ordinaria, non e` nemmeno necessaria la comunicazione preventiva, chiedo se comunque mi protocollano la mia comunicazione. L'ingegnere insiste, ma no, davvero, non e` necessaria, posso iniziare i lavori quando voglio, c'e` una legge apposita del 2008.

Sarei voluto tornare nell'altro ufficio per affermare che se qualcuno in questa storia era in errore non ero io, non era nemmeno il geometra, che assumo in buonafede, riguardo la posizione sul mio specifico problema. Ma era in errore generale e piu` grave l'intero staff e l'intera organizzazione dell'ufficio tecnico che non si sono accordati per una linea comune. Possibile che tutto sia lasciato cosi` al caso, e si passa sullo stesso problema da una infinita pastoia burocratica alla piu` estrema semplicita` e liberalizzazione semplicemente a seconda del tecnico comunale che si incontra?
Ma la fila nell'altro ufficio era aumentata e ho lasciato perdere. Me ne sono andato via facendo affidamento sull'assicurazione verbale del secondo ingegnere, ma ancora non del tutto tranquillo, mah!

C'e` una lezione da imparare da tutto questo? Credo di si`. Forse piu` di una.

PS ho dato una occhiata al decreto legge 40/2010 che sembra oltretutto gia` in vigore. Li` si cita la necessita` di comunicare al comune (anche per via telematica) l'intenzione di procedere ai lavori. Quindi sembra che l'opinione del secondo ingegnere ecceda nella direzione opposta...
 
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Hanno sbagliato entrambi la legge 115/2008 tuttora in vigore, se non la modificano in questi giorni con la 40/2010, dice espressamente che occorre fare una Comunicazione al comune.

Comunque il tuo è il classico caso in cui versano TUTTI e sottolineo il termine TUTTI gli uffici tecnici comunali italiani.
 
Bene, mi fa' piacere che tutto sia risolto :cheers:

La tragedia e' che questo tipo di problema sembra si incontri in quasi tutti gli 8100 comuni italiani, ma non basterebbe una circolare ministeriale che chiarisca l'applicabilita' della legge ? Mah !

Resto dell'idea che la cosa migliore e' fare come tuo cognato..., accertarsi che non ci siano vincoli sull'edificio e mandare la comunicazione CIA.

ciao
 
In effetti la cosa che devo decidere adesso e` se accettare per buona la risposta e il parere verbale del secondo ingegnere e procedere senza fare nessuna comunicazione (valuto del tutto insignificante il rischio che qualche vicino o cittadino apra un contenzioso su quanto intendo fare), oppure ritornare in comune e a norma di legge insistere per fare protocollare la comunicazione preventiva, ma ora che ne sono uscito con una risposta soddisfacente ho un discreto timore a rimettere tutto in gioco e magari innescare un effetto domino che mi riporti alla situazione iniziale...

Carlo
 
ho optato per un messaggio email all'attenzione dello stesso ingegnere che mi ha rassicurato che non era necessaria nessuna comunicazione. Mentre gli chiedo per email conferma di cio` che mi ha detto a voce, gli fornisco anche le informazioni relative all'impianto che intendo installare. Poco formale forse, ma nella sostanza e` proprio una comunicazione al tecnico responsabile, ed evito il rischio (spero) che la palla ritorni nelle mani del geometra amante della burocrazia. Anche perche` nelle ultime discussioni con il geometra, quando insistevo per presentare solo comunicazione invece di nullaosta, mi ha fatto chiaramente intendere che se questa comunicazione passava poi da lui, mi avrebbe richiesto gli stessi approfondimenti e documenti che mi prospettava in quel momento. Quando gli ho fatto notare la bizzaria che un cittadino a seconda del tecnico che incontra puo` essere o meno facilitato nella burocrazia si e` anche irritato, e non avevo ancora parlato con il secondo ingegnere...
L'impressione che ho avuto e` che davvero anche il geometra fosse in buona fede e fosse davvero convinto (per la modica somma di 60 euro di pratica, diceva lui) di farmi fare le cose nel modo piu` regolare. Rimane pero` del tutto inaccettabile che 2 tecnici dello stesso comune diano pareri cosi` discordi tra loro. La prima lezione che ho (re)imparato e` di presentarsi alle autorita` solo quando si hanno le idee molto chiare sui propri obblighi e sui propri diritti, anche se questo significa trasformarsi in avvocato e perdere tempo dietro a leggi e circolari per provare a fare valere le proprie ragioni.
 
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Ciao
Fai una bella cosa, come ha detto toninon, manda una raccomandata anzi meglio se protocolli tutto, altrimenti che cosa presenti poi dopo al gse come documentazione... le parole dell'ingegnere....Mah!!
 
Ha perfettamente ragione GASPA, se non presenti al GSE la documentazione sottoelencata, il GSE non ti accetta la richiesta:
8.copia del permesso di costruire ottenuto per l'installazione dell'impianto ovvero copia della denuncia di inizio attività; qualora non sia necessario né il permesso di costruire né la DIA, il soggetto responsabile dell'impianto deve esplicitare tale situazione con un'apposita dichiarazione;
 
ma e` proprio il caso in cui non e` necessario ne` il permesso di costruire ne` la DIA, e` un impianto residenziale di 2kWp semintegrato sul tetto di casa!
E` assodato che nel caso specifico a norma di legge si tratta di manutenzione ordinaria che non necessita di permesso o dia.
La comunicazione preventiva (dovuta o meno) che farei al comune non e` la richiesta di un permesso.
Quindi ovviamente rientro nel caso "Il soggetto responsabile dell'impianto deve esplicitare tale situazione con un'apposita dichiarazione"
 
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