Miradoc, io da anni sostengo la tua idea. Non è per nulla vero che non si trova gente disposta a coltivare e vivere in campagna seconod ritmi e modalità non 'industriali', anzi io ho un paio di amici che hanno fatto proprio quella scelta.
Secondo me c'è un solo, ma enorme, ostacolo a queste proposte. Ed è quello che amerock cita:
"...che non ci si può permettere una casa in campagna con sufficente terreno e allo stesso tempo farsi tanti km per andare a lavorare in città magari anche distanti da dove si abita già..."
Questo è il punto focale del problema! La nostra società è organizzata secondo modalità di stampo industriale che prevedono lo spostamento delle persone verso un singolo luogo di concentrazione produttiva.
Peccato che questi luoghi ormai non esistono più (data la deindustrializzazione galoppante che visto la zona in cui sei credo che conosci bene anche tu!) e i tentativi di sostituire la concentrazione produttiva con una concentrazione di servizi e occupazioni pseudo-produttive determina proprio il contrario del desiderato.
In parole povere la nostra società obbliga milioni di persone a mettersi in moto ogni giorno, percorrendo chilometri con sprechi energetici enormi, per recarsi in un posto di 'concentrazione' a fare un qualcosa spesso del tutto inutile solo per 'guadagnarsi' un diritto a ricevere una fetta di ricchezza che altri, sempre meno e sempre più tartassati, producono!
Lo so che sembra un discorso dal sapore vagamente 'turboliberista' ed antisociale, ma se lo metti nell'ottica della gestione ottimale energetica viene facilmente alla luce l'assoluta insostenibilità di una cosa del genere!
Far spostare la gente a milioni per concentrarla nelle città a fare 'lavori' che non producono ricchezza significa solo sprecare quantità di energia ABNORMI.
Le alternative possono senz'altro essere quelle del liberismo più sfrenato... stiano a casa, non rompano e s'arrangino. Ovvio, ma per me inaccettabile eticamente (e costituzionalmente!)
Oppure si può cercare, sperimentare, individuare ed applicare qualche forma di micro-produttività diffusa che permetta a chi vuole (chi vuole! Nulla di obbligatorio!!) di sganciarsi da questo sistema infernale.
A mio parere una forma di perfetto abbinamento fra le proposte che fai e le necessità reali delle persone sta nel garantire a chi decide di abbracciare la scelta di tornare alle campagne, coltivando, proteggendo, migliorando un ambiente in rapido degrado, una possibilità di REDDITO dignitoso. Possibilità che è totalmente da escludere che possa derivare da un'agricoltura non industriale!
Informatevi! E' del tutto velleitario pensare che l'allevamento aviario non in forma industriale possa sostenere una famiglia. A meno di non trovare chi ci acquista i polli a peso d'oro o quasi.
Se si vuole che ci siano persone che coltivano e producono in maniera naturale e rispettosa dell'ambiente (e degli animali!) E' NECESSARIO fornire loro i mezzi di dignitoso sostentamento.
A mio parere la soluzione c'è. Basta creare un cosiddetto 'quadro normativo' adeguato e ben fatto che remuneri adeguatamente l'agrienergia! Cioè l'energia (elettrica e di combustibile) creata da aziende agricole, tramite fotovoltaico, minieolico, miniidro, biomassa, biocarburanti, ecc. Ovviamente occorre un preciso confine che impedisca l'industrializzazione di queste attività camuffata da agricoltura! E la distruzione di terreno agricolo fertile per adibirlo a installazioni industriali di questo tipo!
Ma si può fare tranquillamente. Basta individuare limiti precisi in base alla dimensione dell'azienda agricola (ad es. per una piccola azienda a conduzione monofamiliare con una decina di ettari di terreno metti un limite di 200 kWp di fotovoltaico e imponi l'utilizzo di terreno di categoria inferiore, non che lasci devastare un ettaro a erba medica per farci il megaimpianto industriale come si è fatto finora!!)
Nell'interno della provincia di Genova, fra Alessandria, Genova e Savona, saprai forse che ci sono molti centri in grave abbandono. A Carrega Ligure hanno proposto le case (ruderi) a 1 euro per attirare la gente. (
Comune di Carrega Ligure - Provincia di Alessandria).
Bell'idea, ma chi può permettersi di andare ad abitare in posti peraltro splendidi ed incontaminati (vedere per credere) quando è costretto a sorbirsi 200 km al giorno per andare al lavoro?
Basterebbe una semplice, ma adeguata forma di incentivazione con rigidi controlli sulla produzione di agrienergia e la prospettiva cambierebbe di colpo! Quanti sarebbero disposti a vivere con un reddito dignitoso garantito in un paradiso incontaminato come quelle valli? Non credo pochi! Soprattutto in una crisi occupazionale come quella che staimo vivendo!
Con le moderne tecnologie anche gli ostacoli della comunicazione e dell'istruzione per i bambini sarebbero molto alleviati!
Non parliamo poi delle potenzialità di riscoperta di tante coltivazioni e produzioni locali che la massificazione dell'agricoltura industriale sta facendo scomparire!
Questa a mio modo di vedere è una soluzione fattibile. Il semplice auspicio che la gente si "ravveda" e torni a coltivare la terra in modo naturale non ha alcuna speranza di fronte alla potenza di fuoco economico dell'agricoltura industriale!