Sam Cardell
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- 26 Dicembre 2020
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Re.
Re.
Gentile Aldo, credo che lei non abbia fatto attenzione ai particolari del mio scritto. Anche se ha tutta la facoltà d’essere scettico.
Il mio breve post l’ho fatto non per decantare la magnificenza della Klover – che è un’ottima caldaia, ma equiparabile a molte altre analoghe che il mercato offre in fascia alta – bensì per dare alcune dritte di merito agli utenti, forte dall’esperienza professionale acquisita in vari decenni. E, per inciso, non mi sono firmato con un nick.
Una caldaia, per quanto sia all’avanguardia, risolve solo in minima parte il problema riscaldamento. Quello che incide maggiormente è la coibentazione della casa.
I punti di maggiore dispersione termica sono in ordine di importanza: il soffitto, le imposte e i muri.
Perciò un’efficace coibentazione interna del soffitto (il calore va in alto) e dei muri con materiali riflettenti il calore è basilare. Per sincerarsene basta appoggiare la mano su uno di questi pannelli e in pochi secondi il pannello restituisce il calore della mano. Oggi la tecnologia offre pannelli specifici che con 1,2 cm di spessore offrono una coibentazione pari a 5 cm di legno massello, 20 cm di mattone e 75cm di calcestruzzo. In pratica evita di dover riscaldare i muri.
Per le imposte sono preferibili quelle coibentate a tripla camera di compensazione, dotate di vetri termici a più strati, preferibilmente rivestite con legno all’interno; e, se si ha spazio, precedute da serramenti esterni.
Importante è la scelta del pellet che oltre ad alta resa calorica non deve essere di corteccia.
In ultimo mi soffermo sulla mia nota relativa alla perdita termica a caldaia spenta di notte – da lei contestata -, citandole il dato odierno grazie alla strumentazione che la memorizza. Alle ore 24 21,4°, alle 9 del mattino alla riaccensione 17,2°, temperatura minima esterna alle ore 7 -6°.
Concludendo: lei può avere la caldaia migliore di questo mondo, ma se, per paradosso, lascia porte e finestre aperte è ovvio che il termostato che la regola agisca di conseguenza, producendo un consumo elevato.
Spero d’esserle stato esaustivo.
Re.
Gentile Aldo, credo che lei non abbia fatto attenzione ai particolari del mio scritto. Anche se ha tutta la facoltà d’essere scettico.
Il mio breve post l’ho fatto non per decantare la magnificenza della Klover – che è un’ottima caldaia, ma equiparabile a molte altre analoghe che il mercato offre in fascia alta – bensì per dare alcune dritte di merito agli utenti, forte dall’esperienza professionale acquisita in vari decenni. E, per inciso, non mi sono firmato con un nick.
Una caldaia, per quanto sia all’avanguardia, risolve solo in minima parte il problema riscaldamento. Quello che incide maggiormente è la coibentazione della casa.
I punti di maggiore dispersione termica sono in ordine di importanza: il soffitto, le imposte e i muri.
Perciò un’efficace coibentazione interna del soffitto (il calore va in alto) e dei muri con materiali riflettenti il calore è basilare. Per sincerarsene basta appoggiare la mano su uno di questi pannelli e in pochi secondi il pannello restituisce il calore della mano. Oggi la tecnologia offre pannelli specifici che con 1,2 cm di spessore offrono una coibentazione pari a 5 cm di legno massello, 20 cm di mattone e 75cm di calcestruzzo. In pratica evita di dover riscaldare i muri.
Per le imposte sono preferibili quelle coibentate a tripla camera di compensazione, dotate di vetri termici a più strati, preferibilmente rivestite con legno all’interno; e, se si ha spazio, precedute da serramenti esterni.
Importante è la scelta del pellet che oltre ad alta resa calorica non deve essere di corteccia.
In ultimo mi soffermo sulla mia nota relativa alla perdita termica a caldaia spenta di notte – da lei contestata -, citandole il dato odierno grazie alla strumentazione che la memorizza. Alle ore 24 21,4°, alle 9 del mattino alla riaccensione 17,2°, temperatura minima esterna alle ore 7 -6°.
Concludendo: lei può avere la caldaia migliore di questo mondo, ma se, per paradosso, lascia porte e finestre aperte è ovvio che il termostato che la regola agisca di conseguenza, producendo un consumo elevato.
Spero d’esserle stato esaustivo.
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