QUOTE (eroyka @ 22/7/2005, 10:04)
Ciao In pectore e benvenuto tra noi,
E' un onore avere qualcuno che ha conosciuto direttamente Preparata e che può portarci sprazzi di una realtà che è difficile trovare sui libri.
Il carattere delle persone influenza sempre molto (oserei dire troppo) lo sviluppo delle tecnologie e delle scoperte. Ma ci puoi dire qualcosa su chi sarebbe stato disposto a finanziare lo studio sulla fusione fredda?
Tu dici che mancò la pazienza da parte degli scienziati.... ma a me risulta che furono seguite molte strade con pazienza e dedizione ma che alla fine chi doveva mettere i soldi si tirava indietro: Perchè??
Se ci puoi dire qualcosa te ne sarei grato. Se proprio non ne vuoi parlare pubblicamente, mi potresti rispondere via mail?
Dopo aver parlato con Del giudice ho bisogno di chiarirmi dei concetti.
Grazie.
Roy
Ciao di nuovo, si' direi che manco' la pazienza ... troppa fretta, a cominciare dalla conferenza
stampa TV e giornali nel 1989 in cui si annunciava al mondo la scoperta della fusione fredda.
Segui' la fretta nel confutarla, da parte del cosiddetto establishment scientifico. Non vedrei in
questo nulla di drammatico, lo scienziato DEVE per onesta' intellettuale essere un "conservatore".
Fretta nell'annunciare e fretta nello smentire. La FF si configurava dopo poche settimane dal
suo annuncio come una classica bolla di sapone, la bufala scientifica del secolo...
Va detta anche un'altra cosa: la fisica e la scienza viene tramandata dai "vecchi" (professori,
scienziati di fama ecc.) ma viene fatta dai giovani nel momento (CRUCIALE) in cui devono
costruirsi una carriera. Quale "carriera" poteva promettere un argomento cosi' instabile?
A livello sociologico cosa c'e' di peggiore della paura di rendersi ridicoli?
Cosi' la FF non divenne argomento di ricerca per i giovani (dottorandi, tipicamente) e perse
il suo appeal rapidamente. L'interesse dei gruppi industriali ci fu, ma la fretta anche qui
gioco' la sua parte. Mancarono i risultati che la FF prometteva. Chi finanzio' la FF in Italia?
credo sia di dominio pubblico che fu la Pirelli di Milano (la famiglia Moratti nello specifico).
Duro' qualche anno, poi si tirarono indietro, ma non devono essere accusati di codardia...
Il problema e' anzitutto "sociologico". Manco' l'entusiasmo dei GIOVANI e presto alla FF
si associavano le risatine in corridoio nei dipartimenti di fisica. Viviamo in una societa'
complessa, in cui prestigio e credibilita' giocano un ruolo forte. I ricercatori di FF vollero
colpire l'establishment perpendicolarmente, senza capire che un "sistema" non si puo' mai
abbattere, ma solo modificare dall'interno, con maggiore saggezza e serieta'...
A presto
InPectore