perchè non viene fatto?


CITAZIONE (gattmes @ 7/2/2007, 14:27)
Non lo so perchè ... non lo fate / non lo fanno .... io lo faccio.​

sarebbe molto gradita spiegazione:
in che senso?
hai una macchina elettrica ed hai comprato le batterie a parte?
se si saresti così gentile da indicarmi modello di macchina e di batteria?
è possibile comprare la macchina senza le batterie in modo da appunto potersi comprare quelle che più ci piacciono?

grazie per la risposta
 
Cerca, cerca sul forum....
..una parte di notizie le ho scritte.
;)
 
la mia totale ignoranza in materia mi permette di capire ben poco di alcune discussioni se non alcune conclusioni; per questo cerco di fare delle domande semplici semplici:

la batteria ZEBRA Z5 è acquistabile?
dove?
a che costo?

si potrebbe montare per esempio sulla REVA?

per quello che riguarda la ZEBRA ho cercato ma sul sito del produttore (mes-dea) non vi è nessun listino prezzi, inoltre nelle discussioni che ho visto (ad esempio: http://www.unmondodi.it/mirror/forum-proge....html?t=2047348) si fa riferimento ad altro tipo di batteria per la quale la domande potrebbero essere le stesse (si potrebbe montare sulla REVA? dove la trovo? etc.).

Sono realmente intenzionato all'acquisto di una macchina elettrica ma il mio problema è l'autonomia che deve essere di almeno 130 KM; il fine che mi muove non è tanto l'ecologia o il risparmio che comunque sono fattori che ritengo estremamente importanti ma in primis è una questione di principio: non voglio essere schiavo di chi tale mi vuole rendere, e quindi non voglio dover comprare la benzina per il semplice fatto che qualcuno per lucro ha deciso che io debba comprarla.

Grazie a chi vorrà rispondermi con il serio intento di darmi una mano e non semplicemente per buttare lì due righe.
 
Io di righe ne ho buttato giù molte, moltissime (come dimostrano i miei1359 interventi, considerando che i tuoi sono 15) .... e tutto agratis, spendendo mio tempo e risorse, fornendo dati che ben pochi cedono .... proprio nel tentativo di essere un po più altruista della norma ....

Per me è comunque sacrosanta la regola "aiutati che Dio ti aiuta" (qualunque sia/siano il/i "Vostro/i" - ndr- ), è siccome i miei settori di intervento crescono esponenzialmente ogni giorno limito le "ennesime" risposte identiche (o assimilabili) su argomenti di cui ho ampiamente scritto.
Quindi:
Batterie FAQ (Frequently Asked Questions), Le risposte alla domande più frequenti
Batterie Thunder Sky Green Power, Batterie al Litio Cr-F-Li
Normative di riferimento, Leggi/direttive/ecc. EU
Nuova Panda Elettrica, Autonomia 120km
Prius, l'ibrido secondo Toyoda (Toyota), Notizie, links, ecc. sul THS / HSD
ecc., ecc., ecc....

... ma poi ce ne sono tanti altri non solo del sottoscritto ma di tante splendide persone che qui apportano il loro grande contributo / esperienza / conoscenza... quindi il mio suggerimento è: applica la regola "aiutati che Dio ti aiuta" e se sei interessato cerca, cerca ...vedrai quante info trovi.
Ciao

Edited by gattmes - 18/4/2007, 11:38
 
Ho chiamato la ditta per chiedere di queste nuove batterie Li-Po.Sarebbero disponibili come ricambio, ma non per tutti i mezzi; per il mio scooter in particolare no, per altri con più spazio sotto i piedi e più potenza si.
 
CITAZIONE (Gianluigi. @ 24/4/2007, 18:00)
Ho chiamato la ditta per chiedere di queste nuove batterie Li-Po.Sarebbero disponibili come ricambio, ma non per tutti i mezzi; per il mio scooter in particolare no, per altri con più spazio sotto i piedi e più potenza si.​

quali batterie? link per favore
 
Su AAE ho trovato la descrizione della Smart con queste batterie. In fondo all'articolo c'è il numero di cellulare a cui rivolgersi.
 
qui qualche informazione in più:

Un cinquino elettrico, cronaca del retrofit elettrico di un mito italiano ( e non solo)
Non so voi, ma ogni volta che vedo un vecchio cinquino abbandonato in qualche sfasciacarrozze
mi prende una stretta al cuore. Il cinquino fa parte della storia d’Italia più o meno come Garibaldi,
le gambe della Loren e quelle di Bartali. Insomma, una piccola grande idea che ha insegnato a
generazioni di Italiani a guidare e che ha portato, insieme alla seicento alla “ motorizzazione di
massa” dei nostri cittadini.
Vedendo quest’ultima con i nostri occhi non sembrerebbe poi una cosa enormemente positiva ma
quarant’anni fa’ una vetturetta in grado di portare le famiglie ( almeno quelle “pieghevoli”, come la
mia) in campagna ed i papa al lavoro giorno dopo girno costitui una vera e propria rivoluzione.
A partire da metà degli anni sessanta è stata, in molte famiglie, anche la prima seconda macchina,
quella di LEI, una cosetta carina, simpatica e robusta, con abbastanza spazio per un paio di
bamibini e la spesa del giorno…
Certo: era milioni di anni fa.. Pure, circolano ancora in Italia circa 300.000 fiat cinquecento dei 5
milioni costruiti. Amatissime, coccolatissime, super protette da acqua e RUGGINE la vera, grande
ed UNICA nemica delle piccolette. Ma ogni anno, a causa delle normative che chiudono il traffico
urbano alle euro zero, decine di migliaia di cinquini finiscono la loro vita ingloriosamente, sotto una
pressa o, piu’ probabilmente smontati pezzo pezzo per i ricambi. Ecco che l’idea del retrofit
elettrico del cinquino trova un motivo i più per essere portata avanti. Ma analizziamo questa
vetturetta dal punto di vista di una conversione elettrica.
L’auto elettrica ideale da città e per piccole puntate nell’interland o nelle tangenziali ( commutino
urbano/perturbano) dovrebbe essere:
Leggera
-
Piccola (corta e stretta) per facilità di parcheggio ed agilità nel traffico
-
Un’area frontale ridotta
-
Un coefficiente aerodinamico accettabile
-
Ruote strette per basso consumo piuttosto che larghe per grip possenti in curva
-
Economica e pratica come riparazioni per i piccoli urti e per la manutenzione
-
Il cinquino elettrico, a parte l’irresistibile simpatia, rispecchia perfettamente tutti questi punti: In
pratica sul modestissimo mercato attuale dei veicoli elettrici si trova a stento una vettura che abbia
le stesse caratteristiche.
Il peso a vuoto (senza le batterie) è di circa 400 Kg.
-
La cinquecento è l’auto più corta e più stretta attualmente circolante in numeri significativi in
-
Italia, ed è omologata per quattro.
L’area frontale è analogamente la minore fra tutte le autovetture circolanti
-
Il coefficiente aerodinamico della cinquecento, analogo a quella della seicento è migliore di
-
quanto si pensi, grazie al frontale chiuso: circa 0,38 ( non poche piccole autovetture attuali
ne hanno un peggiore). Può essere notevolmente migliorato, scendendo intorno allo 0,35
dopo la conversione elettrica, sigillando con un foglio di pvc o similari il sotto vettura in
corrispondenza del motore.
Le gomme originali della cinquecento, con carcasse “classiche” pur essendo assai strette,
-
si deformano troppo: appena possibile vale la pena di mettere gomme radiali o addirittura,
se si trovano, le gomme specifiche per veicoli elettrici, a bassa resistenza.
I veicoli elettrici esistenti sul mercato hanno notevoli problemi per quanto riguarda il
-
reperimento (ed il costo) dei pezzi di ricambio; i pezzi di ricambio del cinquino si trovano
ancora facilmente, nuovi di fabbrica, a costi RI-DI-CO-LI. 60 euro la COPPIA dei fanali
anteriori, 10 euro i fanali posteriori, 30 euro un “paraurti”, 200 euro una portiera
COMPLETA. Se qualcuno ha rotto recentemente lo specchietto laterale di una piccola auto
cittadina capirà cosa intendo.Bene.
Ma come si fa?
In Italia è difficile, per i soliti nodi gordiano-amministrativo-burocratici del bel paese.
Nodi che andrebbero tagliati con un intervento diretto del legislatore per il quale insieme ad altri
di Aspo Italia ho elaborato una proposta di emendamento alla approvanda Bersani bis.
E nel frattempo?
Si può realizzare il proprio cinquino elettrico e farselo omologare alla sede Italiana del TUV
(Ente di certificazione tedesco) per poi immatricolarlo con targa tedesca ed infine ri-importarlo
in Italia, il tutto ad un costo di alcune migliaia di euro.
Oppure, come ho deciso di fare io, creare una associazione ad hoc, di realizzazione, collaudo
e sperimentazione nel settore dei veicoli elettrici, farsi rilasciare una targa prova, assicurarla (
costosamente) e circolare in via provvisoria, facendo tutte le possibili pressioni perché il nostro
legislatore si dia da fare.
In italia avere una idea nuova o almeno originale e mettersi in testa di realizzarla significa una
marcia in salita. Vi voglio risparmiare la cronistoria delle innumerevoli visite, telefonate,
spiegazioni, scartoffie, bollettini, litigate, proteste, necessari ma si può fare ed il cardine su cui
la rugginosissima porta della pubblica amministrazione ha girato, il grimaldello capace di
scassinarla è stato proprio lui, il cinquino. QUANDO e solo QUANDO ho spiegato QUALE
veicolo elettrico volevo realizzare e PERCHE’, il fiero cipiglio dell’Ingegnere della
motorizzazione, piuttosto che il tetro sguardo della funzionaria della compagnia assicuratrice, si
è accesso di mille pagliuzze colorate, frantumando con un sorriso la grigia corazza del
quotidian-burocratico.
Davvero, davvero: Capito quello le strade sono andate in discesa ed anzi devo qualche
ringraziamento proprio all’impegno immediato e diretto dei funzionari, che ha permesso di fare i
primi giri con il cinquino. Si, si, direte voi, ma COME SI FA’ a convertire una cinquecento in
auto elettrica? Sintesi: non c’e’ niente di difficile, il difficile è trovare qualcuno che lo sappia fare
NEL NOSTRO PAESE. Ma in altri paesi, dove le normative sono meno rigide, si è fatto e si sta
facendo, in buona parte, come un bricolage evoluto.
In effetti, l’unica prescrizione è quella di avere una certa capacità/conoscenza nel settore
“elettrotecnico”. La principale complicazione, che è l’adattamento del motore elettrico al
vecchio cambio è facilmente affrontabile da una delle tante ditte che fanno adattamenti
meccanici, flange riduttori etc.etc.etc. Il cambio del cinquino, infatti è elementare e leggerissimo
ed assorbe una quantità ridicola di energia, lasciandolo si possono utilizzare motori elettrici con
meno coppia e maggiore efficienza.
Si,, si , si ma QUANTO costa un retrofit elettrico? Ottima domanda: La risposta, in sintesi, è:
DIPENDE.
SE siete dei fissati del recupero/riciclo, dei fissati del bricolage elettrico, avete tempo e
pazienza a volontà e infine riuscite, in qualche modo, a farvi immatricolare il trabiccolo,
POTREBBE costare un paio di migliaia di euro ( Meno se siete cosi bravi da farvi un controller
da soli, riuscite a cannibalizzare il motore di un ascensore dimesso, trovate qua’ e la i
componenti elettronici e riuscite ad assemblarli senza finire arrostiti/fulminati etc.etc).
Piu’ probabilmente, si va da circa 5000 euro per un buon retrofit fatto nel garage assemblando
pezzi e componenti elettrici con un nome ed un cognome a circa 12.000 euro con componenti
di buona qualità e di marche note e batterie “ esotiche”, al litio-polimeri ( come il cinquino), litio
ioni, Zebra, Nichel Idruri etc.etc.).
SE non si fa da se a questi costi vanno aggiunti quelli dell’assemblatore, che ,mediamente,
impiegherà una settimana di lavoro. E’ bene chiarire che questi sono i costi per UN prototipo,
costi che calano MOLTO rapidamente se si realizzano NUMEROSE conversioni l’una uguale
all’altra, questo essendo appunto lo scopo statutario della neonata EuroZev.
E’ anche importante chiarire come, a parte le batterie, il resto delle componenti della
conversione sono un acquisto UNA TANTUM: UN motore elettrico ad induzione ha un rating di
circa 100.000 ore di durata, che in città si possono tradurre in circa 3.000.000 di Km.
La revisione del motore consiste, in pratica, nello smontaggio e nella sostituzione dei
cuscinetti, qualche ora di lavoro. E poi via per altri 3.000.000 di km. Insomma la conversione
elettrica di un veicolo endotermico richiede anche la conversione ( per meglio dire
l’abbandono) delle idee e dei concetti che ci sono familiari quando pensiamo alle auto
tradizionali.
Niente piu’ tagliandi, filtri dell’olio, candele, iniettori, radiatori, marmitte catalitiche, etc.etc.etc.
Il costo iniziale della PRIMA conversione verrà ammortizzato, rapidamente, dal risparmio nella
circolazione ( i veicoli elettrici sono EFFICIENTI, circa tre volte più di un veicolo con motore
endotermico e circa sei volte di piu’ in città), nel bollo ( esenzione quinquennale)
nell’assicurazione ( 50%) nella manutenzione e riparazione (circa 600 euro/anno) etc.etc.
Le conversioni successive potranno essere fatte, semplicemente, trasferendo la
componentistica elettrica su un’altra autovettura, con costi frazionali rispetto alla prima.
Ma come si guida un’auto elettrica e quanta autonomia ha?
Anche qui la risposta è: dipende!! Dipende, tra l’altro, dal tipo di motore elettrico prescelto,
dalle sue caratteristiche di coppia e potenza, dal numero qualità e quantità di batterie a bordo
etc.etc. Il cinquino elettrico è stato concepito e realizzato per avere prestazioni paragonabili al
cinquino originale e per il massimo di efficienza nei limiti del budget e dei tempi che ci eravamo
dati.
La scheda tecnica è riassumibile cosi’:
Motore elettrico Brusa a corrente continua, 13kW, 96 Volts eccitazione separata.
-
Batterie al litio polimeri: 96 Volts 100 Ah, per un totale di circa 9,6 kWh di energia
-
Controller Phoenix 600 Ampere con capacità di recupero energetico in rilascio ( fino a 3
-
kW)
Trasformatore DC/DC Landi ( necessario per alimentare l’impianto a 12 volts, luci, frecce,
-
stops e tergicristalli)
Charger Zivan due da 20 Ah
-
fili, magnetotermici, fusibili, cavi etc.etc.
-
In pratica un compromesso tra economia, rapidità di realizzazione e competenza specifica
dell’installatore e le prestazioni in termini di efficienza ed autonomia. I dati della prima prova
sono i seguenti: 14 Km percorsi “ senza risparmio” con accelerazioni e decelerazioni brusche.
1,2 Kwh consumati. Tradotto in termini comprensibili: con l’energia contenuta in un litro di
petrolio avremmo percorso circa 115 Km.
Ma come si guida?
Come un cinquino normale: abbiamo mantenuto il cambio, pregi e difetti, del cinquino. Qualche
problema nel cambiare c’e’: bisogna ri-imparare a fare la doppietta (obbligatoria con il
cinquino) con il motore elettrico. Se non si ha fretta si può tranquillamente partire in terza
altrimenti si parte in seconda, si cambia rapidamente in terza e si usa la terza fino ache non ci
si ferma. Solo negli allunghi oltre i 65 all’ora conviene la quarta. Non ho ancora dati sulla
velocità massima ma nel primo trasferimento ( Carmignano-Fiesole, circa 36 km) ho superato i
90 km/ora. C’e’ ancora un po’ di messa a punto da fare, prevalentemente da perfezionare
l’allineamento tra motore e frizione, che attualmente provoca un fischio leggermente maggiore
del normale. Per il resto è tutto.
Nel trasferimento è divertente vedere lo sguardo delle persone che ti affiancano ai semafori.
Specialmente quando schizzi via con un fischio…
Nei prossimi giorni monteremo i caricabatteria di bordo ( per ora sono “ volanti”), faremo un po’
di lavoro di centraggio, metteremo un fltro in uscita dal chopper, monterò le gomme radiali ( per
diminuire l’attrito). Nel futuro passeremo ad un motore ad induzione, corrente alternata, 144
volts, il motre definitivo. La nostra associazione prevede anche lo sviluppo di una rete di
appassionati/interessati in modo da formare gruppi di acquisto, e spuntare prezzi piu’ bassi ai
fornitori ( anche del 50%) nel frattempo cercheremo di darci da fare per far introdurre un paio di
emendamenti al decreto Bersani bis, prossimamente in discussione alla Camera per sbloccare
la situazione dla punto di vista normativo.
(a seguire)
Per info
eurozev@italiasostenibile.org
Links
http://www.youtube.com/watch?v=p1W757i_cD4
http://www.aae.it/indice.htm
http://mondoelettrico.blogspot.com/2007/05...ettrico-al.html
http://www.evworld.com/
http://www.eaaev.org/
http://www.evconvert.com/
http://www.metricmind.com/ac_honda/main.htm
 

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