phytoplancton

  • Autore discussione Autore discussione stella_solar
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Il sistema che sto sviluppando è:
biogas - Digestato + CO2 degli scarichi del generatore - Alghe - Biogas

P.s-

Qualcuno mi sa dire dove trovare i ceppi di
Botrycoccus braunii?
 
Ho letto che negli Usa stanno sviluppando un sistema per trasformare la CO2 prodotta da una centrale in biocarburante.
La reazione avviene in bioreattori in plastica lunghi 2m riempiti di alghe microscopiche. Queste, usando la CO2, l'acqua e l'energia solare producono zucchero mediante processi di fotosintesi che a loro volta viene metabolizzato per produrre grassi e proteine. Tramite procedimenti chimici vengono estratti e raffinati per essere trasformati in biofuel
 
Sarebbe né più né meno una coltura agricola, si spera con più efficienza di mais o altre colture (altrimenti perché complicarsi la vita?). Ricordo solamente che per fare proteine è necessario fornire azoto, non basta energia e carbonio. E per quel che ne so l'azoto ci vuole in forma nitrica o ammoniacale, non gassoso, solo i batteri nitrificanti sono in grado di organicare l'azoto atmosferico quando lavorano in simbiosi con piante superiori che li riforniscono di energia.
 
Secondo me questo è il futuro: modificare geneticamente batteri e alghe in modo da aumentare il rendimento di quello che già fanno naturalmente.

Con applicazioni vastissime nel trattamnto delle acque reflue, nello smaltimento della CO2, nella produzione di idrogeno
 
CITAZIONE (lorenzo.iraci @ 29/3/2007, 14:53)
Qualcuno mi sa dire dove trovare i ceppi di
Botrycoccus braunii?​

Ti direi......

Facoltà di biologia & botanica presso le università dove si stanno studiando questi argomenti

Acquari di grandi dimensioni, in genere allevano il plancton che gli occorre per mantenere in vita i loro esemplari

Altrimenti, in un mondo dove è possibile ordinare per posta persino dei campioni di batteri letali, basta che ti rivolgi ad una azienda specializzata nel settore caratterizzazione di linee cellulari

Per esempio, http://www.ccap.ac.uk/ ha collezioni di linee cellulari in libera vendita alle aziende e alle università (non sò ai privati)

Odisseo

Edited by odisseo - 1/4/2007, 03:28
 
Ma avete letto che dati? Con un ettaro di produzione a microalghe quanto si può guadagnare! Signori miei, questa è la notizia più bella che abbia mai letto, sembra davvero una rivoluzione! Mi comprerei da quell'azienda subito un impianto e così saprei come investire e sfruttare come si deve la mia campagna (tirata "a stenti" per 4 miseri pomodori striminziti) !! Che ne dite?
 
CITAZIONE (stella_solar @ 2/4/2007, 12:47)
Ma avete letto che dati? Con un ettaro di produzione a microalghe quanto si può guadagnare! Signori miei, questa è la notizia più bella che abbia mai letto, sembra davvero una rivoluzione! Mi comprerei da quell'azienda subito un impianto e così saprei come investire e sfruttare come si deve la mia campagna (tirata "a stenti" per 4 miseri pomodori striminziti) !! Che ne dite?​

Mio nonno ripeteva spesso che "non è tutto oro quello che riluce", quindi ti dico di frenare il registratore di cassa che ti risuona in testa e, ragionarci sopra un momento

La tua campagna è in riva al mare ?
Cioè è vicina alla fonte della materia prima pricipale, l'acqua salata, se vuoi coltivare alghe marine ?

La tua campagna ha fonti d'acqua indipendenti e costanti tutto l'anno, se vuoi coltivare alghe d'acqua dolce ?

Quali sono i costi di impianto ?
Vasche, opere murarie e idrauliche (se opti per un impianto estensivo, con vasche all'aria aperta)
Bio-reattori, opere murarie e idrauliche (se opti per un impianto intensivo ad alti rendimenti )

Quali sono i costi di conduzione ?
Corrente elettrica, miscele fertilizzanti, agitatori e aereatori, manod'opera specializzata e non

Intendi produrre solo la materia prima (microalghe) o prevedi anche i semilavorati ?
Essicazione, spremitura, estrazione con solventi, fermentazione, digestione etc etc
In tal caso, puoi rispettare le normative e i regolamenti dei VVFF in materia di materiale infiammabile e/o deflagrante (ex. metano)

Il materiale di scarto delle lavorazioni, che fine farà ???
I residui di alghe come li smaltirai ???
Le acque reflue, inquinate da solventi e/o fertilizzanti, magari fortemente salate, con i prodotti di scarto generati dalla crescita algale, dove e come le smaltirai ?

Quali sono i prezzi correnti del prodotto che venderai ?

Quali sono le metodiche di conduzione di un impianto di acquacultura algale ?
Quali sono le problematiche di questa conduzione ?
Quali fattori influenzano le rese del prodotto ?

etc etc etc..........

Odisseo
 
hei odisseo,
se sono veri i dati di queste alghe,
stamo prudenti...

diciamo 50.000 litri di bio per ettaro/anno...
azz.. mettiamo 0.5 euri per litro....
sono un rendimento di 25.000 euro... hai voja de fà del grano...
...ma secondo altri arrivano a produrre 150.000 litri/anno per ettaro ...azz...almeno 75.000 euri...
altro che saline di cervia....
anche se sono lordi, e quindi poi dobbiamo metterci i costi che hai giustamente fatto notare....


ma poi forse devono essere alghe geneticamente modificate...
non vorrei essere io a spargere paura su un progetto che non sembra male...
lo dico perchè non vorrei si confondesse questo progetto con altre discussioni sull'alga e le contrails...(forse odi mi capisce)
ripeto...non c'entra nulla...e questo mi sembra un bel progetto...
di sicuro siamo ad un rendimento superiore ai 1000 litri /anno per ettaro delle normali colture vegetali,canapa compresa....
(qui Siamo sempre a circa 500euri/ettaro ...sempre meglio dei circa 300 di una coltivazione a grano...ma non basterebbe tutta la superficie d'italia per far fronte al consumo di carburante...)

e con 150.000 litri/anno, possiamo pensare di poter essere autosufficienti,per il consumo di carburante,

con 3.000/4.000Km2 arriviamo a produrre a sufficienza...
un dato, questo sì, perfettamente compatibile con le nostre possibilità....
ora per penitenza.. la butto lì...
certo che gli impianti economicamente migliori si devono fare in serre in acque costiere basse,
basterebbe che le alghe, geneticamente modificate, potessano riprodursi solo in condizioni, tipo soluzioni di concime,controllate, e difficilmente riproducibili in natura...
ed oops, il gioco è fatto...
 
Caro Odisseo,
credo che tu non abbia letto attentamente le informazioni sui link che ti ho fornito. Tutti i dati li ho trovati qui, anche il costo dell’impianto ad ettaro http://www.collepasso.it/notizia.phtml?value=766&tb=notizie
Semplicemente mi son fermata a riflettere e a far dei piccoli conti. La matematica non è un’opinione, mi insegnava mio nonno (contadino, ma cervello matematico…). Ti facilito il compito, l’investimento ad ettaro è di circa 80.000 euro, con una produzione annua di 52.000 euro/ha. In due anni ripago tutto! E quando si parla di “investimento” a casa mia si intende TUTTO compreso, anche i costi di gestione ecc... Caro Odisseo, la storia dell’uomo e del business è piena di scoperte, novità e sorprese innovative (…altrimenti saremmo rimasti nell’era della pietra e a scaldarci con la lana di pecora). Odisseo, ma cosa significa, secondo te, quando un’azienda assume 420 tecnici e 1200 dell’indotto?? significa qualcosa di importante, credo. QUI SI ASSUME! Alcuni miei amici son già stati assunti dopo aver inviato curriculum…e son rimasti sbalorditi dell’organizzazione e del progetto. Qui in Salento è l’unico progetto serio nel rinnovabile (su inziative dell’eolico e fotovoltaico ho moltissimi dubbi, son inutili, costosissimi e improduttivi).
Oggi è uscito un articolo dell’azienda sul Nuovo Quotidiano di Puglia, stanno coprendo l’intero fabbisogno energetico della provincia di Lecce, cioè 250 MW…utilizzando solo 5000 ettari di superficie agricola (che, a quanto riportato, sono impianti nuovissimi, performanti e a bassissimo impatto ambientale, come i tunnel in polietilene che si utilizzano per l’orticoltura). E i protagonisti sono per 3000 ettari gli agricoltori.
Quindi niente OGM o fesserie simili. Le microalghe sono i microrganismi più efficienti in assoluto, per loro natura…lo sa pure la mia figlioletta.
E poi chi ha parlato di solventi? Qui si parla di produrre biogas da biomassa microalgale (capitolo fermentazione). E lo scarto dei digestori sai che è un ottimo fertilizzante? Ma mi sorge un dubbio: sei un esperto di microalghe?? Io no, ma rifletto e medito sulle cose. Da quanto scrivi credo che dovresti studiare (con tutto il rispetto, permettimi), ma detesto chi dice la sua solo per il gusto di farlo. Un ultimo pensiero: mentre noi stiamo qui a riempirci la bocca di parole, altrove stanno già avanti, e lavorano. Chi si trova indietro siamo noi. Dovremmo svegliarci.
 
Prescindiamo tranquillamente dalle considerazioni sull'entusiasmo, la differenza che corre tra il preventivo e un articolo di giornale, sul fatto che sarebbe simpatico conoscere la forbice di prezzi min/max di un ettaro di impianto in funzione delle condizioni del fondo con annessi e connessi gli impianti di digestione, depurazione, stocaggio, combustione, generazione, connessione alla rete
Idem per la produzione min/max di alghe, sempre per ettaro, sempre in funzioni delle condizioni necessarie (quantità d'acqua, insolazione, concimazione, lavorazioni, temperatura, etc etc)

Anch'io mi sono fermato a riflettere e, non mi sono limitato alla sola clorella da infilare in un digestore anaerobico, ho immaginato anche l'uso di altre alghe, alghe d'acqua salata come il botrycoccus (60-85% del peso secco sotto forma di olio convertibile in bio-diesel), comunque fermentabili dopo la spremitura

Parliamo di produrre metano direttamente in loco e bruciarlo per produrre elettricità da rivendere in rete ?
Una cosa di questo tipo ??
http://www.ecoblog.it/post/2891/elettricita-dalle-alghe


Ok, le mie considerazioni sono sempre valide, quelli sono i problemi che mi sono venuti in mente
Puoi considerarli irrilevanti, però riflettici sopra quando stenderai un business plan, prima di procedere con il tuo investimento

Odisseo
p.s. nessuna offesa, tienici informati sui tempi/modi/costi di conversione del tuo fondo
 
Con le alghe possiamo seguire un'altra strada, quella dell'idrogeno.
Un'alga verde del genere Chlamydomonas è ad oggi studiata propio per questo scopo.
Si utilizza il processo fotosintetico dell'alga stimolando il suo corredo enzimatico a una maggiore reattività alla luce in modo da accrescere la produzione di idrogeno. Bisogna fornirle acqua, anidride carbonica e luce solare. Nella prima parte del processo l'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno e nella seconda fase l'anidride è trasformata in glucosio. Al momento l'efficienza è piuttosto bassa e si aggira intorno al 5%.
Si sta tentando, tramite la manipolazione genetica, di fare lo stesso con alcuni batteri per cercare di aumentare l'efficienza.
Il difficile resta comunque riuscire a tenere in vita gli organismi.
 
ho ordinato i ceppi per le alghe.
Il digestore per biogas ce l'ho.
L'azoto in forma ammoniacale pure, in quantità enormi.
Calore anche. 1000 Kw termici che non so come usare.
La CO2 potrei recuperarla dagli scarichi del generatore, essendo un motore a metano emette solo CO2.
Bisogna solo imparare a coltivare le alghe!
vi terrò informati. Accetto consigli
 
x leptone, se non ricordo male la produzione di idrogeno si innesca solo in carenza di alcuni nutrienti, lo zolfo, credo, ma devo andare a cercare

x stella_solar, nessun problema, entrambi abbiamo chiarito le ns. opinioni

x lorenzo.iraci

beccati stò pacco di roba
:D

http://www1.eere.energy.gov/biomass/pdfs/b..._from_algae.pdf
http://www.cascadehs.csd.k12.id.us/advbio/...8/minicoil.html
http://www.aiam.info/05/articoli_ml_plancton1.htm
http://www.aiam.info/05/articoli_ml_plancton2.htm

Piccola aggiunta per leptone
:B):

http://www.quitalia.it/article.aspx?id=24718
http://www.scienzaegoverno.org/2002/inconv.../giacometti.pdf
http://www.muvita.it/data/Progetti/energygeneration.pdf


Odisseo

Edited by odisseo - 5/4/2007, 20:28
 
Ciao Odisseo,
grazie per i link, sono davvero molto interessanti.

Si, ti confermo che la produzione di idrogeno si innesca eliminando lo zolfo.
Ciò avviene perchè, una volta private di questo elemento, non potranno continuare il processo di fotosintesi con conseguente produzione di ossigeno, ma di contro produrranno idrogeno.
Nello specifico, l'alga "Chlamydomonas reinhardtii" è facilmente manipolabile dal punto di vista genetico. Se non ricordo male, l'anno scorso alcuni ricercatori utilizzando una variante creata a doc, sono riusciti a quintuplicare la produzione di idrogeno; il rendimento rimane comunque basso.
In germania invece si sta studiando un'ulteriore variante in grado di ottenere rendimenti del 10%. Un prototipo del bioreattore è già stato costruito.
Purtroppo non ho nessun link a riguardo, non sono riuscita a trovarne.
 
grazie dei link odisseo.

sul sito della ccap www.ccap.au.uk dice che il "botryococcus braunii" è un alga d'acqua dolce, perchè tu dici che è di acqua salata?

E la chlorella ritieni sia preferibile?

con quale inizio? tanto si deve iniziare.
 
Il botryococcus braunii è un alga cloroficea (alga verde) che vive in acqua dolce.

Scegli tu con cosa partire, alla fine come ben dici bisogna pur partire. Con una buona sperimentazione pratica potrai poi scegliere meglio
 
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