Dipende. Fondamentamentalmente da una analisi semplice e realistica. Dipende da quanto ti costa la biomassa. Non sempre le implicazioni sono direttamente o linearmente proporzionali, e nell'analisi, un piccolo costo in più (o in meno) della biomassa può cambiare moltissimo la convenienza del business. Guardo in fondo se riesco ad inserire un foglio di calcolo che fa tutto da se.
Quindi, un impianto da 200kW che è quello tipico che tutti amano perchè non occorre iscriversi al registro, ed ecco che compare la burocrazia demenziale, ad oggi credo che sia sempre incentiva a circa 0.25 euro per kWh introdotto in rete (e ora arriva il saputello che dice: "no sono 0.249 euro...") quindi, al lordo per 8000 ore all'anno di produzione produrrebbe 8000x200x0.25=400'000 euro lorde annue.
Occorre però togliere il forfait dell'energia autoconsumata dall'impianto per funzionare che è ora (credo sempre) il 17-18% a seconda della biomassa impiegata, dell'energia introdotta in rete, quindi su 1.6MWh la quantità da togliere dovrebbe essere di 272kWh-288kWh quindi, si ha in realtà una quantità di energia immessa in rete di 1328kWh-1312kWh e quello che resta è pagato dal GSE al titolare dell'impianto, ovvero 332'000-328'000 euro all'anno. Faccio notare che la differenza tra 0.25 e 0.24 euro al kWh da un risultato differente di soli 14'000 euro.
A questa cifra, intorno ai 300'000 euro occorrerà togliere gli interessi di ammortamento del finanziamento affrontato o della perdita di valore comunque del capitale investito che si può stimare in circa 1 milione di euro tra costo del gassificatore, il terreno, le spese burocratiche, le telecamere, il cane da guardia, il pizzo ecc...
Un'altro costo annuale è la manutenzione programmata e no. Non esistono impianti che una volta comprati durano 20 anni senza metterci mano. Per un impianto da 200kW può stimarsi in circa 50'000 euro. I motori a combustione interna devono essere manutenzionati almeno ogni 3500 ore anche se vanno a regime costante e a basso regime di rotazione.
Alla fine, se tutto funziona bene dovrebbero rimanere circa 200'000-220'000 euro puliti all'anno se, non ci sono i costi della biomassa. La biomassa ha un costo che passa dal negativo, ovvero, ci guadagni a smaltirla come nel caso della pollina, del letame o altro fino agli 80 euro a tonnellata per le richieste esose di cippato di legno "nobile" certificato, analizzato, trattato, essiccato, depolverato, aromatizzato al rosmarino ecc...
Se approssimativamente si consuma 1kg di biomassa per ogni kWh prodotto allora si rischia di spendere per 80 euro a tonnellata per un consumo annualle di 1600 Ton 128'000 euro riducendo il netto che rimane fino a solo 80'000-100'000 euro. Però avremmo l'aria aromatizzata al rosmarino...
Concludendo, se la biomassa non costa, o se ci pagano per eliminarla, è molto conveniente, se la biomassa ci costa intorno ai 20-25 euro a tonnellata comviene, se dobbiamo comprarla, o se l'abbiamo ma rimettiamo a non venderla a 80 euro a tonnellata aromatizzata al rosmarino allora conviene sempre meno.
Quello che non è così ovvio e apparente è il rendimento dell'investimento per 20 anni che è il periodo di contratto con il GSE per l'acquisto incentivato dell'energia. Questo rendimento può essere anche di circa 4 milioni di euro. Rendimento che non si ottiene investendo in BOT CCT o BTP. Ma forse con i Bond Argentini, Parmalat, o MPS...
Spero di aver risposto esaurientemente o ora guardo se mi riesce inserire il foglio di calcolo.