Politica, energia, ambiente: politiche 2013


eroyka

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Buon giorno a tutti,

Anche se su Energeticambiente non ci occupiamo direttamente di politica, considerato che fra tre giorni si vota e che questo voto nazionale sarà importante per le prossime politiche energetiche ed ambientali, mi è sembrato opportuno postare qui del materiale per capire di più l'approccio delle varie forze politiche con i temi a noi cari.
Andare a votare informati è l'unico modo per votare più consapevolmente.

Così riporto qui due fra le principali richieste di espressione in tema ambientale poste alle foze politiche e le conseguenti risposte.

La prima "inchiesta" è stata formulata da sette tra le più importanti associazioni ambientaliste (Cai, Fai, Federazione Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club Italiano, Wwf), alle quali aderiscono oltre un milione di iscritti e che hanno proposto all'attenzione delle forze politiche il loro documento "Elezioni nazionali 2013:Agenda ambientalista per la Ri-Conversione ecologica del Belpaese" con 80 proposte (28 prioritarie).

La seconda consta invece in un elenco di 15 domande poste dal Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), alle quali i vari partiti hanno dato risposta.

Vi invito per tanto a leggere questi due documenti (anche se richiedono un minimo di tempo ed attenzione!!) e verificare le idee e proposte che sono scaturite e votare anche di conseguenza a queste.


Buona lettura e buon voto consapevole!

Roy Virgilio



RISULTATO INCHIESTA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE:



PD - Di sicuro interesse è che nella Carta d'intenti "Italia Bene Comune" (che è tra l'altro il programma di coalizione del centro-sinistra) si dica che"l'ambiente è tra i beni indisponibili"o che si faccia riferimento ai risultati referendari del 2011 per appurare che questi hanno fatto"tramontare l'idea che la privatizzazione e l'assenza di regole siano sempre e comunque la scelta giusta".Colpisce però che non ci sia alcun elemento di differenziazione rispetto alle scelte di intervento declinate nella Strategia Energetica nazionale e nel Programma delle infrastrutture strategiche e che si risolva il problema della riconversione produttiva con il semplice e non chiaro riferimento ad "una politica industriale integralmente ecologica".


MOVIMENTO 5 STELLE - Nel "Programma del Movimento Cinque Stelle" ci sono 1 mezza pagina dedicata ai "Trasporti" con una serie di punti condivisibili anche se eccessivamente sintetici quali il "blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa" e compaiono ben 3 pagine, sulle 15 complessive del programma, dedicate all'Energia ove si presentano proposte molto particolareggiate finalizzate alla "riduzione delle emissioni di Co2 e al rispetto del Protocollo di Kyoto, sulle ristrutturazioni e le certificazioni energetiche degli edifici, sui consumi di energia termica e sulla co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, sull'accesso alla rete della micro generazione, sulla eliminazione dei sussidi perversi per il CIP 6, sulla legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili e della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili". Ma poi si cade sul: "Potenziamento e riduzione dell'impatto ambientale delle centrali termoelettriche",laddove il potenziamento delle centrali termoelettriche, seppur "ambientalizzate", non può essere un obiettivo coerente con l'abbattimento delle emissione di gas climalteranti


SEL - Di interesse sono le affermazioni contenute nel programma di SEL riguardanti il sostegno necessario a garantire "l'operatività dei 24 parchi nazionali", sostenendo nel contempo la necessità di una "valutazione delle spese già sostenute e dei numerosi finanziamenti erogati e non spesi",come l'obiettivo in campo energetico di procedere"allo sganciamento dalla dipendenza dei combustibili fossili" verso"un futuro esclusivamente rinnovabile", o ancora l'indicazione di obiettivi dichiarati sulla mobilità (contro il ponte sullo Stretto di Messina e l'AV Torino-Lione) con "l'aumento del 30% degli spostamenti col trasporto pubblico e dello spostamento su rotaia di almeno il 15% del traffico merci". Come è da rilevare l'affermazione durante l'incontro che "la crisi deve essere considerata una "alleata" per la definizione di un nuovo contratto sociale e di governo". Mentre rimane il non detto su come sulle "scelte concrete in campo energetico e infrastrutturale" si procederà all'interno della coalizione di centro-sinistra.



LISTA MONTI - E' di certo da segnalare che nella cosiddetta Agenda Monti, che costituisce il documento programmatico della Lista civica Monti per l'Italia, si dichiari che "l'economia verde non può essere altro dall'economia, ma è parte integrante dell'economia" o che si ritenga che per il nostro Paese sia "una scelta strategica "naturale" puntare sulla cultura, integrando arte e paesaggio, turismo e ambiente, agricoltura e artigianato, all'insegna della sostenibilità e della valorizzazione delle nostre eccellenze". Ed è interessante che nel corso dell'incontro si sia sottolineata la necessità di "una governance del sistema dei beni culturali che impieghi al meglio i fondi comunitari e coinvolga il terzo settore" o che si ritenga che nel nostro Paese "manchi una visione lungimirante anche nel capo delle scelte ambientali. Mentre è difficilmente comprensibile l'assenza di scelte dichiarate nel campo delle infrastrutture e dei trasporti e l'appiattimento sui contenuti della nuova strategia energetica nazionale, e quindi riguardo ai combustibili fossili, alla scelta relativa all'estrazione di idrocarburi e alla trasformazione dell'Italia in un hub energetico nazionale".

PDL - Nei programmi del Pdl e della coalizione di centro-destra ci sono impegni relativi alla"destinazione di un 5 per mille per l'ambiente"o ad una "legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio e del paesaggio" (programma Pdl) o alla necessità di un "Piano generale per la Mobilità sostenibile", o all'esigenza di "più incentivi per gli investimenti in nuove tecnologie finalizzate alla riduzione dei consumi energetici"o ancora sulla esigenza di definire un "nuovo piano per il riassetto idrogeologico del Paese e al sostegno per l'imprenditoria per i giovani che aprono imprese agricole" (programma della coalizione di centrodestra). Come è interessante che durante l'incontro sia emersa la "contrarietà degli esponenti Pdl ad un nuovo condono edilizio" (al contrario di quanto affermato dal loro leader). Ma non c'è "alcun ripensamento sulla insostenibilità delle scelte economico-finanziarie e ambientali nel settore delle infrastrutture", anzi si indica come necessario il "rilancio e rifinanziamento della "Legge Obiettivo" e delle Grandi Opere, ponte sullo Stretto di Messina e AV compresi". Anche in campo energetico non c'è alcuna inversione di tendenza rispetto al "sostegno ai combustibili fossili", anzi si chiede di sostenere "gli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito" e ci si dimostra "scettici sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici" (come è emerso durante l'incontro).

LEGA NORD PADANIA - Nel suo programma si pone l'accento sul "recupero delle aree dismesse che dovrà essere rivolto anche al recupero ambientale, a trasformazioni di alto livello qualitativo, di risparmio energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili". si dichiara la necessità di un maggiore impegno nel "contrastare l'inquinamento dell'aria dell'acqua e del suolo", e si esprime "la ferma opposizione della LNP all'utilizzo degli OGM in agricoltura e alla loro sperimentazione in campo aperto".Durante l'incontro è stata ribadita "l'opposizione al condono edilizio e a favore di una moratoria del'espansione edilizia sino a quando i comuni non saranno dotati di piani urbanistici. Anche in questo caso però non si mette in discussione la impostazione centralistica e dirigistica della Legge Obiettivo e anzi si continuano a proporre collegamenti stradali transfrontalieri, nonostante questo sia in contrasto con gli obiettivi dichiarati dal Protocollo Trasporti per la protezione delle Alpi approvato dal nostro Paese nel 2012".


LISTA INGROIA - RIVOLUZIONE CIVILE - Nel programma di Rivoluzione civile ci sono punti interessanti nella parte in cui si dice che la"sfida della modernità è nella conversione ecologica del sistema industriale italiano" o quando si indica l'obiettivo di"riportare gli impatti ecologici del nostro modello di produzione e di consumo entro i limiti della sostenibilità", quando si indica come "necessari investimenti per la prevenzione del rischio idrogeologico e per il Piano delle piccole opere"o quando si dichiara che sia necessario "archiviare la stagione delle deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica".Come anche c'è da segnalare, data la rilevanza del problema, la dichiarazione: "Abbiamo bisogno d una lotta senza quartiere ai crimini ambientali e alla penetrazione in questo campo delle organizzazioni criminali di stampo mafioso". Ma non si ricavano segnali chiari su come procedere a nuove scelte energetiche che presuppongano l'immediato abbandono degli impianti alimentati a combustibili fossili, mentre nel corso dell'incontro è stato chiarito un altro punto non chiaro nel programma relativo alla messa in discussione del programma di infrastrutture strategiche.


FRATELLI D'ITALIA - Nell'incontro è emersa la volontà di aumentare la loro capacità di ascolto verso le istanze ambientaliste e "di impegnarsi perché l'area politica dei conservatori elabori proprie politiche superando le posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici assunti finora dallo schieramento di centro destra".Dichiarano di puntare su una politica energetica basata sul risparmio, efficienza e rinnovabili; su una gestione dei rifiuti che tenda verso "zero rifiuti"; di essere contrari a condoni edilizi e fiscali e a ulteriore consumo di suolo, sono a favore della riqualificazione edilizia e urbana e dell'introduzione della difesa dell'ambiente nella Costituzione. "Non prendono però posizione contro le trivelle e nuovi progetti di centrali a carbone, così come non si sono espressi sull'utilità del Ponte sullo Stretto e dell'AV Torino-Lione e sulla necessità di rivedere l'elenco delle opere previste nella Legge Obiettivo".

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Ultima modifica:
DOMANDE E RISPOSTE AL COORDINAMENTO FREE

Coordinamento FREE: alcune domande alle forze politiche
La Strategia Energetica Nazionale (SEN), messa a punto dal governo Monti, va rivisitata assumendo il 2030 come obiettivo di riferimento per la decarbonizzazione, obiettivi di incremento dell’efficienza energetica e di apporto delle fonti energetiche rinnovabili, che attivino un mercato e un sistema produttivo competitivi e siano coerenti con le indicazioni contenute nelle roadmap europee: consumi che nel 2030 dovranno essere ridotti del 15% rispetto gli attuali e con le energie verdi in grado di coprire il 30% dei consumi (e arrivare al 50%-75% nel 2050), da cui far discendere il dimensionamento degli altri obiettivi e la scelta degli strumenti a ciò funzionali.

DOMANDA 1
Concordate con questa impostazione?
Relativamente agli obiettivi di efficienza energetica e di sviluppo delle rinnovabili, proponiamo che il ministero costituisca al proprio interno un Tavolo permanente di confronto con gli stakeholder, con il compito, per tali settori, di verificare il grado di attuazione della Strategia Energetica, di discutere proposte di misure ad hoc e, una volta adottate, di verificarne l’efficacia. Tra queste è prioritario esaminare la condizioni per creare una governance forte, fra cui l’opportunità di accentrare in un solo ministero (che potrebbe essere il ministero dell’energia e dei cambiamenti climatici) tutte le competenze e le funzioni in materia energetica e delle correlate implicazioni ambientali.

DOMANDA 2
Siete disponibili a livello parlamentare e, se parte della maggioranza, a livello governativo, a sostenere prima e ad approvare poi le proposte in premessa a questa domanda?
Strumenti di valenza generale, coerenti sia con un’economia di mercato, sia con gli obiettivi prioritari da noi proposti, sono l’introduzione, a fiscalità complessiva inalterata, della carbon tax, prevista dalla proposta di Direttiva europea - COM (2011) 169 - a cui faceva riferimento l’articolo 14 del disegno di legge di delega sulla riforma fiscale del governo Monti, e l’abolizione di qualsiasi forma di incentivazione ancora assegnata nel nostro Paese alle fonti fossili.
Le uniche eccezioni riguardano quelle tecnologie e quei settori che in questa fase di transizione utilizzano in modo più efficiente le fonti fossili e contribuiscono fattivamente alla riduzione dei consumi e alla de-carbonizzazione.

DOMANDA 3

Concordate sulla priorità da assegnare all’approvazione di un ddl fiscale che introduca la carbon tax e preveda una graduale uscita dal sistema dei benefici fiscali, diretti e indiretti, a favore delle fonti fossili?
Perché gli obiettivi di incremento dell’efficienza energetica e dell’apporto delle rinnovabili massimizzino le ricadute produttive e occupazionali, è necessario destinare risorse adeguate alla R&S e all’innovazione nelle industrie e nei servizi.

DOMANDA 4
Siete disponibile, spostando su altri obiettivi le voci a ciò destinate nei bilanci degli enti pubblici di ricerca, ad affiancare alla voce A5 della bolletta elettrica, che finanzia la ricerca di sistema, una voce di peso metà, per finanziare la R&S relativa all’efficienza e alle rinnovabili elettriche (riducendo però le altre componenti, al fine di non aumentare il valore complessivo), e a introdurre nella bolletta del gas una voce percentuale che porti a un ammontare annuo identico per finanziare la R&S relativa all’efficienza e alle rinnovabili termiche? Concordate che un provvedimento analogo va adottato per benzina e gasolio, con il ricavato da destinare alla R&S sui biocarburanti di seconda e terza generazione?
Siete disponibili ad utilizzare, per finanziare la R&S, una percentuale significativa dei proventi incamerati dal Governo a seguito della vendita alle aste delle quote di CO2 (periodo 2013-2020, direttiva EU ETS)?
Concordate sulla necessità di istituire un fondo di rotazione ad hoc per l’innovazione nelle industrie e nei servizi attivi nei comparti efficienza energetica e rinnovabili?
Nel settore civile (35% dei consumi finali), più della metà delle costruzioni presenta consumi tripli rispetto a quelli previsti dalle attuali normative per i nuovi edifici e miglioramenti dell’efficienza sono possibili anche sul versante dei consumi elettrici.

DOMANDA 5
Siete disponibili ad approvare immediatamente un provvedimento che per l’edilizia nuova o soggetta a ristrutturazioni rilevanti, sia essa pubblica o privata, anticipi allo 01.01.2016 l’adozione della Direttiva 2010/31/UE sui “quasi zero energy building”, come già deciso nel Regno Unito? Siete conseguentemente favorevoli ad aumentare i valori e ad accelerare le scadenze degli obblighi per i nuovi edifici o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, previsti nell’Allegato 3 del Decreto Legislativo 28/2011? Nel recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica accettate di estendere l’obbligo della riqualificazione energetica annua del 3% oltre che per gli edifici pubblici dello Stato, anche per quelli delle Regioni e degli Enti Locali?
Intendete inoltre sostenere la proposta di rendere stabili al 50% le detrazioni fiscali, riportandone però la spalmatura a 5 anni, e di estenderle (ridotte al 40%) anche alle ristrutturazioni di edifici adibiti ad attività industriali o terziarie, e di introdurre un’analoga detrazione del 10% per gli acquisti di elettrodomestici, limitatamente a quelli della classe più alta?
Per gli interventi di efficientamento energetico nelle industrie, nel residenziale, nel terziario, nell’agricoltura vi è largo spazio per la cogenerazione/trigenerazione, per il recupero termico e per motori elettrici più efficienti. Le modifiche introdotte al meccanismo dei Certificati Bianchi a fine 2011, purché rese più incisive in termini di obiettivi e di riconoscimenti economici, potrebbero garantire un adeguato sviluppo degli interventi di efficientamento, purché gli audit energetici abbiano la necessaria diffusione, soprattutto nelle PMI, condizione oggi lungi dall’essere realizzata.

DOMANDA 6
Siete d’accordo che, oltre ad assegnare ai Certificati Bianchi obiettivi più incisivi e riconoscimenti economici maggiori, le PMI possano detrarre fiscalmente il costo degli audit energetici, a condizione che questi siano effettuati da ESCO iscritte, previa qualifica, in un apposito Albo?
Un contributo trasversale alla crescita dell’efficienza energetica può venire dalle azioni del governo italiano a livello comunitario per l’approvazione di normative più stringenti e/o dei tempi per la loro
entrata in vigore, riguardanti componenti e sistemi relativi alla produzione e al consumo sia elettrico che termico, nonché al trasporto pubblico e privato.
Visto che la “rivoluzione energetica” va affiancata ad una “rivoluzione culturale” sarebbe opportuno, per accrescere l’efficienza energetica e l’energia da fonti rinnovabili , prevedere risorse per attività didattiche nelle scuole o campagne di informazione attraverso i mass media.

DOMANDA 7
Siete disponibili a livello parlamentare e, se parte della maggioranza, a livello governativo, a sostenere le suddette azioni da parte del governo a livello comunitario?
Prioritarie sono tutte le misure volte a facilitare, accelerandolo, il percorso verso la competitività delle fonti rinnovabili, in modo da rendere sempre più residuali i meccanismi di incentivazione. Vanno quindi eliminate innanzi tutto le pastoie normative e amministrative, che oggi come oggi rappresentano costi aggiuntivi.

DOMANDA 8
Siete d’accordo sulla necessità di abrogare immediatamente i meccanismi del registro per i piccoli impianti e, per i grandi, delle aste, che hanno dimostrato di non funzionare adeguatamente?
Siete d’accordo nell’avviare un percorso che porti a sostituire i meccanismi attuali di incentivazione con strumenti fiscali incisivi e meccanismi di sostegno sul capitale, anche con fondi rotativi?
L'anno appena concluso ha messo in evidenza una debolezza procedurale in termini di chiarezza soprattutto, ad esempio, legato al tema della definizione di entrata in esercizio; servirà, in relazione a questo, una attenta valutazione delle procedure appena conclusesi con la fine del 2012 onde evitare che impianti realizzati con ingenti investimenti non accedano agli incentivi a causa di mere formalità. Più in generale, le procedure autorizzative vanno riviste alla luce di un principio generale: la produzione energetica con le rinnovabili è funzionale al contrasto del cambiamento climatico, obiettivo considerato prioritario a livello delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. Di conseguenza, pur nel quadro delle normative per la salvaguardia ambientale e per la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, la valenza positiva ai fini del cambiamento climatico deve portare a un’ulteriore semplificazione delle procedure e delle norme attualmente in vigore, sia per gli impianti nuovi, sia per i rifacimenti di quelli esistenti.

Domanda 9
Siete d’accordo che la revisione delle procedure amministrative dovrebbe essere uno dei temi da portare prioritariamente al Tavolo permanente di confronto da noi proposto?
La Strategia Energetica qui definita è pienamente realizzabile solo creando le condizioni per il massimo sviluppo: a) della produzione decentrata di energia; b) di criteri operativi che risolvano in modo non penalizzante la produzione da fonti rinnovabili non programmabili.
Per quanto concerne il punto a), la normativa esistente contiene misure che favoriscono l’autoconsumo vero e proprio e una forma virtuale di autoconsumo (il cosiddetto scambio sul posto) per impianti di potenza fino a 200 kW, misura che sarebbe opportuno estendere fino ad almeno 1 MW, mentre di recente l’AEEG ha avanzato proposte che viceversa penalizzerebbero lo scambio sul posto. Inoltre, due norme, approvate per rendere possibile la vendita diretta di energia a consumatori diversi dal proprietario di un impianto alimentato da rinnovabili, la prima, denominata Servizio Efficiente di Utenza (SEU) è da tempi in attesa che l’AEEG emani i relativi criteri di applicazione, mentre la seconda, ancora più favorevole, denominata Sistemi di Auto Approvvigionamento Energetico (SAAE) è stata recentemente oggetto di una delibera avversa del TAR del Lazio.
Per il punto b), l’AEEG ha approvato una delibera, che prevede oneri per il bilanciamento con altre fonti della produzione non programmabile, non solo penalizzante in modo ingiustificato, ma addirittura retroattivo. Viceversa, è tecnicamente possibile incaricare Terna (per la rete di trasmissione) e gli operatori delle reti di distribuzione, ciascuno per gli impianti a generazione non programmabile ad esso afferenti, di gestire in modo integrato tali impianti in modo da ridurre drasticamente l’aleatorietà della loro produzione.

Domanda 10
Siete d’accordo nel proporre l’estensione dello scambio sul posto fino a 1 MW, senza introduzione di misure che lo penalizzino, di sollecitare l’AEEG a varare il provvedimento per rendere operativo il SEU e, nel caso in cui diventasse definitiva la sentenza del TAR del Lazio avversa ai SAAE, di rivedere il provvedimento per tenere conto dei rilievi sollevati dalla giustizia amministrativa?
Concordate che il problema del bilanciamento delle produzioni energetiche non programmabili va affrontato e risolto senza indebite penalizzazioni di tali produzioni, tenendo conto dei limiti oggettivi della tecnologia adottata, e comunque evitando ogni retroattività della norma?
Più in generale, concordate con un impegno di regolazione integrata mirato a raggiungere gli obiettivi per un minore costo dell’energia e la riduzione delle emissioni?
Le bioenergie, cioè quelle direttamente correlate alla sfera biologica e al suolo agro-forestale possono portare un contributo rilevante alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Per garantire una evoluzione sostenibile del settore sono necessarie politiche di sviluppo che siano definite a partire dal contesto, dal territorio e le sue risorse naturali, ambientali, economiche e sociali. L’approccio integrato è quello che meglio esprime le potenzialità agroenergetiche perché valorizza adeguatamente i sottoprodotti, le colture da integrazione, contribuisce ad una gestione sostenibile ed efficiente del patrimonio agricolo, zootecnico e forestale ed inoltre crea benefici per le comunità locali e al sistema produttivo.
La bioenergia è una fondamentale fonte di carbonio rinnovabile utile per una maggiore sostenibilità delle pratiche agricole. Attraverso una sua larga adozione nelle imprese agricole le bioenergie possono contribuire ad una riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili ed ad una riduzione delle emissioni di gas climalteranti in agricoltura.
In questo quadro è necessario adottare misure per:
- favorire i processi di miglioramento della efficienza delle tecnologie e dei processi di conversione energetica;
- sviluppare la qualità e certificazione dei biocombustibili e più in generale delle bioenergie con particolare riferimento all’efficienza nell’utilizzo del suolo e nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti;
- favorire l’utilizzo di biomasse di integrazione atte a ridurre l’efficienza nell’utilizzo del suolo agricolo quali i sottoprodotti agricoli, forestali e agroalimentari, colture energetiche in rotazione con colture alimentari, colture su terreni marginali, sottoprodotti delle bioraffinerie;
- finanziare il piano quadro “Foresta- Legno” approvato dal MIPAAF per potenziare la gestione forestale sostenibile e la produzione di biomasse in chiave sinergica tra le varie destinazioni finali possibili;incoraggiare la forestazione urbana per le positive implicazioni energetiche e sociali;
- prevedere per il settore forestale e l’arboricoltura da legno un sistema di incentivi basato sulla contabilizzazione degli assorbimenti di CO2;
- favorire lo sviluppo delle tecnologie di produzione di biocarburanti di seconda generazione.
Va inoltre intrapresa una azione per promuovere la professionalità degli operatori del settore forestale.

Domanda 11
Se farete parte del governo, vi impegnerete a presentare al Tavolo permanente di confronto proposte concrete per la soluzione ottimale di quanto sopra indicato, da tradurre poi in opportuni provvedimenti da presentare al Parlamento? Se all’opposizione, sarete disposti ad approvarli?
L’energia termica rappresenta di gran lunga la prima tipologia energetica utilizzata degli italiani con il 45% nei consumi finali. Il recentissimo decreto che ha finalmente avviato il “conto termico “ costituisce indubbiamente una significativa iniziativa per la promozione di energia termica da fonti rinnovabili. Tuttavia dopo una necessaria fase di start up sarà necessario verificare se le misure adottate saranno sufficienti ed efficaci per il raggiungimento degli obiettivi, con particolare riferimento all’efficienza energetica in edilizia e alla considerazione della stagione estiva, vera sfida per il futuro che vede il nostro Paese leader in Europa.

Domanda 12
Vi impegnate a sostenere lo sviluppo dell’energia termica da fonti rinnovabili e se sarà necessario ad adeguare misure e stanziamenti previsti dal Decreto 28 Dicembre 2012 per questo scopo?
É ormai urgente introdurre misure atte a garantire l’adeguamento delle reti energetiche agli obiettivi previsti per le rinnovabili e più in generale per la generazione distribuita.
Per quanto concerne il settore elettrico, va perseguito un potenziamento sia quantitativo (obiettivo prevalente per la rete di trasmissione), sia qualitativo (prevalente per le reti di distribuzione, che devono diventare smart). Mentre le misure per i potenziamenti quantitativi sono già previsti negli attuali meccanismi tariffari, per lo sviluppo delle smart grid occorre introdurre nelle tariffe per le reti di distribuzione una voce che consenta ai distributori elettrici di finanziare i relativi investimenti.
Non solo, anche le reti del gas vanno rese smart, e vanno approvate le misure di incentivazione del biometano immesso in rete, già previste dall’art. 21 del D.Lgs. 28/2011.

Domanda 13
Siete disponibili a livello parlamentare a impegnare il governo e, se parte della maggioranza, a far approvare dal governo l’indirizzo all’AEEG di modificare le tariffe per le reti di distribuzione elettriche e gas, introducendo una voce finalizzata al finanziamento degli investimenti per la loro trasformazione in smart grid?
Siete disponibili a chiedere l’immediata attuazione di quanto previsto per il biometano dall’art. 21 del D.Lgs. 28/2011?
Nel settore del calore, oltre a potenziare le reti di teleriscaldamento esistenti, ne vanno realizzate altre, con l’obiettivo di passare dall’attuale 4% circa di calore servito da teleriscaldamento al 20% al 2020. Altrettanto va fatto per la cogenerazione ad alto rendimento, lontana dagli obiettivi del Piano d’Azione Italiano per l’Efficienza Enwergetica (72 TWh/a al 2020), la cui penetrazione non dovrà essere solo abbinata al teleriscaldamento. In parallelo vanno introdotte quote minime obbligatorie di utilizzo di calore da rinnovabili, crescenti nel tempo, fino a raggiungere il 30% nel 2030. Gli investimenti per recuperi di calore da processi industriali, incluso l’utilizzo per teleriscaldamento, devono poter accedere a finanziamenti agevolati per alleggerire gli elevati costi iniziali di installazione.
Le reti di distribuzione del gas dovranno favorire l’integrazione di una quota crescente di biometano, dando immediata attuazione a quanto già disposto dal Decreto legislativo 28/2011.
É infine urgente varare il fondo di garanzia per il teleriscaldamento, previsto dall’ Art. 22 del D. Lgsl. 28/2001

Domanda 14
Siete d’accordo nell’appoggiare questi obiettivi?
In una Strategia Energetica con il 2030 come riferimento temporale, vanno elaborate proposte specifiche, finalizzate a uno sviluppo sinergico della mobilità elettrica e di quella tradizionale, alimentata in misura crescente con biocarburanti e biometano. La predisposizione sin d’ora di un percorso che, per la maggior parte, troverà attuazione nel prossimi decennio, è essenziale affinché il programma di ristrutturazione del sistema di raffinazione, previsto dalla SEN (e comunque imposto dalla crisi del settore), non riproduca una overcapacity analoga a quella dei cicli combinati, e sia viceversa orientato a incorporare progressivamente processi di bioraffinazione.

Domanda 15
Concordate sulla necessità di avviare immediatamente su queste tematiche un confronto congiunto con le imprese attive nella raffinazione e col Tavolo permanente di confronto da noi proposto?

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RISPOSTE: scaricare i pdf direttamente da Position paper FREE: le risposte della politica
 
Attenzione a SEL...

Attenzione a SEL...

SEL si definisce un partito ecologico e poi osanna gli inceneritori, chiamandoli TERMOVALORIZZATORI
Vendola ha autorizzato la costruzione di 5 inceneritori, e ha detto in un'intervista, vantandosene:
"5 termovalorizzatori che CI FANNO GUARDARE TRANQUILLI AL FUTURO"

Potete trovare l'intervista cercando su google Vendola inceneritori

Grillo è contrario agli inceneritori, da sempre. Ha addirittura fatto una mappa anni fa con la riduzione dell'aspettativa di vita in Italia sulla base di inceneritori, cementifici e acciaierie (che sono inceneritori autorizzati mascherati)

Non credo di dovervi dire che gli inceneritori sono attualmente il peggior pericolo per la salute, dell'uomo, degli animali e dell'ambiente

Grazie

Riccardo Bertoncelli
 
Non credo di dovervi dire che gli inceneritori sono attualmente il peggior pericolo per la salute, dell'uomo, degli animali e dell'ambiente

Questa proprio non si può sentire!
E che dovremmo farne dei rifiuti allora? Buttarli a mare?! Gli inceneritori con recupero energetico sono IL MENO PEGGIO che si possa chiedere nella gestione dell'immondizia! Poi Grillo è bene che vada a spararsi per tutte le boiate che racconta! Ma il vero problema non è lui quanto la disinformazione creata ad hoc!
 
Credo che il voto rappresenti una risposta a programmi piu' ampi, questi programmi "dovrebbero" raggruppare capitoli basilari che possano far funzionare uno stato. L'ambiente e' uno di questi, cosi' come il lavoro, le pensioni, la scuola, la giustizia, ecc. Questo per dire che il voto debba essere indirizzato ad una proposta globale, non basato solamente su un singolo capitolo, sia pur importantissimo come l'ambiente. Faccio un esempio, in Italia ci sono oltre 16 milioni di pensionati, ma non per questo il "Partito dei Pensionati" sara' il primo partito d'Italia.
 
Ultima modifica da un moderatore:

Quando leggo queste cose mi rendo conto di quanta ignoranza ci sia..
Leggiti qualche libro di Montanari, cercati cosa sono le nanoparticelle, le diossine, cercati come funziona un inceneritore, quanto combustibile serve per incenerire, cos'è il Cip6, studiati il concetto di "nulla si crea nulla si distrugge", cercati il centro riciclo Vedelago e il trattamento dei rifiuti a freddo

Quando avrai letto abbastanza materiale capirai la castroneria che hai scritto


Note di Moderazione:

 
Ultima modifica da un moderatore:
Questo per dire che il voto debba essere indirizzato ad una proposta globale, non basato solamente su un singolo capitolo, sia pur importantissimo come l'ambiente

Ciao Mauro,
ovviamente hai ragione. Il voto lo decidiamo su molteplici aspetti e non solo sull'impostazione ambientale.
Ma visto che in campagna elettorale non si è praticamente parlato di ambiente (ma neanche di altre cose essenziali direi), visto il nostro servizio alla causa ambientale-energetica mi è sembrato opportuno mettere in luce questi aspetti.

Già solo l'adeguatezza delle risposte alle domande effettuate da l'idea dell'importanza che il partito da al tema. Leggere certe risposte super generiche e non puntuali già mi fa scartare quel partito...

Poi entrando di più nel merito (per quanto possibile in questi documenti) si vede subito chi ha un minimo di visione e vuole imboccare la giusta direzione e chi invece parla per "sentito dire" e frasi fatte.

Buon (pacato!) confronto.
Roy
 
beh, mi sono letto tutte le risposte. Sicuramente le risposte più "approfondite" sono quelle di M5S e Scelta Civica. Tuttavia mi fa un pò specie che quasi tutti gli "incipit" delle risposte siano pressocchè tutti dello stesso tipo ("Siamo d'accordo", "Condividiamo", "Siamo favorevoli", "Assolutamente si", etc.). Personalmente, come sempre in campagna elettorale, mi sembra che ci sia condivisione nelle IDEE e poi ci saranno pochi riscontri nei FATTI. Indipendentemente da quello che hanno risposto ho paura che le "priorità", indipendentemente da chi farà opposizione e chi sarà al governo, in realtà saranno altre. Chi vivrà vedrà...
 
Credo che il voto rappresenti una risposta a programmi piu' ampi
Questo è sacrosanto!
Ma ahimè le politiche energetiche che interessano a me ormai sono state affossate per sempre in Italia! Quindi continuerò a votare il partito che ritengo meno peggio a prescindere dalle loro scelte in merito (che tanto alla fine sono uguali per tutti, strilloni pre-elettorali a parte!)

Quando leggo queste cose mi rendo conto di quanta ignoranza ci sia..
Evidentemente devo essere un ingegnere energetico molto ignorante!
Eccetto gli abbraccia alberi, tutti sanno che esistono tecnologie molto efficienti per lo smaltimento rifiuti e che gli effluenti ambientali possono essere tenuti al pari di quelli di una buona centrale termoelettrica! Non si possono denigrare certe tecnologie solo perché si è di parte o per sentito dire!
Specie perché, il solo riciclaggio non risolve il problema inquinamento ne quello dello smaltimento perché ha comunque dei grossi costi energetici e non tutto è facilmente riciclabile! Circa al combustibile usato, visto che è un'altra delle cose per le quali mi fai appunto, ti assicuro che è molto inferiore a quello necessario a creare la stessa energia con una centrale tradizionale considerando l'intero ciclo.
Ti prego poi, laciamo perdere il concetto di "nulla si crea nulla si distrugge" quando feci l'esame in merito a queste cose portai un compito proprio sugli effluenti di un inceneritore con recupero! Quindi so esattamente cosa esce dal camino. E che questo ti sia di lezione ad essere così supponente
 
A leggere le dichiarazioni di principio sono tutti d'accordo con le proposte del FREE, poi bisogna vedere cosa realmente saranno disposti a fare, e questo lo si può dedurre dai provvedimenti presi e portati avanti finora (per il pdl e per monti).
Tuttavia la questione degli incentivi sugli elettrodomestici di fascia A e l'obbligo a migiorare la resa termica degli edifici mi sembra la via maestra per tante speculazioni e per un aumento dei rifiuti. Un esempio. Se voglio fare il riscaldamento a pavimento per la mia abitazione dovrà essere certificato, e chi me lo certifica vorrà fare il lavoro; non potrò farlo personalmente e poi sottoporlo a certificazione. Solo che il certificatore/installatore mi ha già fatto un preventivo da botto, insostenibile per le mie risorse... ovviamente usando i materiali (a suo dire) a loro volta certificati e quindi più costosi... non se ne esce... la storia delle certificazioni mi sembra la via maestra alla speculazione.
Lo stesso per gli elettrodomestici e per ogni prodotto soggetto ad incentivo per ogni motivo. Si continua la corsa al consumismo (negli anni '60 in nome del modernismo, negli anni '80 per sostenere l'industria nazionale, e così via) e alla produzione di rifiuti, salvo poi lamentarsi per l'aumento degli stessi, per il ricorso agli inceneritori e allo traffico con i paesi dell'oriente per i rifiuti tecnologici....
Ma continuare ad usare la lavatrice di 20 anni fa???? o il pc del 2005??? (orrore antidiluviano... un banale pentium4!!!!?)
o la vecchia automobile senza tanta elettronica (che si rompe facilmente e viene solo sostituita a caro prezzo....) ma con un buon impianto a metano???
Tra l'altro proprio il metano è la dimostrazione di cosa intendo per "eco-speculazione". Quando furono varati gli incentivi per la trasformazione a metano, improvvisamene il costo degli impianti salì del 30 %....
misteri dell'eco-nomia?
 
Ultima modifica:
*** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

No, no, pare proprio che gli inceneritori siano peggiori.
P.S.: le polveri che escono dagli inceneritori (quelle che non sono uscite dal camino) alla fine finiscono in discarica, per la cronaca...
 
Ultima modifica da un moderatore:
Ma per favore smettila di dire stupidaggini!
Ovvio che le ceneri vengono smaltite in discarica ma occupano un volume molto inferiore rispetto a quello del rifiuto originario e non danno luogo a percolato e altri miasmi dovuti alla decomposizione!
 
Ultima modifica da un moderatore:
Ragazzi,
intanto manteniamo il rispetto reciproco e un tono adeguato. Secondo non fossiliziamoci su inceneritori si /no.
I punti affrontati nelle domande sono decisamente più ampi.

Da parte mia vorrei mettere in evidenza quelli che mi sembrano essere i due opposti (correggetemi se sbaglio).
Infatti con le risposte del PDL si capisce chiaramente che non si ha la volontà (neppure come idea) di voler uscire dalla pesante dipendenza dalle fossili. Questo per me è di grande importanza. Negativa.

Dall'altro le risposte del M5S al coordinamento FREE sono molto condivisibili e finanche per certi versi utopiche.
Ma tracciano un sentiero nuovo e lo fanno con decisione. Se solo si riuscisse a mettere a segno la metà delle indicazioni fornite ne sarei estremamente contento.

Questi, ripeto a mio avviso, i due estremi e poi nel mezzo, con più o meno concretezza ci vedo gli altri che di fatto sembrano per lo più cavalcare l'onda del green deal.
Questa è un po l'opinione che mi viene leggendo questi due documenti.

Voi come la vedete?
Roy
 
Se la combustione è ben gestita (vedi Bologna, Ferrara per citare realtà vicino a me) non ci sono rischi per la salute.
Sta bene come risposta questa? Se poi si va incontro a malagestione sono altre questioni che esulano dalla nostra discussione!
Crei molti più prodotti cancerosi tu ad arrostire sulla griglia a carbonella durante il weekend che non quegli impianti durante il funzionamento.
 
Non entro nel merito di ciascuna domanda o risposta. A me basterebbe che vi siano in parlamento persone oneste.
Date un'occhiata alla nostra associazione e leggete il lavoro fatto presso i politici. Noi speriamo che mantengano la parola di rispettare l'etica anche in politica.
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Per molti aspetti mi trovo d'accordo con Beppe Grillo ed il suo reliquiario di rispetto ambientale, e benchè abbia solo marginalmente letto ho colto un'aspetto di mala informazione di Grillo circa gli inceneritori per cui son d'accordo con Alfagammatronico. I rifiuti andrebbero anzitutto differenziati ed è uno scrupolo soggettivo che dobbiamo imporci noi senza imputare la politica che ha altre colpe ben più consistenti. Non ci è permesso di seppellire la polvere sotto il tappeto per cui gli inceneritori son essenziali non per i virtuosi ma per i maleducati. In Italia credo siamo 50 e 50% lungi da essere un popolo virtuoso. Ricordo 50 anni fa in Svizzera se si buttava una cicca od un pacchetto di sigarette vuoto per terra arrivava la polizia a casa prima a diffidare ed educare poi c'erano 3 giorni d'arresto a spaccare legna e per recidiva il rimpatrio in italia. Ora questi regimi di polizia ecologica sono insopportabili per una nazione civile poichè desterebbero l'effetto contrario, infatti, la Svizzera oggi, mi dicono sia caccolosa al pari dell'Italia se non peggio, mi chiedo chi abbia portato le caccole lassù oltralpe eheheheheh.
 

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