Grazie
Mark VI. Io faccio il possibile per avere una pdc con r290
triuso
La storia delle alette distanziate viene colta da chi non è del settore o non ha certe basi teoriche che si acquisiscono esempio nei corsi accademici di Fisica tecnica..
Che tu abbia alette con passo da 1,5 mm o da 4 mm non cambia per la brina.. Quando si forma inevitabilmente perdi scambio termico. Personalmente io non valuto quelle marche per quel motivo.
Come è ovvio che avendo un passo maggiore si riduce la superficie di scambio e quindi serve una batteria di dimensioni maggiori per aver la stessa superficie di scambio. Poi bisognerebbe aprire un capitolo sui flussi d'aria dati dal ventilatore al variare del passo delle alette...
Sul fattore sbrinamento penso che in poche, ad oggi, utilizzino la modalità passiva (self defrosting) da te descritta se non in casi rari... Ci impiegherebbe troppo tempo e poi varia in base alla T esterna. Credo che utilizzino l'inversione del ciclo, tramite valvola 4 vie, e ventola spenta così da avere un tempo di sbrinamento entro i 4-5 minuti (o anche molto meno in base alla brina) ma con relativi aspetti negativi come la sottrazione del calore dall'impianto di riscaldamento e conseguentemente (probabile) discomfort.
Altro metodo può essere quello dell'hot gas defrosting senza inversione di ciclo ovvero il gas alle condizioni di mandata del compressore viene mandato direttamente all'evaporatore... Vantaggio non prelevare energia dall'impianto di riscaldamento; svantaggio durata del defrosting maggiore (circa 2,5-3 volte a parità di condizioni) rispetto a quello ad inversione di ciclo.
Non cito neanche le resistenze data l'inefficienza del sistema di defrosting.
.. Come è importante definire gli intervalli di defrosting così da non arrivare ad avere il muro di ghiaccio o quasi; tutto sta nella gestione software... Non importa il passo delle alette, importa ogni quanto viene fatto il defrosting (base temporale esempio ogni 30 minuti oppure quando la potenza termica scambiata va sotto una certa soglia) e come viene fatto.
Lambda fino ad ora è l'unica che fornisce dati sugli sbrinamenti con umidità del 95% ad un certa potenza erogata e al variare della T di mandata e T esterna.
Ritengo interessante uno studio fatto dall'università di Padova dove hanno sperimentato una pdc con sottoraffreddatore (scambiatore a piastre), accumulo di sottoraffreddamento e relativa pompa utilizzando il ciclo inverso per migliorare l'efficienza del defrosting. Ciò comporta ad un impianto più strutturato (più valvole 3 vie deviatrici, ulteriore accumulo di acqua tecnica, altra pompa etc) ma porta ad un vantaggio di un 5-8% in termini di efficienza (nelle zone dove si ha una gran formazione di brina, vedi Pianura Padana; dove abito in inverno l'umidità è sempre sopra all'85-90%) oltre a non portare un discomfort.
Ognuno spende il proprio denaro come meglio crede... Sinceramente per una KNV F2120-20, acs 180l, accumulo tecnico 500l etc.. 16.000€ chiavi in mano non mi son sembrati tanti per il mio metro di misura.