Pompa di calore + boiler o Caldaia a condensazione?


ivanisevic82

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23 Ottobre 2018
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Ciao a tutti, ho bisogno di supporto per la ricerca della soluzione più adatta per riscaldare casa e acqua calda in un piccolo bilicale di 38mq, ubicato a Firenze

Sono in fase di ristrutturazione totale, farò tutto nuovo, anche ovviamente gli impianti nuovi ed installerò infissi moderni.

Sicuramente si metterà riscaldamento a pavimento con pannelli radianti da 2,5 e massetto da 3cm, "Knauf Domani", adatto allo scopo e con inerzia ridotta rispetto ai massetti tradizionali.

L'utilizzo stimato della casa sarà il seguente:
- continuativo per circa 2 o 3 mesi all'anno;
- vuoto uoto per altrettanti 2 o 3 mesi.
Per i rimanenti 6/8 mese si userà probabilmente per affitti brevi, ma è tutto ancora da testare.
Posso stimare, in via del tutto approssimativa, una settimana si e una no. Nella settimana "si" si userà mediamente 3 o 4 giorni.
In totale ci saranno per il 75% del tempo 2 persone, per il 15% 3, per il 10% 4.
Ripeto, è una stima, serve solo a farvi capire che non sono certo dell'utilizzo e che di sicuro non sarà costante, tutti i giorni h24.

Il dubbio è se usare una caldaia a condensazione per fare tutto (riscaldamento e ACS) o - in alternativa - eliminare il gas e adottare pompa di calore da circa 4kw + altra soluzione per ACS.

Se per il riscaldamento questa scelta non pone grossi problemi (salvo che per un inerzia maggiore della pompa rispetto al gas, compensata però da un minor consumo), maggiori dubbi ci sono per la produzione di acqua calda.

Per un uso non costante infatti un sistema di accumulo rischierebbe di fare tanti cicli a vuoto, stressando inutilmente l'impianto.
Inoltre i sistemi di accumulo sono molto ingombranti e non ho molto spazio.
Infine, i costi iniziali, tra impianto di accumulo, accessori e collegamenti con pompa, sarebbero piuttosto elevati.

Un'alternativa, se non volessi rinunciare a un impianto senza gas, potrebbe essere semplificare il tutto, usando la pompa solo per il riscaldamento e optando per un semplice boiler elettrico tradizionale da 100lt, che potrei collocare più facilmente (è meno ingombrante dell'accumulo a pompa) e che non mi darebbe problemi di cicli, inerzia e maggiori costi iniziali.

E' chiaro che consumerebbe significativamente di più rispetto alla caldaia a condensazione, ma si risparmierebbe i costi fissi del gas, pertanto alla fine il costo di gestione complessivo sarebbe più o meno lo stesso.

Pertanto, a parità di costi iniziali (o quasi) e di costi di gestione, non mi resta che valutare il comfort abitativo e le prospettive future.

Purtroppo non ho esperienze diretta, avendo sempre avuto solo caldaia, ma credo che tra caldaia e pompa, per il riscaldamento a pavimento, si cada comunque in piedi.

Per quanto riguardo l'acqua calda, ovviamente la caldaia sarebbe meglio, ma con 100lt per 38mq penso che sarà difficile rimanere senza e ci sarebbe il vantaggio di non avere più gas in casa (ovviamente uso induzione per cucinare).

Riguardo alle prospettive future, attualmente non c'è fotovoltaico, ma non è escluso che in un futuro a livello condominiale si possa deliberare.

Alla luce di tutte le informazioni che vi ho dato, voi per quale soluzione optereste?

La caldaia, riservandoci di passare alla pompa solo in caso di futuro fotovoltaico?

O subito pompa, nonostante la produzione acs meno ufficiente a causa del boiler elettrico?

Sono apertissimo a qualsiasi consiglio e sarò lieto di leggere le vostre esperienze d'uso.

Grazie!
 
Ultima modifica:
Esatto, su quelli non ho dubbi.
Un dual split della HiSense costa poco, funziona benissimo (già testato in altre case), è pratico ed in definitiva lo preferisco all'ipotesi di abbinare dei fancoil alla PdC, con le complicazioni che ciò comporterebbe.

Ovviamente la questione che più mi preme è quella spiegata nelle premesse e che da il titolo al topico.
 
Premesso che servirebbero i calcoli del termotecnico, però secondo me stai sbagliando impianto.
Per 38 mq io userei solo aria sia per caldo che freddo, quindi split oppure meglio se pompa di calore con relativi fancoil....
In bagno mini radiatore elettrico e per acs, al limite prendi un boiler in pompa di calore, però per 3-4 persone credo ci voglia minimo un 200/250 litri.
 
Radiante? pr 38 metri? da destinare a affitti intermittenti?
Scelta errata.

38 metri si scaldano/raffreddano con split aria aria..uno (canalizzato) o 2 ...in bagno termoarredo elettrico..acs boiler 100 lt.

Quando non è abitato da remoto spegni tutto, compreso acs...se abitato, si scalda secondo orologio.

Coi soldi risparmiati del radianti, scaldi casa per 50 anni o 100
 
Gentilissimi, innanzitutto vi ringrazio molto per gli interventi e i preziosi consigli.

Premetto, a scanso di equivoci, che l’uso affitto turistico è del tutto eventuale.

La casa è stata acquistata perché da quando è nata mia figlia i miei genitori dalla Sicilia, vengono molto spesso, pensano per il futuro a una transizione graduale, hanno preso una casina piccola nel mio stesso palazzo e in un possibile futuro potrebbero stare sempre di più.

Al momento si prevedono, con certezza, almeno 2/3 mesi l’anno, prevalentemente nel periodo invernale.

Siccome i miei non percepiscono come confortevole un riscaldamento ad aria con split (senti le “correnti” d’aria; se lo spegni si raffredda tutto subito), pensavo a qualcosa che lo facesse stare bene nei mesi in cui sono a casa.

Ovviamente tenerla vuota per 8/9 mesi sarebbe un peccato, quindi penseremmo di testare anche un po’ di affitti brevi.

Si consideri infine che non si tratta di un investimento in un immobile di scarso valore…è piccolo si, ma per la collocazione sta sui 5.000 al metro, quindi spendere qualcosa in più per per un maggio comfort può essere sensato.

Ció posto, se si può risparmiare parecchio senza rinunciare al comfort abitativo, tanto meglio!!

Sulla base di quanto mi avete scritto mi par di comprendere che per un immobile così piccolo un riscaldamento a pavimento è
poco indicato, tanto più se l’uso non sarà continuo.

Tuttavia gli split, per i motivi di cui sopra, non li metterei.

Pertanto, alla luce dei vostri suggerimenti, ho cercato di approfondire la conoscenza dei fan coil.

Pensavo che fossero sostanzialmente identici a degli split, ma da quanto leggo mi pare ci siano differenze sostanziali.

Infatti, se ho capito bene, i ventilconvettori hanno un flusso d’aria meno intenso, meno direzionale, più diffuso.

riscaldano più dolcemente rispetto agli split e pur avendo bassissima inerzia, una volta spenti mantengono l’ambiente caldo un po’ più a lungo degli split, con un comportamento più simile a quello di termosifoni che di split.

è effettivamente così? Oppure, al di la delle chiacchiere o informazioni che si trovano in rete, nell’uso reale sono di fatto simili agli split?

Certo che se confermate quelle che ho letto potrebbero essere una svolta!
 

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