Ponte termico parete-copertura in scala stretta: isolamento interno e rischio muffa


fcandotti

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20 Marzo 2022
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Salve,

sto valutando un intervento di isolamento interno su una parete esterna lungo la scala di accesso ad una mansarda.

Il problema è concentrato nella porzione alta della parete, in prossimità del nodo parete-copertura/intradosso. Da termografia, con ambiente interno circa 20 °C e UR 55-60%, rilevo:
  • temperatura superficiale minima nel nodo alto: circa 9-10 °C;
  • porzioni della parete adiacenti: circa 13-14 °C;
  • soffitto/parete interna vicina: circa 15 °C.

La scala è l’unico accesso alla mansarda e costituisce il vincolo principale:
  • larghezza parete-parete: circa 94 cm;
  • larghezza utile reale tra parete e bordo interno del corrimano: circa 84 cm;
  • quindi un pacchetto interno finito da 35-37 mm porterebbe la luce utile vicino agli 80 cm;
  • un pacchetto da circa 27-30 mm la porterebbe attorno a 81-82 cm.

Le stratigrafie che sto valutando sono:
  1. pannello accoppiato cartongesso + isolante, spessore complessivo finito circa 35-37 mm;
  2. sughero naturale 20 mm incollato a letto pieno, rete e rasatura, con spessore finale stimato circa 27-30 mm;
  3. soluzione più sottile da 5–10 mm, solo come mitigazione, che però temo insufficiente sul nodo da 9-10 °C;
  4. eventuale correzione locale del nodo alto con risvolto sull’intradosso/copertura, oppure piccolo intervento esterno dove possibile.

L’esterno sarebbe tecnicamente preferibile, ma è complicato da copertura, scossaline, pluviali e dalla continuità con il tetto del vicino; per questo sto valutando soprattutto una soluzione interna o mista.

Aggiungo un elemento che forse è rilevante e che non ho ancora descritto: la parete in questione è in c.a. e verso l’esterno, lato nord-ovest, in parte confina con ambiente esterno libero e in parte con un volume non riscaldato del vicino (una sorta di sottotetto/soffitta sotto falda, con altezza ridotta sotto il colmo). Immagino quindi che il comportamento termico sia intermedio tra parete verso esterno e parete verso ambiente non climatizzato, ma non so quanto questo incida sul nodo alto che sto osservando.

Le domande tecniche sono:
  1. Con 20 °C e UR 55-60%, un minimo superficiale di circa 10 °C è già compatibile con condensa e rischio muffa, corretto?
  2. In un nodo parete-copertura di questo tipo, 20 mm di sughero interno possono realisticamente essere sufficienti o è verosimile che il nodo resti critico senza un risvolto sull’intradosso?
  3. Ha senso concentrare maggiore spessore solo nella porzione alta più fredda, oppure si rischia di creare un dettaglio poco efficace/critico nel cambio di spessore?
  4. Per un intervento così localizzato ritenete necessaria una simulazione 2D del nodo secondo UNI EN ISO 10211 (me lo hanno proposto!?), con verifica del fattore rischio muffa secondo ISO 13788?
  5. In presenza di isolamento interno in sughero incollato e rasato, quali accorgimenti ritenete essenziali per limitare rischio di condensa interstiziale e infiltrazioni d’aria dietro il pannello?
  6. Dal punto di vista funzionale, ritenete ragionevole ridurre una scala unica di accesso a circa 80 cm netti al corrimano, oppure meglio fermarsi a 81–82 cm anche sacrificando qualche millimetro di isolamento?
Posso allegare termografie panoramiche, dettaglio del nodo, foto normali della scala e schizzo quotato.
Mi interessa soprattutto capire quale sia il minimo intervento tecnicamente serio: evitare sia 5 mm “cosmetici” che non risolvono il nodo, sia 35–37 mm uniformi che rendano la scala troppo critica.

Grazie per il supporto!
 

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