Salve a tutti sono nuovo del forum e a quanto vedo c’è tanto da leggere. Poiché, mi sto accingendo a realizzare il mio primo impianto fotovoltaico per i miei genitori ho un po’ di questioni su cui far chiarezza. Siccome non so se sono questioni già affrontate in qualche discussione scrivo qui nella speranza che qualcuno possa rispondermi o indirizzarmi alla risposta.
L’idea è quella di realizzare un impianto da 3kWp che dovrà essere installato su una falda di tetto esposta di circa 30°a sud ovest e inclinata di 23°. I pannelli dovranno essere poggiati su opportuna struttura complanare alla falda al di sopra di tegole portoghesi.
Considerando l’esposizione e la possibilità di fenomeni di ombreggiamento la cosa non mi sembra tra le più semplici.
1) tipologia di pannelli
a. escludendo gli amorfi per via del maggiore ingombro la scelta è tra i mono e i poly. Suggerimenti?
2) Inverter
a. Tra gli inverter presi in considerazione (power one, sma, danfoss, fronius etc..) ho notato una singolarità: sebbene in qualche occasione siano predisposti per ricevere in ingresso due stringhe (disponendo di relativi MPPT), parlando di inverters di potenza nominale intorno ai 3kW, di fatto sembra sconveniente utilizzare tale opzione (cosa che invece gradirei fare per via degli ombreggiamenti). In poche parole se considero ad esempio un campo fotovoltaico di 12 pannelli da 250W, considerando per semplicità una tensione in uscita nominale di 30V per pannello, ottengo una tensione complessiva di 360V per un unica stringa o 180V per 2 stringhe. Tutti gli inverters esaminati hanno però un funzionamento ottimale per tensioni comprese tra i 350V e i 500V (tensioni per cui hanno rendimenti più alti) vanificando di fatto la possibilità di utilizzare la soluzione a 2 stringhe da 180 V (generalmente tensione di attivazione degli inverters). Di fatto quindi sono pensati per due stringhe ma funzionano al meglio con una? Oppure sono pensati i moduli amorfi che portano in uscita mediamente una tensione doppia?
b. Non riuscendo ad effettuare una scelta tra le soluzioni classiche ho scoperto l’esistenza dei micro inverter. L’idea è molto allettante ma mi pare di capire che tra il loro costo, quello degli appropriati cavi e connettori, quello dell’interfaccia da progettare a parte il prezzo finale dell’impianto lieviti di molto. Mi sto sbagliando? In ogni caso vale la pena spendere il di più?
L’idea dei micro inverters mi è piaciuta sin da subito. On line ne ho trovati della Power One, della Enphase e della EnecSys. Facendo un po’ di conti, mi sembra che già di per se questi costino più di un inverter centrale (circa il doppio a parità di potenza) poi mi pare che anche i cablaggi e relativi connettori siano più costosi. Tu cosa mi puoi dire? Come si stanno comportando? Ne vale la pena?
3) Staffe di montaggio
Riguardo alle staffe, dopo mesi di ricerche ancora non sono riuscite a trovare quelle idonee. Il problema di pende dal fatto che al di sotto delle tegole sono posizionati pannelli isolanti di isotec. Questi pannelli calpestabili sono composti essenzialmente da uno strato di isolante puro, uno di alluminio impermeabilizzante e dei correnti in materiale zincato su cui vengono poggiate le tegole. Sembra che in passato fosse stesso l’azienda produttrice a fornire delle staffe di supporto per moduli fotovoltaici da usare sull’isotec ma attualmente mi hanno detto di averle messe fuori produzione? Mi suggerite qualcosa? Se le facessi fare da un fabbro mi causerebbe problemi per l’accesso agli incentivi del 4 conto energia?
Come vedete, da quel che si legge, sembro ancora agli albori ma in realtà è da mesi ormai che ci sto lavorando. Ho tutto pronto: relazione paesaggistica 8per i vincoli ambientali), richiesta d’autorizzazione, iscrizione al GSE, richiesta ENEL, relazione tecnica. Il progetto esecutivo tuttavia stenta a prender forma a causa delle precedenti perplessità (a dire il vero ne ho fatti diversi ma nessuno alla fine mi convince per la configurazione adottata).
Spero che qualcuno tra voi possa indicarmi la strada per effettuare la scelta migliore e montare quanto prima questo quasi mitico primo impianto.
Grazie in ogni caso,
Marco
L’idea è quella di realizzare un impianto da 3kWp che dovrà essere installato su una falda di tetto esposta di circa 30°a sud ovest e inclinata di 23°. I pannelli dovranno essere poggiati su opportuna struttura complanare alla falda al di sopra di tegole portoghesi.
Considerando l’esposizione e la possibilità di fenomeni di ombreggiamento la cosa non mi sembra tra le più semplici.
1) tipologia di pannelli
a. escludendo gli amorfi per via del maggiore ingombro la scelta è tra i mono e i poly. Suggerimenti?
2) Inverter
a. Tra gli inverter presi in considerazione (power one, sma, danfoss, fronius etc..) ho notato una singolarità: sebbene in qualche occasione siano predisposti per ricevere in ingresso due stringhe (disponendo di relativi MPPT), parlando di inverters di potenza nominale intorno ai 3kW, di fatto sembra sconveniente utilizzare tale opzione (cosa che invece gradirei fare per via degli ombreggiamenti). In poche parole se considero ad esempio un campo fotovoltaico di 12 pannelli da 250W, considerando per semplicità una tensione in uscita nominale di 30V per pannello, ottengo una tensione complessiva di 360V per un unica stringa o 180V per 2 stringhe. Tutti gli inverters esaminati hanno però un funzionamento ottimale per tensioni comprese tra i 350V e i 500V (tensioni per cui hanno rendimenti più alti) vanificando di fatto la possibilità di utilizzare la soluzione a 2 stringhe da 180 V (generalmente tensione di attivazione degli inverters). Di fatto quindi sono pensati per due stringhe ma funzionano al meglio con una? Oppure sono pensati i moduli amorfi che portano in uscita mediamente una tensione doppia?
b. Non riuscendo ad effettuare una scelta tra le soluzioni classiche ho scoperto l’esistenza dei micro inverter. L’idea è molto allettante ma mi pare di capire che tra il loro costo, quello degli appropriati cavi e connettori, quello dell’interfaccia da progettare a parte il prezzo finale dell’impianto lieviti di molto. Mi sto sbagliando? In ogni caso vale la pena spendere il di più?
L’idea dei micro inverters mi è piaciuta sin da subito. On line ne ho trovati della Power One, della Enphase e della EnecSys. Facendo un po’ di conti, mi sembra che già di per se questi costino più di un inverter centrale (circa il doppio a parità di potenza) poi mi pare che anche i cablaggi e relativi connettori siano più costosi. Tu cosa mi puoi dire? Come si stanno comportando? Ne vale la pena?
3) Staffe di montaggio
Riguardo alle staffe, dopo mesi di ricerche ancora non sono riuscite a trovare quelle idonee. Il problema di pende dal fatto che al di sotto delle tegole sono posizionati pannelli isolanti di isotec. Questi pannelli calpestabili sono composti essenzialmente da uno strato di isolante puro, uno di alluminio impermeabilizzante e dei correnti in materiale zincato su cui vengono poggiate le tegole. Sembra che in passato fosse stesso l’azienda produttrice a fornire delle staffe di supporto per moduli fotovoltaici da usare sull’isotec ma attualmente mi hanno detto di averle messe fuori produzione? Mi suggerite qualcosa? Se le facessi fare da un fabbro mi causerebbe problemi per l’accesso agli incentivi del 4 conto energia?
Come vedete, da quel che si legge, sembro ancora agli albori ma in realtà è da mesi ormai che ci sto lavorando. Ho tutto pronto: relazione paesaggistica 8per i vincoli ambientali), richiesta d’autorizzazione, iscrizione al GSE, richiesta ENEL, relazione tecnica. Il progetto esecutivo tuttavia stenta a prender forma a causa delle precedenti perplessità (a dire il vero ne ho fatti diversi ma nessuno alla fine mi convince per la configurazione adottata).
Spero che qualcuno tra voi possa indicarmi la strada per effettuare la scelta migliore e montare quanto prima questo quasi mitico primo impianto.
Grazie in ogni caso,
Marco
