Problema neve

  • Autore discussione Autore discussione susi
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susi

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Viste le copiose nevicate dei giorni/settimane scorse mi chiedevo (da progettista edile) come si comporta la neve sopra un impianto fotovoltaico posato sul tetto di un fabbricato.
Mi spego meglio: Guardando impianti della mia zona (torino-cuneo) ho notato comportamenti diversi.
Dopo gioni dalle nevicate, in lcuni tetti l'impianto è ancora completamente coperto da neve altri lo sono parzialmente altri completamente scoperto.
Questa diversità di comportamenti mi fa pensare alcune cose che possono influire sul comportamento della neve:
1) Pendenza della falda
2) Dispersioni termiche provenienti dagli ambienti riscaldati del fabbricato
3) Diversità di posa tra pannelli
4) Diverso coefficiente di scivolamneto che posso aversi tra marche le varie marche o tipologie di pannelli

Mi pongo una domanda è un bene che la neve scivoli lasciando scoperti i pannelli quindi con produzione ma con tutti i pericoli legati alla caduta di blocchi di neve dal tetto quindi anche da notevoli altezze oppure è meglio fare in modo con eventuali accorgimenti (paraneve) che la neve resti sui pannelli fino a completo scioglimento impedendo la produzione (con copertura totale) e limitando moltissimo la produzione (con copertura parziale) ?????

I vostri impianti come si sono comportati ???
Ciao a tutti
 
Scusa Susi se nessuno ti ha risposto!
Il problema neve esiste, ma io credo nessuno lo abbia ancora affrontato seriamente.
Per mia esperienza ti dico che un cliente, in caso di recente nevicata (Bologna) mi ha detto che la strato di neve scivolava sui moduli e precipitava a terra dal tetto.
Dal lato produzione questo non può che fare piacere poichè significa che rapidamente i moduli sono sgombri.
Concordo con Te che punto di vista della sicurezza il problema esiste poichè vi è il pericolo di essere investiti dalla massa di neve che precipita.

Che fare ?? Basta una avvertenza di pericolo ????
 
Per mia esperienza ti dico che un cliente, in caso di recente nevicata (Bologna) mi ha detto che la strato di neve scivolava sui moduli e precipitava a terra dal tetto.

Proprio questo potrebbe essere un enorme problema per due aspetti principali
1) Notevole pericolo per distacco e caduta a terra contemporanea di grosse e pesanti masse di neve magari in parte coese da formazione di ghiaccio. Questo comporta notevoli danni alle cose che stanno sotto per non pensare al caso ci siano delle persone.
Se le falde danno su proprietà altrui oppure direttamente su strada non credo che giuridicamente si sia tutelati da semplice cartello di pericolo.
Contrariamente anche se è mia proprietà chi mi assicura che non possa dimenticarmene per un secondo oppure che mio figlio di 8 anni ci passi sotto !!!!

2) Problemi arrecati dallo spostamento della neve sulle parti di tetto non interessate dall'impianto e penso soprattutto a file di tegole inferiori (con pericoli di distacco) ed a canali di gronda che alcune volte specie in montagna vengono pesantemente danneggiati dal solo assestemento della neve figuriamoci dal completo scivolamento.

Mi poteva sembrare interessante questa discussione in quanto si poteva fare una statistica sui diversi comportamenti della neve sugli impianti FV e se i dati fossero sufficientemente vasti creare uno spunto di riflessione a chi come me i tetti li progetta ed a cui molte volte si chiedono pareri anche se non si è interessati direttamente alla realizzazione degli impianti.
 
Io il mio contributo è questo:

1° impianto: per la sua conformazione è posto tra due falde contrapposte a V quindi la neve è impossibile che cada.
Devo quindi toglierla manualmente per non dover aspettare la prossima primavera. Ho notato spalandola che tende a scivolare ed appena tolgo la base su cui appoggia la stessa si riempie completamente della neve che scivola dalla falda.

2° impianto: Posto su pergolato
Visto che l'impianto è entrato in funzione due inverni dopo il primo ed ho maturato un poco di esperienza sulla neve ho costruito l'intera falda del pergolato occupando tutto lo spazio con i moduli senza grondaia.
Il comportamento della neve è diverso e dipende sia dal tipo di neve (più o meno umida) che dalle condizioni di temperatura che sono presenti dopo la nevicata.
Se la neve è umida e non vi è grande freddo la neve in pochissimo tempo scivola sui moduli, cade a terra e lascia l'impianto completamente libero.
Se è molto freddo (vedi nevicata del 26/12 con accumulo di circa cm 50 ) impiega più tempo a cadere ma in tre-quattro giorni cade comunque dal tetto.
La caduta direi che sicuramente è molto pericolosa nel mio caso essenzialmente per il peso dell'accumulo a terra non tanto per la caduta in quanto il pergolato è a meno di tre metri di altezza.
I miei figli sono già grandi ma se ne avessi di piccoli e l'impianto fosse sul tetto principale della casa a 6-7 mt di altezza sicuramente sarebbe il caso di delimitare la zona con nastro, transenne o altro fino a completo distacco della neve.
 
Il mio impianto è situato in Val di Fassa in Trentino a metri 1400 s.l.m.
Coordinate 46°27'53" Nord, 11°42'51" Est
Inclinazione falda 28°
Azimut 30 gradi sud ovest
unica stringa da 15 Pannelli Solarworld SW220-POLY+ 220Wp per una potenza di 3,3 kWp
Inverter SMA Sunnyboy 3300 TL HC


L'impianto è entrato in esercizio il 25/11/2008 (tre giorni prima che iniziassero le nevicate più copiose).
Il giorno dell'allaccio alla rete c'erano comunque già 3-4 cm di neve (presenti da qualche giorno) e il tecnico della ditta installatrice, per poter collaudare l'impianto, è salito sul tetto per rimuoverla manualmente da alcuni moduli.

Il 28/11 sono iniziate le nevicate e in tre giorni sono caduti quasi 160 cm di neve . Ho iniziato quasi subito a rimuovere la neve dai pannelli più vicini ai velux, spingendo anche con una scopa con il manico allungato.Purtroppo il paraneve all'estremità della falda ha fatto il suo lavoro e ha bloccato la neve. La neve è stata al principio molto farinosa, poi si è rialzata la temperatura ed ha iniziato anche a piovere. Non c'è stato altro da fare che salire sul tetto (con imbragatura e corda da alpinismo) e con pazienza togliere con la pala lo strato più spesso (ca 100-120 cm a seconda dei punti). Per poi spazzare via gli ultimi due o tre centimetri con una scopa con setole in plastica. Oltre alla pioggia vi è stato l'aiuto del vento caldo (Fohn) che per tre giorni ha contribuito ad abbassare lo strato di neve. Su tre pannelli, vicini al paraneve, però non sono riuscito ad avvicinarmi sufficientemente per poter utilizzare la pala. La neve si è così assestata (ce ne saranno ca 50 – 60 cm), indurita con le temperature più basse ed è ancora lì. L'impianto funziona solo con 12 pannelli. Probabilmente se non ci fosse stato il paraneve la neve sarebbe già scivolata via da sola nei tre giorni in cui si è avuto il rialzo termico e la pioggia. Adesso invece ci vorrebbe il piccone per toglierla.
I pannelli sembrano avere sopportato bene il peso della neve e di un vicino di casa che non ricordandosi del mio impianto lo ha in parte calpestato per salire sulla sua parte di tetto.
Sui dodici pannelli liberati sono poi caduti altri 5 cm di neve la notte di Capodanno. Il giorno dopo l'impianto si è acceso ovviamente con produzione di 30 wh. Sono salito sul tetto. In alcuni punti era scivolata via da sola in altri l'ho spazzata via. Ho notato che se la neve non è troppa e il pannello riesce a scaldarsi la neve scivola via facilmente.
Il problema è il paraneve. Con spessori di neve come si sono avuti quest'anno, probabilmente senza una rimozione manuale l'impianto sarebbe rimasto fermo fino a primavera perchè la neve si sarebbe trasformata in una lastra compatta e dura.
 
Che io sappia i fermaneve servono solamente ad impedire scivolamenti e conseguenti accumuli della neve LOCALIZZATI , questi con il loro peso potrebbero danneggiare staticamente la copertura .
Quindi una CORRETTA PROGETTAZIONE di un impianto FV su un tetto deve valutare la possibiltà di accumulo neve e le conseguenti soluzioni da adottare .

ciao da Recoplan
 
Che io sappia i fermaneve servono solamente ad impedire scivolamenti e conseguenti accumuli della neve LOCALIZZATI , questi con il loro peso potrebbero danneggiare staticamente la copertura .
ciao da Recoplan

Non sono daccordo.
I fermaneve si mettono essenzialmente per impedire alla neve di muoversi dalla posizione in cui è caduta più che per pericoli di accumulo localizzati che difficilmente si realizzano (se la neve si muove fatalmente una parte scivola oltre la gronda e cade a terra )
Lo scivolamento della neve crea sempre distacco di grossi "pezzi" ed a volte la quasi totalità della falda si muove lentamente ma contemporaneamente "sbordando" oltre la gronda e cadendo inevitabilmente a terra.
Dipende molto dall'inclinazione e dal materiale di copertura; Io personalmente ho visto cadere a terra contemporaneamente circa 250 mq di neve da un capannone in lamiera grecata privo di fermaneve.
La domanda principale è se conviene o no favorire lo scivolamento della neve che si deposita sopra i pannelli.
A mio parere sui pannelli posti sul tetto di un fabbricato alla lunga sicuramente ci sarà il distacco con caduta a terra di pezzi non trascurabili di neve (dalle mie parti la nevicata di ieri/oggi è la n° 10 da inizio stagione)
Il mio post voleva raccogliere testimonianze dirette da chi gli impianti li ha già montati - non ci sono state molte risposte pazienza
 
Che io sappia i fermaneve servono solamente ad impedire scivolamenti e conseguenti accumuli della neve LOCALIZZATI , ciao da Recoplan

Se per localizzati intendi sulla parte esterna del tetto oltre al muri (dalle mie parti la chiamiamo "pantalera") in corrispondenza della gronda sono daccordo con te ma esclusivamente a seguito di scivolamento e un momento prima di cadere a terra rovinando nel contempo anche il canale di gronda.

Nei tetti con inclinazione ideale (circa 30°) costruiti appositamente per l'impianto FV penso che sia praticamente inevitabile evitare che la neve scivoli e cada a terra con tutti i vantaggi e svantaggi che questo può comportare.
 
Impianto Scuola Elementare e Refetorio, pannelli a 30°, la neve si è accumulata in basso senza problemi particolari, salvo la parziale perdita di produzione.

Impianto Scuola Media, complanare al tetto 13°, neve diffusa su tutto l'impianto, perdita totale della produzione. Nessun problema di scivolamento per la presenza di muretto di contenimento.

Impianto Municipio, complanare al tetto, scivolamento parziale con accumulo di neve ghiacciata oltre la gronda.
Ho seguito il consiglio di dedo66 ed ho fatto transennare la zona sottostante.

L'utilità del forum è anche questa!
Da noi è stata una nevicata da 20 cm.

Ciao
Osvaldo
 
Sul mio impianto integrato, quello da 14,5kW, la neve la prima volta si è accumulata in basso, senza problemi, mentre una seconda nevicata piu corposa, ha causato lo slittamento totale di tutto il manto di neve, la quale scendendo improvvisamente si è portata con se anche 2 coppi!!! ora installerò dei ferma-neve sull'ultima fila di moduli.
la superfice dell'impianto è di circa 110mq ed è inclinato di 25°

Ciao
 
Come sempre le variabili in gioco sono diverse.
A casa mia (prov. RE) con tetto inclinato di 16° la neve scivola via relativamente in 2/3 giorni se dopo la nevicata non gela, se, come in questo periodo stiamo quasi tutto il giorno sotto 0 con punte di -7 la neve rimane lì ad ombreggiare allegramente:devilred: i pannelli anche per due settimane, perlomeno uno strato sottile, il grosso è già scivolato via.
Importante è che la superficie dell'impianto sia perfettamente piana e lineare, perchè anche un dislivello di 1 cm tra una fila di pannelli e l'altra contribuisce a rallentare di molto la "scivolata".
saluti donello.
 
problema neve ??
non capisco è record oggi ha piovuto e rimasto nuvolo cupo tutto il giorno eppure l'impianto ha prodotto 51kw , sarà il dolce riverbero della neve , in altri giorni con lo stesso tempo non ha prodotto + di 20 - 25 kw .
 
mi potete suggerire qualcosa?

mi potete suggerire qualcosa?

Buongiorno,
abito in provincia di Cuneo,
il mio impianto PV è installato su tetto con coppi posati su orditura in legno.
i circa 25cm di neve accumulatisi in dicembre/gennaio sono poi scivolati dai pannelli e compattatisi verso la grondaia. Rimanendo per circa 20 giorni sotto gli 0°C (con punte di -10°C di notte) la neve si è trasformata in ghiaccio ed ha costituito una diga per lo scarico dell'acqua che così risale nei coppi rovesci e trabocca da sotto colando su listelli, arcarecci, travi.:bored:
 
è installato su tetto con coppi posati su orditura in legno... i circa 25cm di neve ... sono poi scivolati dai pannelli e compattatisi verso la grondaia... la neve si è trasformata in ghiaccio ed ha costituito una diga per lo scarico dell'acqua che così risale nei coppi rovesci e trabocca da sotto colando su listelli,
se l'acqua fa danni l'unica soluzione è togliere la neve ....
se l'acqua non fa danni aspetta il disgelo !
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Seriamente parlando chi ti ha progettato/istallato l'impianto non ha preso in considerazione il problema neve ? mica abiti a Palermo !
A mio avviso il progettista ha il dovere di "pensare e risolvere" il problema neve : scrivia chi ti ha venduto l'impianto un raccomandata e chiedi loro una soluzione !
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Se ti serve assistenza per rifare i tetto : facci sapere

ciao da Recoplan

ps RICORDATEVI DI VOTARE PER IL DIRETTIVO DEL FORUM grazie
 
Buongiorno,
abito in provincia di Cuneo,
ha costituito una diga per lo scarico dell'acqua che così risale nei coppi rovesci e trabocca da sotto colando su listelli, arcarecci, travi.:bored:

Ciao anche io sono della provincia granda magari siamo pure vicini.

Direi che per valutare qualcosina in più dovresti fare un paio di foto in modo che si capisca meglio.

Così non è facile da capire e tantomeno darti un consiglio
 
Impianto su inseguitori: la neve casca e se ne va al primo sole o innalzamento di temperatura.
Grande effetto albedo, confermo osservazione di ALBY62
 
Il problema neve è molto più importante di quanto si pensa e se ne presta attenzione.
Non so se avete sentito quanto è successo in prov. di Cuneo in quesi giorni dove la neve del tetto di un ristorante è scivolata tutta insieme (dicono circa 200 mq) sulla testa di persone sedute a tavola con un morto ed alcuni feriti gravi.
 
Mi verrebbe da rispondere che proprio Susi che ha iniziato il 3D dovrebbe essere il più indicato a rispondere in quanto progettista di tetti.

Mi spiego, il problema per la questione sicurezza è duplice:
evitare che grandi masse cadano dal tetto ed evitare che accumuli sulla gronda facciano cedere la gronda stessa.
Per questo si mettono o non si mettono i fermaneve ed è il progettista del tetto che decide se e quanti metterne in funzione della zona, dell'inclinazione del tetto, dell'altezza etc etc.

Chi posa un impianto sul tetto, integrato o semiintegrato dovrebbe mantenere le caratteristiche esistenti. Se chi ha fatto l'impianto sostituisce 30mq di tetto che aveva i paraneve con pannelli lisci altera le scelte progettuali precedenti. Dovrebbe pensare a come limitare lo scivolamento.
E mi vien da dire che se sei in Val di Fassa con tetto a 30° devi fare in modo che la neve non scenda di colpo. Se non si vuole perdere in produttività si dovrà togliere la neve manualmente ed in condizioni di sicurezza.
 
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