Problema TRIFASE Aiuto!

sasuke40

Member
Ciao ragazzi!
ho ultimato il mio impianto Fv con inverter trifasico e quando mancano 5 giorni all' allacciamento, il tecnico responsabile Enel mi dice che devo avere necessariamente una utenza trifasica.
Io pensavo che la linea trifasica che avevo richiesto all' Enel (previo loro sopralluogo) era sufficiente.

Avete qualche esperienza/aiuto!!!!

Grazie
 
Se l'enel non ti porta le tre fasi (quindi una utenza trifase) la vedo difficile collegare gli inverter.
La linea l' ha portata e penso che se avessi scelto la vendita totale non ci sarebbe stato problema: trifase - trifase.
Con i calcoli dei simulatori che si trovano in rete ho scelto vendita + autoconsumo...
Vendo in trifase ed autoconsumo in mono.
Pensavo che utilizzassero una fase per darmi la 220.
Invece sostengono che devo modificare il contratto per la 380 con le spese economiche che ne conseguono.:cry:
 
Auito!

Auito!

Riformulo la domanda:
Avete solo "impiantini" monofasici o qualcuno di voi ha un impianto trifasico collegato alla rete?
Se si, avete dovuto modificare la vostra utenza in trifasica, con tutte le spese annesse?

Grazie :bye1:
 
Non mi sembra però un grosso problema.
Impianto da 18 KW, 2 inverter da 10 KW che dovrebbero essere correttamente dimensionati con stringhe adeguate .... non vedo che complicazioni ci siano.

Forse che l'impianto elettrico sia da 3 o da 4,5 KW?
Allora in questo caso ENEL potrebbe avere problemi di connessione, ma lo si scopre con il primo sopralluogo.
 
Sasuke, non ti sei certamente sprecato nel dare i dati;
comunque ipotizzando che tu abbia una connessione esistente in prelievo inferiore ai 10 kW in monofase (lascia perdere termini come monofasico o trifasico) e tu voglia connettere un impiastro FV da 20 kW, il gestore di rete modifica la connessione esistente da monofase a trifase, installa un contatore di scambio trifase, ma tu non hai nessun obbligo di modificare la tua fornitura in prelievo da trifase a monofase.

ciao
 
Potrebbero esserci problemi sul lato ENEL se questo, nella zona, non ha una distribuzione adeguata.
Non dovrebbero esserci particolari costi di adeguamento; questi scattano quando c'è di mezzo la MT o particolari permessi e servitù di passaggio per il potenziamento della linea.
Il tecnico ENEL di riferimento con il sopralluogo dovrebbe chiarire tutto.
 
Io ho capito la domanda di susake40, anche perchè è il mio stesso problema.
Quando mi sono rivolto al tecnico presso l'ufficio enel come primo contatto ed ho spiegato il mio impianto, nel riferigli le caratteristiche:
utenza attualmente in esercizio 3,3 Kw (incluso tolleranza), immissione 20 Kw, lui mi interrompe e mi riferisce che si deve trasformare il contatore da monofase a trifase. Io aggiungo ma resto sempre di 3,3 Kw in prelievo e lui mi dice che la potenza in prelievo non ha importanza, ma si deve cambiare il contratto.
Quindi susake voleva dire che probabilmente avrà dei costi aggiuntivi, non previsti, di adeguamento di contratto di fornitura e di eventuali costi accessori: qualcuno sa a quanto ammontano?
Io ho inoltrato giorno 17 giugno la domanda di connessione al centro di Pomezia, ma ancora a tutt'oggi risulta in Viaggio a Roma e non è stata consegnata (11 gg. sigh !!!). Quando verà il sopralluogo chiederò lumi.
 
E' di fatto un problema di fornitura ENEL che non ha le linee adeguate.
Ho un quesito per arch37 e sasuke40: l'impianto FV è SSP o vendita?
Nel secondo caso non c'è scambio e quindi non dovrebbero esserci problemi di prelievo.
Se invece siete in SSP ..... perché un impianto così grande a fronte di consumi più modesti? Un impianto FV da 20 KW produce molti più KWh di quanto ne consumi un utenza da 3 KW. In questo caso lo SSP non è conveniente.
 
Allora io la domanda di connessione l'ho fatta per cessione parziale che rientra nella vendita, in quanto lo SSP non mi convince molto dal punto di vista remunerativo. Inoltre ora che lo SSP è anche remunerativo è soggetto ad un calcolo laborioso ed è variabile nel tempo. Mentre la cessione parziale è fissa ed è remunerata dal GSE con 101,8 Euro/MWh (notizia avuta dal GSE per telefono).
Il surplus di energia prodotta oltre ad essere un investimento per il conto energia diventa una fonte di guadagno derivante dalla produttività annua e, siccome non supera i 20 Kwh/annui, non è tassabile ai fini Irpef .
 
A parte il discorso tra vendita e SSP (non è la discussione appropriata che se il valore 101,8 mi sembra troppo alto) non dovresti allora avere problemi con il contatore.
Rimane il fatto di verificare la linea, ma per questo ENEL si farà sicuramente sentire.

Tienici informati!
 
Forse che l'impianto elettrico sia da 3 o da 4,5 KW?
Allora in questo caso ENEL potrebbe avere problemi di connessione, ma lo si scopre con il primo sopralluogo.

Premetto che:
-ho fatto un impianto più grande delle mie esigenze per avere una rendita economica costante nel tempo e che ho optato (dopo varie simulazioni con fogli Excell) per il regime di vendita diretta + autoconsumo.
- Attualmente ho utenza da 4,5 Kwp in mono

Il primo sopralluogo è stato fatto 2 mesi fa ed il responso era:
Ok ci fornisci trifase, adeguiamo la linea (era vecchia, di sezione insufficiente) spendi 1100€ (per 30 mt di cavo!)e ti mettiamo il contatore trifase.

Concordo con Ener quando dice che se era vendita pura non c' erano problemi, ma il responsabile tecnico Enel mi dice che per l' autoconsumo devo recarmi presso un punto Enel e fare una voltura (68€) da mono a trifase.

Agguingo che noi eravamo passati dai 3kwp ai 4,5 Kwp perchè con 2 elettrodomestici accesi il contatore "scattava".
Ora per avere la stessa potenza utile in trifase dovrò richiedere 15 Kwp perchè sapete bene che utilizzerò solo una fase.
Altra ipotesi sarebbe attaccare la lavatrice alla fase1, il forno alla 2, il condizionatore alla 3, ma vi potete immaginare che casino di impianto elettrico sarebbe da modificare!!!

Ovviamente una utenza trifasica da 15 Kwp costa molto di più di una mono da 4,5Kwp e mi sto mangiando i coglixxx per non avere fatto la vendita diretta e .
:cry:
 
Allora io la domanda di connessione l'ho fatta per cessione parziale che rientra nella vendita, in quanto lo SSP non mi convince molto dal punto di vista remunerativo.

La cessione parziale (o RD + autoconsumo) dal punto di vista formale non si chiama SSP ma ai fini pratici lo è!
Hai 2 contatori che devono lavorare tutti o in mono o in trifase.
 
Io ho capito la domanda di susake40, anche perchè è il mio stesso problema.
Quando mi sono rivolto al tecnico presso l'ufficio enel come primo contatto ed ho spiegato il mio impianto, nel riferigli le caratteristiche:
utenza attualmente in esercizio 3,3 Kw (incluso tolleranza), immissione 20 Kw, lui mi interrompe e mi riferisce che si deve trasformare il contatore da monofase a trifase. Io aggiungo ma resto sempre di 3,3 Kw in prelievo e lui mi dice che la potenza in prelievo non ha importanza, ma si deve cambiare il contratto.
Quindi susake voleva dire che probabilmente avrà dei costi aggiuntivi, non previsti, di adeguamento di contratto di fornitura e di eventuali costi accessori: qualcuno sa a quanto ammontano?
Io ho inoltrato giorno 17 giugno la domanda di connessione al centro di Pomezia, ma ancora a tutt'oggi risulta in Viaggio a Roma e non è stata consegnata (11 gg. sigh !!!). Quando verà il sopralluogo chiederò lumi.




Ciao
l'altro giorno e arrivato il preventivo dell'ENEL per un impianto da 15kWp. , la fornitura e da 3,3kWp in prelievo e il prezzo ammontava a circa 800 euro più o meno.
Dico cosi perchè il cliente me la detto per telefono e non sono passato a ritirarla.
Ciao SIMO
 
Nel dimesionare gli impianti privilegio sempre lo SSP calibrato sui consumi attuali o previsti.
La vendita totale la preferisco su impianti di una certa potenza (per me l'ottimo sopra i 50 KW).
La cessione parziale la vedo sempre male e la evito quando posso fare lo SSP
 
Indietro
Top