Problemi con i differenziali

Marcobg

Member
Ciao a tutti vorrei porvi questa stranezza che mi sta accadendo su 2 impianti.

impianti da 4,5 kWp circa con inverter senza trasformatore d'isolamento poweone.
Ho previsto inverter -> contatore enel -> Magnetotermico ->Tratto di linea 3 piani -> Diff-Magn (D1) e poi mi allaccio sotto il generale del quadretto utente e quindi qui sotto c'è un diff-magneto (D2)

Secondo normativa D2 dovrebbe rappresentare il famoso DG

D1 25A tipo A Idn=0,3A
D2 25A tipo AC Idn=0,03A

Con l'impianto in funzione D2 mi scatta....secondo voi come mai?
 
Il problema è con ogni probabilità dovuto alla curva di intervento del differenziale:
D1 è CURVA A (correnti pulsanti unidirezionali)
D2 è CURVA AC (corrente alternata)

Sostituendo D2 con un curva A dovresti risolvere il problema, se vuoi averne la certezza dovresti installare un CURVA B (dispersioni in corrente continua) ma sono più costosi e difficili da trovare.

E' successo anche a noi e il problema è dovuto dalla distorsione immessa in rete dall'inverter (PVI4.2 dove THD
Conviene poi che ti allacci SOPRA il generale del quadro e non sotto:
a) eviti di correre il rischio di sovracaricare l'impianto del cliente: alla potenza prelevabile ENEL sommi la potenza dell'impianto fotovoltaico, hai però prima verificato che l'impianto possa reggere la nuova potenza (es. 9kW = 4,5Enel+4,5FV);
b) collegandoti sul punto di consegna (a monte) formalmente non hai toccato l'impianto del cliente, collegandoti sotto hai "messo mano" all'impianto del cliente e quindi te ne assumi integralmente la responsabilità con la certificazione 37/08 (ex. 46/90);
 
Secondo me non è un problema di curva A o AC, nel manuale degli inverter Power One (è stato anche postata la pagina) viene detto che si puo' mettere dopo l'inverter un differenziale sia A che AC, basta che sia da 300 mA e non da 30 mA
 
Non puoi mettere un'utenza domestica sotto un 300mA in quanto la protezione minima è un 30mA quindi l'ipotesi di alzare la soglia di intervento non è fattibile e comunque non comporterebbe grossi miglioramente visto che il grosso problema è la distorsione e non le dispersioni. Il "suggerimento" è anche supportato da prove ed esperienze sul campo fatte su un problema similare, innalzando la soglia di intervento il problema non mutava, cambiando la curva il problema è stato immediatamente risolto
 
Il differenziale può essere di tipo:
1) interruttori differenziali di tipo AC , se sono in grado di rilevare solo correnti differenziali verso terra sinusoidali
2) interruttori differenziali di tipo A , se sono in grado di rilevare anche correnti differenziali verso terra pulsanti unidirezionali
3) interruttori differenziali di tipo B , se sono in grado di rilevare anche correnti differenziali verso terra continue.
Gli interruttori magnetotermici si distinguono in base alla corrente di intervento del relé magnetico :
1) se la soglia di intervento per corto-circuito è compresa fra 3*In e 5*In si parla di interruttore magnetotermico di curva B
2) se la soglia di intervento per corto-circuito è compresa fra 5*In e 10*In si parla di interruttore megnetotermico di curva C
3) se la soglia di intervento per corto-circuito è compresa fra 10*In e 20*In si parla di interruttore magnetotermico di curva D
 
il valore della Idn dipende dal valore di resistenza di terra. Infatti il mutuo cordinamento tra l'impianto di terra e l'interruzione dovuta al int diff salvaguardano l'utenza contro i contatti diretti e indiretti
 
Non ho detto che lo hai modificato ma che formalmente è come se tu lo avessi fatto visto che ti sei collegato sotto. La differenza è giuridica ma è molto importante in caso di dispute e/o problemi sull'impianto pre-esistente.
 
Una domanda : ma se il problema di scatto del differenziale classe AC fosse legato alla sua classe di intervento (correnti sinusoidali) e non alla Idn,un classe A , che comprende , nel suo intevento , corrente sinusoidali e pulsanti non dovrebbe sacattare uguale in quanto il classe A è un insieme piu' largo del classe AC?
Per non parlare poi del classe B, che li comprende entrambi.
 
E' la stessa domanda che ho posto ad un nostro consulente il quale ci ha risposto con quella che aveva tutta l'aria di una superca$$ola conclusa con un fallo e vedrai che funziona.

Lo abbiamo fatto e devo ammettere che aveva ragione.

Dopo la prima esperienza ora quanto utiliziamo inverter sopra i 3kWp senza trasformatore di isolamento utiliziamo sempre dei classe A e non abbiamo più avuto problemi di sorta, sugli inverter con trasformatore invece non abbiamo mai avuto problemi quindi sono portato a pensare che l'intervento da parte del differenziale sia dovuta ai disturbi dell'inverter.

Monitorando la cosa un un DL le aperture si verificano sempre in presenza di basso irraggiamento (alba, pioggia, ecc.) e mai durante le ore di massimo irraggiamento.
 
Quindi se non ho capito male a valle di un inverter (lato AC) montate un differenziale classe A con Idn= 30 mA.

Misteri dell'elettrotecnica.....:)

Una cosa è da sottolineare : tutti gli scatti dei differenziali da 30 mA riportati qui sul forum, sono avvenuti o nelle prime ore del mattino con i moduli ancora umidi oppure nelle giornate di pioggia.

Quello che ho capito dalle letture fatte è che tra la cella,il tedlar e la cornice metallica del modulo si forma un condensatore che disperde corrente e questo si accentua con la cornice dei moduli umida.
 
Una cosa è da sottolineare : tutti gli scatti dei differenziali da 30 mA riportati qui sul forum, sono avvenuti o nelle prime ore del mattino con i moduli ancora umidi oppure nelle giornate di pioggia.
Quello che ho capito dalle letture fatte è che tra la cella,il tedlar e la cornice metallica del modulo si forma un condensatore che disperde corrente e questo si accentua con la cornice dei moduli umida.
Bravo hai trovato la giusta soluzione ! si tratta SOLO di correnti disperse per via capacitiva , immaginate un condensatore tra fase e massa !

Auguri da Recoplan
 
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