Buongiorno a tutti,
Sto con l'ausilio del mio idraulico ri-progettando il mio impianto di riscaldamento di un bed & breakfast, ho fin'ora avuto una biowin xl da 63kw e 1000L che si è rotta (cedimento camera di combustione). Adesso la sostituiro con la omologa biowin xl 2 sempre da 63kw (modello più nuovo) e aggiungerò un altro puffer da 2000L in serie a quello da 1000L.
A questo link potete vedere lo schema dell'impianto fatto da me e la logica di funzionamento che ho pensato per farlo funzionare al meglio LINK (https://drive.google.com/file/d/1xijO1dpCL98vYrSCAY2-AiLdWQHPoPkd/view?usp=sharing)
L'idea è che la caldaia gestisca solo il puffer e il resto sia gestito separatamente.
La mia questione è come massimizzare la resa della caldaia per diminuire il numero di accensioni e rendere l'impianto il più duraturo ed efficiente possibile, per fare ciò sono giunto a tale logica di funzionamento:
Premetto che è la prima volta che ho a che fare con tali argomenti. Difatti le altre impostazioni della caldaia, tiraggio, fumi etc... mi sfuggono. Cosa mi consigliate di approfondire?
Grazie a tutti per l'aiuto!
Sto con l'ausilio del mio idraulico ri-progettando il mio impianto di riscaldamento di un bed & breakfast, ho fin'ora avuto una biowin xl da 63kw e 1000L che si è rotta (cedimento camera di combustione). Adesso la sostituiro con la omologa biowin xl 2 sempre da 63kw (modello più nuovo) e aggiungerò un altro puffer da 2000L in serie a quello da 1000L.
A questo link potete vedere lo schema dell'impianto fatto da me e la logica di funzionamento che ho pensato per farlo funzionare al meglio LINK (https://drive.google.com/file/d/1xijO1dpCL98vYrSCAY2-AiLdWQHPoPkd/view?usp=sharing)
L'idea è che la caldaia gestisca solo il puffer e il resto sia gestito separatamente.
La mia questione è come massimizzare la resa della caldaia per diminuire il numero di accensioni e rendere l'impianto il più duraturo ed efficiente possibile, per fare ciò sono giunto a tale logica di funzionamento:
- Isteresi puffer = 20°, Accensione quando sonda bassa (TPA) < 55° , spegnimento quando sonda alta (TPE) > 75° , con temperatura effettiva richiesta alla caldaia 78°
- Isteresi bruciatore 8 o 10° qua non sono ancora certo di come determinare il valore migliore
- La T di mandata al circuito di riscaldamento per ora è controllata con una valvola termostatica a punto fisso, qui l'idea è che se tengo lei impostarla a 65-70° pieno inverno, poi col migliorare delle temperature 60° e mezza stagione 50-55° ; sto considerando una valvola motorizzata con sonda esterna, avete da consigliarmi in merito? ora ho una valvola VXP-45.32
- La pompa del riscaldamento (una Magna 3) la controllo col termostato e con la centralina che mi controllerà anche il boiler della ACS per comodità perchè tale centralina vede la T alta del puffer, quindi se termostato ON ma T puffer alta < 55° non parte e se T puffer alta sale sopra i 55° invece parte (con un delta di 5k per evitare on-off ravvicinati)
- la caldaia scalda anche la serpentina di un boiler ACS, in origine questo era collegato anche a un solare termico, ora rimosso, per sfruttare la serpentina del solare l'ho messa in serie a quella della caldaia. tale è controllato da una centralina solare ri-adattata che: se vede la differenza T Alta Puffer e T Boiler > di 8° accende la pompa della serpentina finchè il boiler arriva a 60° e la spegne se la differenza tra T puffer e boiler è inferiore a 4° cosi da non far circolare acqua nella serpentina per nulla
- La struttura ha una pompa per il ricircolo, tale la controllerei con un timer per farla andare nelle ore utili e avere ACS pronta in quelle ore, ma per evitare che continui a circolare inutilmente ho pensato di aggiungere un termostato a contatto differenziale che la spegne quando la T del tubo di ritorno è > 45° e la riaccende se scende sotto i 40°
Premetto che è la prima volta che ho a che fare con tali argomenti. Difatti le altre impostazioni della caldaia, tiraggio, fumi etc... mi sfuggono. Cosa mi consigliate di approfondire?
Grazie a tutti per l'aiuto!